La dura vita dei senza dio...

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
luciacc

Messaggio da luciacc »

io sono cresciuta in un paesino dove chi non andava in chiesa erano forse in 5 .
io da bambina ci andavo e per me era una regola come "lavarsi le mani prima da mangiare". Una cosa noiosa che pero' non era in discussione.
catechismo e oratorio non mi hanno mai divertito un gran che (non molto diverso dall'andare a scuola, visto che i bambini erano gli stessi)
poi ovviamente sono cresciuta e ho cominciato ad ascoltare quello che il prete diceva e non sono stata convinta da molte cose. inoltre ho cominciato ad avere l'impressione che anche chi si professava credente non era mai al 100 per100 convinto di cio' veniva detto.
ho detto chiaramente a mia mamma la mia opinione e lei non ha discusso con me sui principi, ma semplicemente mi ha detto che dopo il matrimonio potevo fare cio' che volevo. e questo ha aumentato ancora di piu' la mia convinzione che la religione era piu' che altro una cosa di facciata.
mi sono sposara a 22 anni in chiesa con una cerimonia ridotta con un marito ateo che aveva solo il battesimo (si e' possibile sposarsi in chiesa con chi non ha i sacramenti... e anche con chi e' di altre religioni... e per me e' assurdo. mi e' stato comodo per conciliare madre-marito ma ....)
in ogni modo dopo il matrimonio ho fatto cio' che volevo cioe' non ho piu' frequentato la chiesa e non ho seguito nessuna religione.
io piu'che atea mi ritengo agnostica. non so se ci sia un dio, ma certamente non e' quello cristiano (non conosco altre religioni abbastanza bene da potermi esprimere).
piu' che vivere secondo i dettami religiosi io vivo secondo le norme della morale e della legge (a volte coincidono a volte no).
i miei figli non sono battezzati (se mai lo vorranno da adulti essere dovranno esserne veramente convinti).
utilizzo alcune cose della religione come "storielle" modificate opportunamente per rendere piu'bello il mondo reale agli occhi del mio bimbo.
intendo: natale non e' mamma e papa' che portano i regali, ma gesu bambino e babbo natale che li portano (poi luca ha deciso che babbo natale porta i regali grandi perche' e' grande...).
ieri e' morto il nostro cane e a luca ho detto che ora joe e' nel cielo a correre con alri cani (lui poi ha capito che ha preso l'aereo...ma amen!)


Avatar utente
micmar
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 4443
Iscritto il: mer dic 26, 2007 11:42 am

Messaggio da micmar »

provengo da una famiglia apparentemente cattolica ma molto poco coerente
io sono battezzata, cresimata, comunionizzata non per convinzione, mia o loro, ma perchè andava fatto, per avere la bella festa.
appena ho potuto decidere mi sono allontanata, non c'era mai stato un messaggio religioso e l'apparenza non ha mai fatto parte delle mie priorità.
fra l'altro fino a che ho abitato in altoadige questo non è mai stato un grosso problema: gli amici erano tutti più o meno come me, l'insegnante di religione e scuola era uno in gambissima che ci faceva fare lavori interessanti.

tutto è cambiato quando ho vissuto un paio d'anni in provincia di verona, mi fu detto più volte che non andare alla messa era scandaloso, il prete che avevo come insegnante di religione era ignorante e bigotto, quando chiesi di essere esonerata mi fu fatto capire che questo avrebbe fatto propendere il consiglio di classe per una bocciatura.

insomma i cattolici divennero una tortura e io capii cosa volesse dire essere anticlericale.

non credo di avere mai creduto all'esistenza di dio, nè mai mi sono posta il problema, per me la sfida è vivere il paradiso qui e ora, perchè dopo la vita non c'è nulla.

tommaso non è battezzato e non fa religione a scuola.
nel primo caso ci sono ovvi motivi di coerenza
nel secondo caso, i motivi sono politici: una scuola con le risorse alla canna del gas, dovrebbe smetterla di stipendiare inviati della curia.

