far assistere al parto la bimba??

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emamè
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Messaggio da emamè »

non ne vedo il motivo onestamente, sarà anche una cosa naturale, ma non si può sapere con certezza come un bimbo può reagire e non correrei il rischio di procurargli un trauma, nel caso.



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Solange
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Messaggio da Solange »

Ambra ha scritto:Ok,ok il parto è un evento naturalissimo però io non amo le generalizzazioni.
Ci sono bambini impressionabili di carattere,altri più razionali.
..insomma,dare la briglia a seconda del cavallo.
Mio figlio Jari è scientifico,ma Leni è gnè gnè,per dire..
Boh
ma infatti, non si può dire NO a priori. Io credo che la cognata di Ciota, essendo tra l'altro al terzo parto in casa, sappia quel che fa. O almeno lo spero tanto.

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emamè
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Messaggio da emamè »

Solange ha scritto:ma infatti, non si può dire NO a priori. Io credo che la cognata di Ciota, essendo tra l'altro al terzo parto in casa, sappia quel che fa. O almeno lo spero tanto.
in effetti nel caso specifico ci sarà stata una bella riflessione a monte, anche perchè l'esperienza non le manca.

In generale invece un po la cosa mi spiazza,

per dire: quando mi son schiacciata un dito c'era mio nipote (4anni) che voleva assolutamente vedere la ferita, nulla di che eh, ma io preferisco di no, ho paura che poi qualche immagine gli resti impressa, come succede a me.

vabbè alla fine mi ha dato della rimbambita per il dito eh...

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LauraDani
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Messaggio da LauraDani »

losbanos ha scritto:Io il mio parto l'ho mostrato anche a mia nipote e alla figlia di mio marito, loro erano molto spaventate dall'idea e vedendo la nascita di mia figlia si sono tranquillizzate moltissimo!
Mina ha scritto:...Mia cugina aveva 20 anni quando ha assistito al parto di sua sorella e ne è rimasta tanto traumatizzata che per 11 anni si è rifiutata di rimanere incinta
Non entro nello specifico del post, ma quoto questi due interventi perchè, al contrario di quel che ha scritto qualcuna -non ricordo chi, mi scuso- io a vedere i parti nei film ed in TV mi ero fatta un'idea molto spaventevole
Invece ho avuto modo di assistere mia sorella nel travaglio della sua seconda figlia e vederla mi ha rassicurato molto: era una fatica, era doloroso, ma non era nè terribile nè pauroso, insomma ce l'avrei potuta fare!
E questa idea mi ha aiutato quando poi ho travagliato io.
Insomma, per come sono fatta io, non sapere e immaginare è peggio che sapere, per quanto cruda sia la verità.
Ovviamente per un bambino ci vogliono molte precauzioni in più e, mi ripeto, io alla fase finale del travaglio, al parto vero e proprio, non farei assistere un bambino (ma, per dire, io non avevo neppure questa necessità che in quel momento ci fosse mio marito)
Però durante il travaglio, se una se la sente e non ci sono problemi, non escuderei a priori il fatto di essere nella mia casa, con la mia famiglia.

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Sheireh
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Messaggio da Sheireh »

emamè ha scritto:per dire: quando mi son schiacciata un dito c'era mio nipote (4anni) che voleva assolutamente vedere la ferita, nulla di che eh, ma io preferisco di no, ho paura che poi qualche immagine gli resti impressa, come succede a me.
Il dolore, il sangue, fanno parte della nostra vita, ma purtroppo i bambini imparano ad averne paura proprio perché siamo NOI a dargliela (come lo schifo per gli insetti e tante altre cose).
Mostrare il dito schiacciato, con neutralità, cioè facendola vedere come una cosa normale successa dopo un incidente, sarebbe la cosa migliore. Insegnare una causa-effetto, insegnare il funzionamento del nostro corpo.

Il fatto di volerla nascondere aumenta il senso di insicurezza, di impotenza, di "terrore" per qualcosa che non si conosce (perché non si può conoscere qualcosa se non si affronta e si studia).

I bambini sono spesso atterriti dal sangue, dalla violenza, dal dolore proprio perché sono edulcorati da tutto questo dagli adulti e quando ne vengono necessariamente a confronto non sanno affrontarli nel modo naturale e corretto.

Con questo non voglio entrare nel merito del parto sì, parto no, ma solo far presente come la naturalità del dolore fisico e del sangue nella nostra cultura sia considerata da nascondere a tutti i costi, continuando a propagare l'artificiosità del nostro corpo e delle nostre reazioni.

