Questa guerra....

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vinziana
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Messaggio da vinziana »

avevo anche sentito, da parte di alcuni militari qui in zona, che la francia ha montato tutto il balletto per poter controllare il petrolio, dato che ha dovuto chiudere (o limitare) le centrali nucleari dopo il terremoto in giappone....e la cosa non sarebbe tanto strana.
che dirvi, qui a marsala la base è in fermento (dicono trapani, in realtà il 37° stormo è a marsala), è a meno di 5 min da casa mia, vedo gli aerei decollare, fare esercitazioni, gli elicotteri perlustrano in continuazione....non se ne può più. come non ne possono più i lampedusani, molti dei quali ormai senza lavoro, perchè la stagione è saltata, e senza lavoro che gliene frega degli immigrati!!
poi, l'italia fa anche parte della NATO, ma 2 anni fa ha ratificato il patto di amicizia (firmato da tutti i partiti politici, tranne IDV e Radicali) con Gheddafi, patto che sanciva, tra le altre cose, la non belligeranza: come al solito abbiamo il piede in 2 scarpe. e sentire i discorsi di frattini, la russa, e quel coniglio del nano mi viene l'orticaria.



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vinziana
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Messaggio da vinziana »

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nene70
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Messaggio da nene70 »

Erin-75 ha scritto:la voce del popolo, di qualunque popolo non conta quanto i pozzi di petrolio.

se come in Iraq o i K8 crescessero broccoli, col cavolo che la Nato, francia in primis avrebbe attaccato.

In Iraq furono gli americani, in cecenia (per il controllo dell'oleodotto) furoni i russi, qui in libia sono i francesi dietro il paravento Nato. E noi Italiani al solito scodinzoliamo dietro come i cani al convivio dei signori (dante docet)


ma infatti..
come sempre ci sono solo gli interessi di mezzo..
cosa gliene frega se la popolazione è trattata come schiavi?è forse l'unico dittatore?è che ci sono paesi che vengono aiutati perchè hanno interessi come il petrolio, vedi il Q8..perchè nessuno è mai intervenuto in chasmere, per dirne uno?o in nepal?

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Enza 52
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Messaggio da Enza 52 »

oggi girando in rete ho trovato questo articolo e mi pare offra una visione realistica della situazione medio-orientale.


Mercoledì 23 Marzo 2011 15:36
Di Serge Quadruppani

Non condivido l'interpretazione dietrologica delle rivoluzioni arabe. Quella tunisina e quella egiziana non sono rivoluzioni controllate dagli Stati Uniti. Della Tunisia gli americani se ne infischiano, e se fossero stati in grado di controllare una rivoluzione in Egitto, per affidare il potere all'esercito avrebbero potuto molto più semplicemente far deporre direttamente Mubarak dall'esercito, senza passare da piazza Tahir.

Mi pare un grosso sbaglio non riconoscere l'irruzione della novità nella Storia, e vedere sempre complotti dietro i movimenti popolari, vedere sempre la mano dell'America e dell'Occidente dietro tutti gli eventi. L'America non è più il Grande Satana di una volta, ha un sacco di guai, ci sono altre potenze in ascesa - tra cui Cina e Russia - mentre l'America è irrimediabilmente in discesa, coi freni rotti fin dalla crisi dei fondi Subprimes.
Con le rivoluzioni arabe (che non sono finite) stiamo vivendo un "anti 11 settembre", cioè un momento di apertura all'iniziativa dal basso. Che l'Occidente e tutte le potenze del mondo stiano cercando di controllare questo momento è ovvio (benché non significhi che ci stiano riuscendo). Che questo momento adesso sia minacciato dall'intervento delle potenze occidentali (col buffone Sarkozy sciabola in mano) è altrettanto ovvio.
L'intervento internazionale è una sconfitta della rivoluzione libica, perché gli insorti hanno dovuto chiedere protezione (cosa che non avevano fatto le prime settimane) a quegli stessi poteri internazionali che fino a ieri con Gheddafi avevano trafficato petrolio e contenimento dei migranti.
Di certo non è bello, come non sarebbe bello per me, che odio la polizia in generale e i poliziotti in particolare, chiedere aiuto ai poliziotti se fossi aggredito per strada da un pazzo armato, ma lo farei lo stesso.
In questo momento cosi complesso però, limitarsi a vedere soltanto la mano dei potenti, sempre e dappertutto, sarebbe vetero antimperialismo anni 70 che si rifiuta di cogliere i cambiamenti in corso ormai da decenni, tra cui il tramonto lento ma sicuro dell'America.

Da http://www.carmillaonline.com

questo è il link:

http://www.looponline.info/index.php/ar ... -settembre

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