"Etichettare" i figli

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Sheireh
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Messaggio da Sheireh »

eli.sa ha scritto:Io ho etichettato i miei figli.
Credo sia naturale.
Però le mie non sono etichette negative, mai.
Sono positive sempre e comunque.
Perchè in un atteggiamento potenzialmente negativo voglio trovare il positivo, il significato a cui pochi pensano e che in genere rimane nascosto.
Quoto, Arianna è il mio "terremoto", ma nel senso più positivo del termine... per dire: non è "testarda", è "decisa"... e tante piccole cose così.

Loro si adattano a ciò che noi diciamo di loro, in fin dei conti.



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sol
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Messaggio da sol »

:cry: Chissà mai perchè mio padre cominciò a pochi anni ad apostrofarmi
"cianciminestra"e continua a farlo :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry:No, non voglio deluderlo..Continuo a lamentarmi, sennò lo destabilizzo.... Non è che se continuo a chiamare il nano così, non mi cresce più?! :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry:

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Raffa80
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Messaggio da Raffa80 »

a parte quest'ultimo periodo in cui lo chiamiamo lo scalatore,di etichette non credo di avergliene mai date :mumble:

quando mi chiedono com'è rispondo che è un simpatico monello nel senso che è vispo e furbetto

e se mi chiedono se è cattivo rispondo una frase che,se non sbaglio,l'ho letta quì sul forum (da chi??)

non esistono i bimbi cattivi,sono solo piu' vivaci di altri

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lenina
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Messaggio da lenina »

Le etichette sono inevitabili.
Tutto sta a positivizzarle o se negative non farle pesare.

Lorenzo è obiettivamente un bimbo "piagnucoloso" così come lo era suo padre.
Ma se a France questo veniva fatto pesare ed ancora oggi è etichettato come "bimbo lamentoso" noi ora con lui cerchiamo al contrario di evidenziare le situazioni in cui di solito piangeva e ora non piange più (o se piange gli si fanno i complimenti perchè stavolta ha pianto pochissimo)

per esempio lavargli i capelli è un dramma.
Però per quanto mi verrebbe da dirgli "ma possibile non vedi che non ti succede nulla la smetti di fare il piagnucolone" gli dico "lavarsi i capelli è una cosa noiosa eh, però stavolta hai pianto proprio pochissimo stai diventando coraggioso"

kida

Messaggio da kida »

eli.sa ha scritto:Io ho etichettato i miei figli.
Credo sia naturale.
Però le mie non sono etichette negative, mai.
Sono positive sempre e comunque.
Perchè in un atteggiamento potenzialmente negativo voglio trovare il positivo, il significato a cui pochi pensano e che in genere rimane nascosto.
Apetta ha scritto:Mi Porto addosso talmente tante etichette che manco una valigia che ha fatto il giro del mondo ne ha così tante , ma...
Con Leo stiamo evitando anche grazie a voi. Com'è Leo? Leo è un bambino. Punto. Ha un milione di miliardi di sfumature che solo chi ha una certa sensibilità può capire.

Ah alla domanda "è bravo?" io rispondo "abbastanza, non ha ancora rapinato la pensione a nessuna vecchina" oppure "si si risolve equazioni di terzo grado a mente"....domande stupide meritano risposte stupide.
ecco queste risposte mi piaciono molto e le condivido, etichettare in modo positivo oppure cambiare ricordandosi cosa a noi figli dava fastidio e non farlo a nostra volta ai nostri figli lo trovo molto bello e positivo

kida

Messaggio da kida »

Rie ha scritto:Devo dire che a me le etichette vengono abbastanza naturali, ci sono delle caratteristiche di fondo che DAVVERO, secondo me, connotano il carattere, di grandi e piccini.
Ma non lo trovo così deleterio purché...
a) non le si usi per censurare il bambino richiamando l'etichetta ("sei sempre il solito", "ecco lo sapevo, da un disordinato come te non c'è da aspettarsi altro")b) si abbia la disponibilità a cogliere anche gli aspetti che vanno contro l'etichetta, che sarà anche una categoria mentale ma non può essere una gabbia.
Rie concordo in pieno con queelo che hai scritto, soprattutto con quello evidenziato

kida

Messaggio da kida »

Brufradaste ha scritto:Ma esistono i bambini bravi?
nessun bambino è cattivo, ognuno ha il suo carattere le sue idee e un modo suo per far capire ai genitori i suoi sentimenti, a volte il classico bambino cattivo è solo un bambino con delle difficoltà a rapportarsi con i grandi perchè appunto i genitori lo hanno " etichettato" e non escono da quel confine, è un bambino più sensibile di altri che ha bisogno di essere accolto nelle sue fragilità ed esigenze, sta a noi capirlo e trovare la chiave per comprenderlo in tutte le sue sfumature

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Lella
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Messaggio da Lella »

E' vero quello che dici e devo ammettere che tra noi due genitori, quello che più sta attento a non etichettare o dare giudizi definiti è mio marito.
Faccio un piccolo esempio, io sono pessima a disegnare e guardando i disegni
del mio primo bambino pensavo avesse preso da me e davo per scontato che disegnasse "male", anche vedendo una delle prime pagelle con il voto ad immagine commentavo semplicemente che non era portato e già li mio marito mi diceva che sbagliavo a commentare così davanti a mio figlio, che così facendo non gli davo margine di possibile miglioramento.
Tant'è che poi effettivamente si è dimostrato davvero bravo in disegno tirando fuori delle doti inaspettate (da me).
Questo per dire che soprattutto i bambini sono in continua evoluzione, anche nel carattere ma soprattutto nella fiducia in se stessi relativamente al miglioramento in qualsiasi aspetto, sia quello comportamentale che quello di attitudine in qualcosa.

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