Come diceva Cri, sono scelte personalissime.
Io ho fatto l'amniocentesi entrambe le volte.
Per Samuele una amniocentesi "classica".
Per Camilla una amniocentesi molecolare.
Per Samuele la feci perchè venivo da 2 aborti spontanei dei quali erano ignote le cause. Tutti mi parlavano di probabili malformazioni dell'embrione.
Poi ho sempre pensato che una scelta consapevole fosse la cosa migliore. Sapere di stare per mettere al mondo un bambino con una qualche patologia, mi avrebbe permesso di scegliere un ospedale idoneo ad accoglierlo anzichè partorire nel nostro piccolo e accogliente quanto non attrezzato ospedale locale. E mi avrebbe permesso di prepararmi, per quanto possibile, anche psicologicamente ad affrontare le difficoltà.
Ero talmente convinta della mia scelta che l'ho rifatta con Camilla.
Anzi con lei ho pure cercato di ottimizzarla scegliendo un metodo che, seppur costosissimo, mi offriva molto di più: ricerca di un numero maggiore di patologie e risultati in tempi brevissimi (che era la cosa che avevo tanto patito all'epoca di Samuele: sono stati 40 giorni pesanti).
Il rischio, se fatta in un buon centro e con un bravo medico, non è alto. Pari al rischio che mi assumo ogni mattina prendendo la macchina o scendendo le scale di casa.
Io ho fatto la transulcenza nucale entrambe le volte. Con la seconda avevo 34 anni.
Se mai avessi un terzo sarei in dubbio pure io, però la scelta è molto personale.