se tommaso volesse fare catechismo non avrei problemi, sceglierei però con attenzione la parrocchia e continuerei a raccontargli le storie delle altre religioni

per il momento non pare interessato, ma nelle grandi città non è così strano non fare religione
Avatar utente
lenina
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 33486
Iscritto il: dom feb 24, 2008 6:43 pm
Contatta:

Messaggio da lenina »

Il mio non è un percorso.
Semplicemente non riesco a credere in un dio, a volte vorrei anche riuscirsi ma non ci riesco proprio.
Non posso neanche essere agnostica perchè davvero sono convinta che non esista nulla e che tutto sia frutto del caso (esattamente come chi crede in dio è convinto che Dio esista)

I miei figli li alleverò con le favole (come tutti i bambini) con i valori miei che non hanno nulla da dire ai valori cattolici per quanto mi riguarda.

Se vorranno avvicinarsi a una religione lo faranno quando avranno l'età per capirlo.
Se mi chiederanno di seguire un percorso religioso cristiano li orienterò verso il culto Valdese e non verso quello cattolico (da adulti poi valuteranno cosa fare)

Se crederanno in un dio non la vedrò male, anzi penso che a volte sarebbe utile crederci, solo che appunto io non ci riesco.
Avatar utente
Sheireh
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 17185
Iscritto il: mar feb 26, 2008 4:35 pm

Messaggio da Sheireh »

Ipomea ha scritto:Grazie Ila per la tua atipica testimonianza. Ti chiedo se mai hai sentito come pesante o pressante il fatto di " non fare quello che tutti facevano" ( non so come spiegarla)?
No, anzi. Ma io ero una bambina "particolare" che godeva dell'essere diversa, e tale sono stata anche negli anni successivi.
Avatar utente
Ipomea
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 1354
Iscritto il: sab dic 16, 2006 9:24 am
Contatta:

Messaggio da Ipomea »

Vi ringrazio tutte per le vostre testimonianze.

Qui da noi è una realtà un po' come descritta da Manu e Elisa.
Rovigo è piccolo tutto sommato e come si trovano i fedeli della concretezza (quelli che non stanno troppo a predicare ma si preoccupano di razzolare) si trovano tanti tanti tanti bigotti.
Sono equamente distribuiti tra preti, suore, famiglie, ragazzi. E mi spaventano quanto mi spaventano gli smidollati senza principi nei quali potrebbe incorrere mio figlio crescendo.

Mi sento un po' come se mi fossi levata un rene. Ed è ancora più assurdo. Perchè erano anni che questa vocina dentro di me mi diceva che stavo scegliendo solo la via più facile e che in fondo la mia fede era un facile riparo. Mi sento in colpa.
E razionalmente so che questo senso di colpa è pure un retaggio, perchè sto contravvenendo a quell'educazione cattolica che ho ricevuto da persone non che posso facilmente odiare e denigrare, ma da persone che stimo e che per me hanno costituito degli importantissimi punti di riferimento.
Potrei chiudere un occhio e continuare a vivere come se non sentissi quella vocina di merda del mio cervello bacato e dessi retta al cuore che dice che in fondo credere non fa male a nessuno.
Ma non ce la faccio. E' questione di coerenza ed è proprio quella coerenza mancante ai valori che mi ha fatto mettere in dubbio prima la chiesa, poi tutto il resto. Se non sono io la prima a farmi su le maniche, che mi incazzo a fare?

Per rispondere anche a Paola: il puffo chiede, è curioso, vuole sapere. Riporta racconti ripresi a scuola e chiede se è vero che ai tempi di Gesù si faceva questo e quello, cosa sono i miracoli e che non è possibile che Lazzaro sia "rivivuto".
Alla domanda "vorresti andare a catechismo" spiegandogli che potrebbe essere sia un divertimento che un impegno, ha risposto "mio cugino dice che è una barba mortale, ma io a gesù voglio bene, poi si gli dispiace che non ci vado" (e si capisce come le fantastiche etiche religiose siano entrate già nei suoi ragionamenti)!
Del resto quando piangeva inconsolabile per la morte di zia Maria, è stato meglio nell'immaginarla con Gesù, come posso dirgli quello che penso veramente?

