far assistere al parto la bimba??

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nanny
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Messaggio da nanny »

Sheireh ha scritto:Ma anche le urla e il corpo che non risponde alla razionalità ma solo all'istinto è una cosa che per un bambino può essere tranquillamente naturale, COME IN EFFETTI È. E sarebbe bene che un bambino fosse conscio di questo, ma è un percorso che va effettuato dalla nascita, come stile di vita.

Secondo me per la decisione del far assistere al parto tutto dipende da una cosa: il bambino in questione è già troppo "occidentalizzato" (e quindi reputa il dolore, il sangue, la madre che urla, ecc... come qualcosa di brutto e che può dare traumi) oppure è ancora molto ancorato alla naturalità del mondo e del corpo (e quindi riesce a capire il senso di tutto quanto sopra come normale, naturale e assolutamente non da rigettare e quindi di cui aver paura)?
Mi hai fatto riflettere sai , in effetti io, nel mio piccolo, quando mi sono tagliata per esempio un dito ho reso i miei figli partecipi (tipo: guardate mamma che stramba che è!), ma d'istinto avrei detto no a far partecipare una figlia ad un mio ipotetico prossimo parto (mi piacerebbe tantissimo però poter partorire a casa).
Poi però ho pensato agli animali (scusate sono un pò deviata, ma con un marito veterinario riporto tutto a livello animale) e mi è venuto in mente che è così per loro, le femmine imparano ad accudire i cuccioli vedendo le loro madri ed è così che andavano le cose anche per noi una volta, le donne imparavano a partorire e ad allattare vedendo altre donne, loro zie o madri o conoscenti...tutto era naturale, anche il dolore, anche il sangue.



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Solange
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Messaggio da Solange »

Sheireh ha scritto:Ma anche le urla e il corpo che non risponde alla razionalità ma solo all'istinto è una cosa che per un bambino può essere tranquillamente naturale, COME IN EFFETTI È. E sarebbe bene che un bambino fosse conscio di questo, ma è un percorso che va effettuato dalla nascita, come stile di vita.

Secondo me per la decisione del far assistere al parto tutto dipende da una cosa: il bambino in questione è già troppo "occidentalizzato" (e quindi reputa il dolore, il sangue, la madre che urla, ecc... come qualcosa di brutto e che può dare traumi) oppure è ancora molto ancorato alla naturalità del mondo e del corpo (e quindi riesce a capire il senso di tutto quanto sopra come normale, naturale e assolutamente non da rigettare e quindi di cui aver paura)?
io e te siamo molto Dexter inside :lol:

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emamè
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Messaggio da emamè »

Sheireh ha scritto:Il dolore, il sangue, fanno parte della nostra vita, ma purtroppo i bambini imparano ad averne paura proprio perché siamo NOI a dargliela (come lo schifo per gli insetti e tante altre cose).
Mostrare il dito schiacciato, con neutralità, cioè facendola vedere come una cosa normale successa dopo un incidente, sarebbe la cosa migliore. Insegnare una causa-effetto, insegnare il funzionamento del nostro corpo.

Il fatto di volerla nascondere aumenta il senso di insicurezza, di impotenza, di "terrore" per qualcosa che non si conosce (perché non si può conoscere qualcosa se non si affronta e si studia).

I bambini sono spesso atterriti dal sangue, dalla violenza, dal dolore proprio perché sono edulcorati da tutto questo dagli adulti e quando ne vengono necessariamente a confronto non sanno affrontarli nel modo naturale e corretto.

Con questo non voglio entrare nel merito del parto sì, parto no, ma solo far presente come la naturalità del dolore fisico e del sangue nella nostra cultura sia considerata da nascondere a tutti i costi, continuando a propagare l'artificiosità del nostro corpo e delle nostre reazioni.
in effetti alla fine il dito ho dovuto mostrarglielo e faceva più impressione a me che a lui...
sono io quella impressionabile, devo ricordarmi che non è giusto trasmettere loro questa paura, come tute le altre fobie che noi adulti abbiamo.

Tu Ila mi fai sempre riflettere quel po di più a cui da sola non arrivo!

