Parto: Lotus Birth

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evasole
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Parto: Lotus Birth

Messaggio da evasole »

Prima di tutto, in sala parto (locale bene riscaldato) deve regnare il silenzio, la luce deve essere soffusa, la presenza delle persone ridotta a un massimo di tre: la partoriente, l’ostetrica e, il futuro padre, se questo desidera partecipare. Un medico interviene solo in caso di necessità. Una dolce musica in sottofondo, scelta dalla partoriente, può aiutare a creare un’atmosfera di intimità adatta al momento, un’intimità che va rispettata in tutte le forme, evitando ogni fonte di potenziale distrazione. È noto che le funzioni istintive che accompagnano e rendono possibili il travaglio e la nascita spontanei sono regolate dal cervello primitivo. Mentre la donna si abbandona ad esse, la parte nuova del cervello (la neocorteccia) non va assolutamente stimolata. Qualsiasi interferenza che costringa la donna a ragionare razionalmente o che risvegli in lei la sensazione di essere in pericolo, può rompere l’incanto. Un solo fattore di disturbo può provocare l’interruzione momentanea o totale del travaglio, rendendo eventualmente necessari interventi medici e farmacologici e, di conseguenza, prolungando l’intero processo.
Da quando il percorso nascita è diventato di competenza medica e sono stati creati i reparti di maternità, si applicano protocolli che hanno imposto, subito dopo la nascita, il taglio immediato del cordone ombelicale e l’allontanamento del neonato dalla madre per lasciarla riposare e sottoporre il piccino a una serie di esami e controlli. Queste rigide regole, applicate indiscriminatamente, possono avere conseguenze a lungo termine molto negative, come bene illustra la Ricerca sulla Salute Primale. Fortunatamente, stanno aumentando gli ospedali e le ostetriche che aggiornano in base a questi dati i loro protocolli e favoriscono l’incontro immediato mamma/bambino, che è la cosa più giusta. Infatti, ci sono vari motivi per rispettare questo momento, per farlo diventare un vero e proprio evento sacro, che costituisce la base dell’“Imprinting”, ovvero, quell’impronta che eserciterà la sua funzione benefica per tutta la vita.
Alle neomamme raccomando caldamente di vivere questi primi momenti molto intensamente, perché formano una base per tutto il resto dell’esistenza al loro piccino, a loro stesse e a tutta la famiglia. Ne beneficerà inoltre anche l’intera società.
Appena il bimbo è nato, va subito messo sul ventre della madre, da dove il piccino stesso tenderà verso il seno della Mamma. A quel punto, col cordone ombelicale ancora intatto, il bambino viene adagiato fra le braccia della Mamma (pelle contro pelle) dove Mamma e bambino si scambieranno il primo sguardo, vivendo così un momento di profondo silenzio e di comunicazione sottile. La Mamma, assieme al Papà, faranno un breve rito di presentazione, pronunciando parole amorevoli di vicendevole riconoscimento e di reciproca appartenenza. Ognuno esternerà i sentimenti che prova in quel solenne momento, momento che lascerà nel bimbo, accolto in quel modo, un’impronta indelebile per tutta la vita.
Contemporaneamente, madre e bambino secernono un ormone, l’ossitocina, detto anche ‘ormone dell’amore’, che aiuterà a riconoscersi e a far nascere in loro il reciproco attaccamento.
Questo dolce incontro durerà fino al momento in cui ‘nascerà’ anche la placenta, dopodiché il cordone ombelicale potrà essere tagliato, ma solo nel punto in cui si sarà formata una zona chiara. Generalmente, il taglio viene compiuto dal Papà.
Il taglio del cordone ombelicale richiede molta attenzione. Il cordone, che collega il bambino alla placenta– fonte di nutrimento e di tutte le sostanze necessarie per la sua crescita – appartiene alla sua struttura fetale. Per cui, praticarne rapidamente il taglio provoca un dolore pari a un’amputazione. La zona chiara che si forma in un certo punto vicino all’ombelico, significa che la funzione del cordone ombelicale è conclusa. Solo allora, può essere tagliato.
Quando tutto questo non avviene perché il neonato, separato prontamente dal cordone ombelicale e avvolto in un panno, viene subito allontanato dalla sala parto per essere sottoposto a vari esami e controlli, il brusco distacco dalla Mamma lascia nel bambino un vuoto molto doloroso.
Provate a immedesimarvi nella situazione di un neonato che, al termine di un duro sforzo per riuscire ad arrivare fino in fondo a quel percorso così stretto e faticoso, si ritrova di colpo fra mani estranee che nemmeno lo mostrano alla sua Mamma. (Così è avvenuto in tutte le Cliniche di Maternità per decine di anni. Ora, fortunatamente, le cose stanno cambiando, ma ancora troppo lentamente!)
Il passaggio improvviso dall’essere un feto completamente dipendente dalla madre, all’essere un neonato, catapultato in uno spazio sconosciuto, avviene nel giro di pochi minuti. In quel breve tempo, nel cervello del bambino si devono rinnovare tutti i circuiti per consentirgli di respirare, succhiare, vedere… Il cambiamento è drammatico, rapido, intenso, e in quel momento, è solo fra le braccia amorevoli della Mamma che il bambino può sentirsi protetto e al sicuro.
Inoltre, non bisogna dimenticare che il bambino, quando nasce, appartiene ancora al mondo dal quale proviene, per cui lo si deve aiutare a entrare dolcemente nel mondo della materia. E chi lo può aiutare meglio della sua Mamma?
Dopo il parto, Mamma e bambino restano un corpo unico (si parla di gravidanza di 18 mesi, 9 dentro e 9 fuori), sia fisicamente (alimentandosi del latte materno) che sotto altri aspetti, esattamente come durante la gestazione. Ecco perché è importante tenere il bambino a contatto con la madre, giorno e notte.