E la mia speranza sarebbe quella di andare a parlare con il parroco del nuovo quartiere dove ci siamo trasferiti e scoprire che è un po' come le suorette di Luisa, che punta sui valori.
Del resto un prete che dice che "fate bene a convivere" è un prete avanti, ha tutta la mia stima, ma non è cattolico. Non rispecchia quelli che sono i canoni imposti dalla chiesa.

Insomma potrei andare avanti per ore.

Sono talmente tante le riflessioni da fare...
Leggo tutte quelle che hanno raccontato la propria esperienza di atee nel bel mezzo di una società cattolica e penso che ci voglia anche una gran fortuna ad avere una famiglia che ti permetta di crescere come meglio credi e che capisca fino a che punto orientarti e dove lasciarti.
Perchè mio figlio ha 6 anni, posso chiedergli cosa ne pensa, ma non posso lasciare che, per ora, scelga da solo. E in ogni caso gli impongo la mia scelta.

Solo che boh... mi pare meno pesante vedere la chiesa cattolica dal di fuori, condividendone i valori cristiani, e venuto il tempo delle domande decidere se credere o meno, che venirne fagocitati per ritrovarsi a 30 anni a piagnucolare per rinunciare a dei retaggi che si vedono come assurdi, ma che ormai sono sottopelle.
Avatar utente
Paola
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6945
Iscritto il: ven dic 15, 2006 12:06 pm

Messaggio da Paola »

Ipomea ha scritto:
Alla domanda "vorresti andare a catechismo" spiegandogli che potrebbe essere sia un divertimento che un impegno, ha risposto "mio cugino dice che è una barba mortale, ma io a gesù voglio bene, poi si gli dispiace che non ci vado" (e si capisce come le fantastiche etiche religiose siano entrate già nei suoi ragionamenti)!
.
Io spero che sia solo che lo consideri "un amico" e che quindi sia per quello che presume si offenda e he non gli abbiano già instillato il senso di colpa del non santificare le feste.

Ma chi gli ha parlato così di Gesù?Solo a scuola?
Le preghiere le sa?
Avatar utente
micmar
Ambasciatore
Ambasciatore
Messaggi: 4443
Iscritto il: mer dic 26, 2007 11:42 am

Messaggio da micmar »

ma vostro figlio avrà una famiglia con senso critico come valore aggiunto
e per quanto il mondo sia pieno di bigotti, voi non lo siete e potrete fare da contrappeso

ho amici che vivono in città piccole, molti di loro hanno fatto somministrare ai figli tutti i sacramenti perchè altrimenti "sarebbero stati gli unici"

per me questo sarebbe un grosso problema ma voi non siete ostili e magari lui sarà fortunato

comunque quella frase su gesù è inascoltabile, l'anno scorso la maestra di religione della materna aveva fatto intendere ai bambini che solo i bravi facevano religione.
quando l'ho saputo ne ho parlato subito con le maestre, dicendo che capivo che le parole scappano, ma a queste andava posto rimedio. sono state molto gentili e hanno agito subito.

se mio figlio tornasse a casa da catechismo o da religione e riportasse una frase del genere, non riuscirei a tacere
Avatar utente
Paola
Utente NM
Utente NM
Messaggi: 6945
Iscritto il: ven dic 15, 2006 12:06 pm

Messaggio da Paola »

Anch'io temo le frasi buttate lì così, e benché mi fidi tantissimo della nostra maestra (la quale vorrenen lapo a religione proprio per il suo senso critico) ho comunque paura di tutto quel senso di colpa e di paura di cui è permeato l'insegnamento della religione cattolica.

Ad esempio dovesse imparare le preghiere mi verrebbe una sincope.
Rispondi