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Solange
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Messaggio da Solange »

nanny ha scritto:Mi hai fatto riflettere sai , in effetti io, nel mio piccolo, quando mi sono tagliata per esempio un dito ho reso i miei figli partecipi (tipo: guardate mamma che stramba che è!), ma d'istinto avrei detto no a far partecipare una figlia ad un mio ipotetico prossimo parto (mi piacerebbe tantissimo però poter partorire a casa).
Poi però ho pensato agli animali (scusate sono un pò deviata, ma con un marito veterinario riporto tutto a livello animale) e mi è venuto in mente che è così per loro, le femmine imparano ad accudire i cuccioli vedendo le loro madri ed è così che andavano le cose anche per noi una volta, le donne imparavano a partorire e ad allattare vedendo altre donne, loro zie o madri o conoscenti...tutto era naturale, anche il dolore, anche il sangue.
Ecco, ad esempio il parto degli animali, io ho sempre assistito a tutti i parti degli animali di casa mia fin da piccolissima e senza traumi, anzi, ricordo che quando partorì la mia cicciolina mia mamma mi tenne a casa da scuola apposta perchè sapeva che volevo esserci, lei quel mattino venne a svegliarmi strappando le mie lenzuola con le unghie e i denti per preparare il nido e io stetti con lei in penombra tutto il tempo aiutandola anche a partorire l'ultimo cucciolo perchè lei era stremata.

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nove
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Messaggio da nove »

Sheireh ha scritto:Ma anche le urla e il corpo che non risponde alla razionalità ma solo all'istinto è una cosa che per un bambino può essere tranquillamente naturale, COME IN EFFETTI È. E sarebbe bene che un bambino fosse conscio di questo, ma è un percorso che va effettuato dalla nascita, come stile di vita.

Secondo me per la decisione del far assistere al parto tutto dipende da una cosa: il bambino in questione è già troppo "occidentalizzato" (e quindi reputa il dolore, il sangue, la madre che urla, ecc... come qualcosa di brutto e che può dare traumi) oppure è ancora molto ancorato alla naturalità del mondo e del corpo (e quindi riesce a capire il senso di tutto quanto sopra come normale, naturale e assolutamente non da rigettare e quindi di cui aver paura)?
Io credo di aver educato i miei figli a non essere troppo spaventati dal sangue o da qualche piccolo incidente, ho sempre cercato di minimizzare. Ma li ho cresciuti lo stesso da occidentali. :ghgh: Forse perché tendenzialmente lo sono io, al di là degli sforzi educativi che tento di fare.
Non credo che sarebbero in grado di reggere una madre urlante, di sicuro non Marco, ma nemmeno il piccino, che capisce benissimo quando sto bene o male e agisce di conseguenza (cioè si agita). E la loro presenza mi renderebbe impossibile essere "naturale", concentrarmi su me e sul nascituro. Avrei il pensiero fisso a loro, temo. No, non ci riuscirei. In sala parto anche mio marito mi ha aiutato poco o nulla, in quei momenti sono io da sola. Forse se ci fosse stata mia madre, con lei poteva essere diverso.
Ripeto, il parto in casa mi trova favorevole, ma come nelle vecchie famiglie contadine, avrei in mente un gruppo di donne in aiuto. Ma escluderei bimbi in tenera età. Per me.
Marco una volta ho dovuto portarlo con me ad una ecografia quando ero incinta di Andrea e già vedermi lì lo ha impressionato, figuriamoci. Era tutto preoccupato (e io ero tranquillissima, eh!) e chiedeva ai medici che cosa mi stavano facendo; alla fine un'infermiera lo ha portato fuori a prendere un dolcino al distributore automatico, sennò si metteva a piangere.

losbanos

Messaggio da losbanos »

nove ha scritto:I
Non credo che sarebbero in grado di reggere una madre urlante
questa cosa delle urla mi incuriosisce, ne ho letto in questo thread e anche altrove...

Io pensavo che le urla le facessero sentire solo nei film, perché non ho mai sentito nessuna partoriente urlare dal vivo :occhiodibue:

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nove
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Messaggio da nove »

losbanos ha scritto:questa cosa delle urla mi incuriosisce, ne ho letto in questo thread e anche altrove...