Inoltre, il bambino, alla nascita, è racchiuso nel campo energetico (aura) della madre, formando ancora un tutt’uno con lei. Fintanto che attorno al bambino non si sarà formato il suo campo energetico, egli dovrà stare il più possibile in stretto rapporto con la Mamma.
Il campo energetico del bambino va lentamente formandosi nel corso dei primi mesi dopo la nascita e, quando il piccino si sente pronto dopo essere stato portato ininterrottamente a contatto della Mamma, sarà lui stesso a manifestare il desiderio di scendere a terra per incominciare a esplorare il mondo. Quando ne sentirà il bisogno, tornerà dalla Mamma, da una Mamma sempre pronta a soddisfare le sue esigenze.
Un’altra ragione per cui il bambino appena partorito non deve essere allontanato dalla Mamma, è che, se attaccato al suo seno, riceve il colostro. Nel colostro si riscontrano alti livelli di anticorpi che lo aiutano a difendersi dai batteri eventualmente passati con il contatto con persone estranee. Inoltre, la suzione svolge l’importante funzione di stimolare la ‘nascita’ della placenta.
Non vi ho ancora descritto che cosa avviene nel corso della vita del bambino quando non è stato possibile, alla nascita, fare il rito di accoglienza così importante, sopra descritto.
Il bambino, allontanato dalla Mamma, piange e si dispera perché si sente abbandonato. Lui la chiama, ma lei non viene ad aiutarlo. E questo porta il piccino alla disperazione, fino che smette di piangere perché esaurito e deluso. “Ho tanto bisogno della mia Mamma, ma lei non c’è!” È così che nella psiche del bambino si accumulano paura dell’abbandono, rabbia, odio e delusione… Sentimenti che più tardi riaffioreranno per manifestarsi nelle forme più disparate, anche violente. Inizialmente, il bambino si procura la prima auto-consolazione infilando il pollice in bocca, surrogato del seno materno. La Mamma lo sostituirà col ciuccio. Poi segue il forte legame con un animaletto di péluche, da tenere stretto a sé giorno e notte. Crescendo, subentra il desiderio avido di cibo, di dolciumi; poi viene il fumo, l’alcool….. Col tempo, scopre la droga, prima leggera e poi sempre più pesante, ecc. ecc. Intanto, gli anni trascorrono e subentra, oltre a tutta una serie di devianze sempre più gravi, quelle che la cronaca tristemente ci presenta ogni giorno, anche una varietà di qualità caratteriali che rendono la vita difficile all’individuo stesso e alle persone che gli stanno intorno. Sono tutti sentimenti di vendetta intesi a colmare quel terribile vuoto iniziale, quella dolorosa scissione rimasta celata nell’inconscio, ma sempre presente.
Se la madre, alla nascita della sua creatura, avesse voluto vivere con tutto il cuore, col proprio compagno, il momento dell’Imprinting ma, per ragioni di forza maggiore, ciò non fosse stato possibile (parto cesareo, epidurale o altre complicazioni), potrà colmare questo vuoto in seguito. Se la Mamma terrà il bambino vicino a sé il più possibile, giorno e notte, dimostrandogli tenerezza e amore intenso, riuscirà, almeno in parte, a colmare quel terribile vuoto iniziale, creatosi nel momento in cui non era possibile fare diversamente. La Mamma parlerà al suo bambino dicendogli tutto quello che avrebbe voluto fare e il suo dispiacere per quanto successo. Il bimbo non comprenderà le parole, ma coglierà quel flusso di tenerezza e di amore che non conosce ostacoli. Si eviteranno così, nel limite del possibile, tutte le conseguenze dannose per il bambino stesso, per la famiglia e per la società.
Un consiglio alle future Mamme: nella scelta della clinica dove andare a partorire, assicuratevi che il protocollo contempli alla nascita del bambino, il trattamento giusto, per non andare incontro ai problemi descritti. Inoltre, il neonato dovrà rimanere 24 ore su 24 accanto alla Mamma (Rooming-in), dove lei lo potrà osservare, accarezzare e imparare a conoscere, alimentando quel sentimento forte che rimarrà vivo in entrambi per tutta la vita. E se il protocollo della Clinica dovesse contemplare cose diverse, non esitate a pretendere quello che voi ritenere più giusto.
La conoscenza di tutti i particolari qui sopra descritti e la loro applicazione su larga scala potrebbero davvero contribuire a dare alla luce creature sane ed equilibrate, pronte per una vita migliore. Se ne avvantaggerebbero le generazioni future, le famiglie e tutta la società.


Mammatitta

Messaggio da Mammatitta »

Ma l'hai vissuto tu in prima persona? Se si perchè non ci racconti la tua esperienza diretta?
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Speranza
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Messaggio da Speranza »

Mi dispiace ma non si possono mettere pubblicità di siti in firma a meno che non si sia delle utenti conosciute e assidue.

Comunque quella che descrivi è una nascita dolce, non una lothus birth!
Mammatitta

Messaggio da Mammatitta »

Speranza ha scritto:Mi dispiace ma non si possono mettere pubblicità di siti in firma a meno che non si sia delle utenti conosciute e assidue.

Comunque quella che descrivi è una nascita dolce, non una lothus birth!
:ok:

Era proprio per questo che le chiedevo l'esperienza diretta non mi sembrava proprio ad una sommaria lettura che fosse la LB.
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Solange
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Messaggio da Solange »

Sì, appunto, grazie per le informazioni però qui sappiamo abbastanza bene che cosa sia una lotus birth (o nascita integrale) e l'articolo non parla di questo.
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