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nove
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Messaggio da nove »

Sheireh ha scritto:Il dolore, il sangue, fanno parte della nostra vita, ma purtroppo i bambini imparano ad averne paura proprio perché siamo NOI a dargliela (come lo schifo per gli insetti e tante altre cose).
Mostrare il dito schiacciato, con neutralità, cioè facendola vedere come una cosa normale successa dopo un incidente, sarebbe la cosa migliore. Insegnare una causa-effetto, insegnare il funzionamento del nostro corpo.

Il fatto di volerla nascondere aumenta il senso di insicurezza, di impotenza, di "terrore" per qualcosa che non si conosce (perché non si può conoscere qualcosa se non si affronta e si studia).

I bambini sono spesso atterriti dal sangue, dalla violenza, dal dolore proprio perché sono edulcorati da tutto questo dagli adulti e quando ne vengono necessariamente a confronto non sanno affrontarli nel modo naturale e corretto.

Con questo non voglio entrare nel merito del parto sì, parto no, ma solo far presente come la naturalità del dolore fisico e del sangue nella nostra cultura sia considerata da nascondere a tutti i costi, continuando a propagare l'artificiosità del nostro corpo e delle nostre reazioni.
Sono d'accordo con quello che dici.
Però sono contraria, non al parto in casa, bensì che una bimba di quell'età possa assistere. Io non lo farei. Avrei timore di traumi.
Ogni parto è a sé, con Marco per esempio sono stata abbastanza controllata, mentre con Andrea ho urlato e pure tanto. Non me la sentirei di mettere alla prova una bimba.

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Sheireh
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Messaggio da Sheireh »

nove ha scritto:Sono d'accordo con quello che dici.
Però sono contraria, non al parto in casa, bensì che una bimba di quell'età possa assistere. Io non lo farei. Avrei timore di traumi.
Ogni parto è a sé, con Marco per esempio sono stata abbastanza controllata, mentre con Andrea ho urlato e pure tanto. Non me la sentirei di mettere alla prova una bimba.
Ma anche le urla e il corpo che non risponde alla razionalità ma solo all'istinto è una cosa che per un bambino può essere tranquillamente naturale, COME IN EFFETTI È. E sarebbe bene che un bambino fosse conscio di questo, ma è un percorso che va effettuato dalla nascita, come stile di vita.

Secondo me per la decisione del far assistere al parto tutto dipende da una cosa: il bambino in questione è già troppo "occidentalizzato" (e quindi reputa il dolore, il sangue, la madre che urla, ecc... come qualcosa di brutto e che può dare traumi) oppure è ancora molto ancorato alla naturalità del mondo e del corpo (e quindi riesce a capire il senso di tutto quanto sopra come normale, naturale e assolutamente non da rigettare e quindi di cui aver paura)?

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Solange
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Messaggio da Solange »

e poi torno a dire che la bambina non sarà legata a sua madre per tutto il parto con obbligo di assistere minuto per minuto, saprà lei quando è troppo e si chiuderà da qualche altra parte, uscirà, si metterà a giocare estraniandosi come sanno fare i bambini.

La mattina che Sveva ha avuto l'incidente (si è ribaltata addosso la lavastoviglie e un ripiano di marmo le è caduto sulle braccia, questo qualche settimana fa), c'era anche Sofia qui.

Io sul momento ho urlato di terrore, credendo Sveva là sotto morta, poi visto che invece per fortuna era viva e urlante, mi sono data una calmata ma comunque c'è stato trambusto, io che chiamavo concitata sua madre, Mirko, il 118, Sveva che piangeva, io pure. Sofia ha preso un gioco, si è messa in un angolo a sedere e chiacchierando tra sè e sè, tranquilla. Io la controllavo, ovviamente, in attesa che arrivassero i suoi genitori, con Sveva urlante in braccio (aveva un braccio molto gonfio e si temeva una brutta frattura che di fatto per fortuna non c'era).

Ho detto alla mamma di Sofia di controllarla, per vedere se fosse traumatizzata, impaurita, avesse problemi di sonno....

Invece molto probabilmente ha completamente rimosso.

E' vero che è piccola, un bambino più grande si sarebbe sicuramente spavantato maggiormente perchè avrebbe capito che cosa stava succedendo ma hanno la capacità di rielaborare le emozioni, meglio di noi.

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