Io pensavo che le urla le facessero sentire solo nei film, perché non ho mai sentito nessuna partoriente urlare dal vivo :occhiodibue:
Al primo parto no, tanto che l'ostetrica mi disse scherzando: certo qualche urletto potevi anche farlo!

Al secondo con l'induzione sì, era mooooooooolto più doloroso. Non riuscivo davvero a controllarmi, urlare era una liberazione.
Ho sentito anch'io urlare quando partorivo nelle sale parto accanto alla mia; ma sono ben isolate e da fuori non senti.

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Sheireh
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Messaggio da Sheireh »

nove ha scritto:Io credo di aver educato i miei figli a non essere troppo spaventati dal sangue o da qualche piccolo incidente, ho sempre cercato di minimizzare. Ma li ho cresciuti lo stesso da occidentali. :ghgh: Forse perché tendenzialmente lo sono io, al di là degli sforzi educativi che tento di fare.
Non credo che sarebbero in grado di reggere una madre urlante, di sicuro non Marco, ma nemmeno il piccino, che capisce benissimo quando sto bene o male e agisce di conseguenza (cioè si agita). E la loro presenza mi renderebbe impossibile essere "naturale", concentrarmi su me e sul nascituro. Avrei il pensiero fisso a loro, temo. No, non ci riuscirei. In sala parto anche mio marito mi ha aiutato poco o nulla, in quei momenti sono io da sola. Forse se ci fosse stata mia madre, con lei poteva essere diverso.
Ripeto, il parto in casa mi trova favorevole, ma come nelle vecchie famiglie contadine, avrei in mente un gruppo di donne in aiuto. Ma escluderei bimbi in tenera età. Per me.
Marco una volta ho dovuto portarlo con me ad una ecografia quando ero incinta di Andrea e già vedermi lì lo ha impressionato, figuriamoci. Era tutto preoccupato (e io ero tranquillissima, eh!) e chiedeva ai medici che cosa mi stavano facendo; alla fine un'infermiera lo ha portato fuori a prendere un dolcino al distributore automatico, sennò si metteva a piangere.
L'ecografia non ha nulla di naturale, infatti, anzi, per un bambino di per sé potrebbe essere molto alienante (questa piccola cosa che si muove su uno schermo che dicono essere dentro la mamma ma che si vede lì...).

Tu faresti fatica a concentrarti perché appunto ne hai una visione diversa da quella pienamente "naturale", perché non saresti tranquilla di quello che potrebbe percepire lui. E quindi è un circolo "vizioso" che non ti può far entrare nell'idea che per un bambino potrebbe non essere assolutamente difficile accettare le urla di una madre. Ma un bambino ORA, DA NOI, cresce con l'idea che le urla sono qualcosa che porta solo dolore. In alcuni popoli, per aiutare una donna a partorire, chi sta fuori dalla casa, URLA per aiutarla. E sono urla propiziatorie, con l'idea che l'urlo è BENE, perché permette di venire al mondo.

Il fatto che sentano quando non stai bene... ma è diverso.
Dobbiamo partire dall'idea che una malattia non porta a nulla di buono, un parto porta ad una cosa splendida. Un bambino che si decide di far partecipare ad un parto LO SA. DEVE sapere che il dolore è solo un mezzo per arrivare ad un fine, e che non è invece fine a se stesso. E quindi può partecipare a modo suo al dolore materno in modo positivo, perché sa cosa sta per arrivare.

Aggiungo solo: non è che voglio convincerti che sia giusto, o meno (non so nemmeno io se lo farei, per dire), solo che spesso facciamo fatica ad entrare nella dinamica di queste cose perché partiamo da presupposti troppo lontani da quelli delle persone che affrontano queste scelte.
losbanos ha scritto:questa cosa delle urla mi incuriosisce, ne ho letto in questo thread e anche altrove...

Io pensavo che le urla le facessero sentire solo nei film, perché non ho mai sentito nessuna partoriente urlare dal vivo :occhiodibue:
No no, ti assicuro che le MIE urla devono averle sentite in tutto il reparto :cisssss:

E le urla di per sé sono anche utili al parto, se fatte in modo naturale anch'esse (proprio per una fuoriuscita di aria dal corpo).

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