confessione
Posted: Sun Dec 05, 2010 4:11 pm
Non so bene da dove iniziare.
Sto cercando di risollevarmi dopo un anno terribile, denso di cambiamenti ed avvenimenti che mi hanno fatto toccare il fondo del barile.
Ale ha quasi un anno.
Un anno fa a quest’ora mi chiedevo cosa ne sarebbe stato di me e della mia vita quando lui fosse arrivato.
Non è stato facile il primo mese. Ero determinata a farcela da sola, anche perché ero sola.
Mio padre soffriva da tempo di Alzheimer, mia mamma non poteva assolutamente lasciarlo per più di un paio d’ore quando andava da loro un OSS ed io abito in campagna fuori città.
Dicembre è passato così, tra una pioggia ed un pianto, l’allattamento non è andato purtroppo come avrei voluto.
Poi arriva gennaio.
Vanno meglio le cose con ale che improvvisamente smette di piangere e diventa quasi un altro bambino, come se avesse capito che mamma stava per crollare.
E passa anche febbraio.
A marzo inizia a sgretolarsi la mia vita.
Perdo il lavoro in un attimo.
Dopo un mese mio padre ci lascia in neanche 10 giorni.
Sono seguiti mesi di buio totale.
Non sono neanche riuscita a godermi mio figlio nei mesi successivi.
Ansia, depressione, una tristezza che mi sembra si stia cronicizzando.
Ho ricominciato a lavorare a settembre.
Poi a ottobre ho trovato un altro part time.
Lavoro 3 mattine a settimana in uno studio legale e 5 pomeriggi in un’attività commerciale.
Per un totale di 800 euro al mese. Proprio un capitale!
Tra mutuo, benzina e spesa non posso permettermi neanche di mandare mio figlio al nido dove possa stare in mezzo agli altri bambini.
Per fortuna che lavora mio marito, altrimenti potrei anche spararmi.
Non riesco quasi più ad entrare nel forum da un paio di mesi e non certo perché mi manchi l’occasione.
Alla tenera età di 37 anni avrei voluto subito fare un altro figlio.
Io sono cresciuta quasi sola, i miei fratelli li ho ritrovati da grande perché abbiamo 10 e 12 anni di differenza, ho sempre sognato per ale un fratello o una sorella con cui potesse uscire, confidarsi, crescere.
E invece niente figli, ormai abbiamo abbandonato l’idea.
Quando leggo le descrizioni dei parti o dell’allattamento, piango, piango sempre a fontana.
È una cosa difficile da accettare.
In tutto questo non mi godo mio figlio.
Lui è così carino, buono, sorridente.
Ed ha una mamma triste, stanca.
Mi chiedo quale sia la medicina per uscirne.
Sto cercando di risollevarmi dopo un anno terribile, denso di cambiamenti ed avvenimenti che mi hanno fatto toccare il fondo del barile.
Ale ha quasi un anno.
Un anno fa a quest’ora mi chiedevo cosa ne sarebbe stato di me e della mia vita quando lui fosse arrivato.
Non è stato facile il primo mese. Ero determinata a farcela da sola, anche perché ero sola.
Mio padre soffriva da tempo di Alzheimer, mia mamma non poteva assolutamente lasciarlo per più di un paio d’ore quando andava da loro un OSS ed io abito in campagna fuori città.
Dicembre è passato così, tra una pioggia ed un pianto, l’allattamento non è andato purtroppo come avrei voluto.
Poi arriva gennaio.
Vanno meglio le cose con ale che improvvisamente smette di piangere e diventa quasi un altro bambino, come se avesse capito che mamma stava per crollare.
E passa anche febbraio.
A marzo inizia a sgretolarsi la mia vita.
Perdo il lavoro in un attimo.
Dopo un mese mio padre ci lascia in neanche 10 giorni.
Sono seguiti mesi di buio totale.
Non sono neanche riuscita a godermi mio figlio nei mesi successivi.
Ansia, depressione, una tristezza che mi sembra si stia cronicizzando.
Ho ricominciato a lavorare a settembre.
Poi a ottobre ho trovato un altro part time.
Lavoro 3 mattine a settimana in uno studio legale e 5 pomeriggi in un’attività commerciale.
Per un totale di 800 euro al mese. Proprio un capitale!
Tra mutuo, benzina e spesa non posso permettermi neanche di mandare mio figlio al nido dove possa stare in mezzo agli altri bambini.
Per fortuna che lavora mio marito, altrimenti potrei anche spararmi.
Non riesco quasi più ad entrare nel forum da un paio di mesi e non certo perché mi manchi l’occasione.
Alla tenera età di 37 anni avrei voluto subito fare un altro figlio.
Io sono cresciuta quasi sola, i miei fratelli li ho ritrovati da grande perché abbiamo 10 e 12 anni di differenza, ho sempre sognato per ale un fratello o una sorella con cui potesse uscire, confidarsi, crescere.
E invece niente figli, ormai abbiamo abbandonato l’idea.
Quando leggo le descrizioni dei parti o dell’allattamento, piango, piango sempre a fontana.
È una cosa difficile da accettare.
In tutto questo non mi godo mio figlio.
Lui è così carino, buono, sorridente.
Ed ha una mamma triste, stanca.
Mi chiedo quale sia la medicina per uscirne.