Esiste il recupero dell'individuo?

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nene70
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Post by nene70 »

Margebouvier wrote:Io penso che possa esistere ma solo per reati che non siano assassinio o pedofilia o violenza fisica in generale.
E anche per gli altri penso che dipenda molto dalla persona e da come viene gestita la cosa.

Per assassini/pedofili/violentatori per me non c'e reale possibilità e' solo cosa dettata dal buonismo diffuso e le pene comminate a mio parere sono spesso insufficienti.
Questa cosa mi fa molto rabbia perché nel dubbio si predilige il detenuto e non le potenziali vittime (oltre a considerare poco quelle già esistenti).


non esistono diritti per le vittime.
ci sono reati per cui davvero nn c'è pena sufficiente.

ma ci sono anche tante persone in carcere a cui sono mancate le possibilità..che in istituto vengono aiutate e molto, dalla scolarizzazione all'insegnamento di un mestiere..
solo che poi queste possibilità vengono meno quando si ritrovano all'esterno.
condizini sociali, ambiente di vita sono tante le motivazioni che non gli vanno incontro...

in questo caso, certo, fidarsi è difficile..
chi da la garanzia che quest'uomo abbia scontato la pena e capito gli errori?che una volta fuori, non ricomincino gli intrallazzi con la famiglia?
La vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ognuno.
Anais Nin
nene70
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Post by nene70 »

marte71 wrote:no non esiste purtroppo.
le nostre carceri non sono pensate in questo modo. sono dei luoghi dove richiudere e punire, non dove riabilitare.
gli individui sono il risultato dei condizionamenti subiti nella vita, se non capiamo questo, non potremo mai fare qualcosa di buono in questo senso.


pero' aspetta...

intanto sono istituti di detenzione, siamo noi che li chiamiamo carceri per semplificazione.

e tante sono le attività che sono svolte all'interno.
detta così pare che il detenuto, qualunque esso sia, venga preso e sbattuto in una cella e lasciato a marcire.

a biella abbiamo una splendida sezione per i detenuti che decidono di disintossicarsi,senza farmaci, completamente aperta,dove guardie,educatori,sacerdoti,medici e non per ultimi,detenuti, collaborano per mantere un rapporto di fiducia estema.

non ci sono le celle chiuse, ma stanze.

diciamo che se ci fosse un minimo di sostegno in più da parte del governo a livello di personale, forse tanti davvero avrebbero più opportunità.
chi fa la guardia,spesso oltre che quello che è la sua normale mansione, fa da confessore,da confidente, da psicolgo.
certo, non voglio dipingere la categoria come angeli con le chiavi, ci sono anche parecchi montati che usano il potere come arma.
ma anche molti che amano il loro lavoro e lo fanno al meglio.
e nella loro mansione è compresa anche la pena da far rispettare, perchè piaccia o meno, chi va in istituto ci va per delle ragioni precise.

molti sono persone che ce la fanno, ma per questi molti, tantissimi non riescono ad uscire dal loop di delinquenza per mille motivi.
ma è una soddisfazione personale,incontrare un ex detenuto che finalmente ha trovato un lavoro, perchè chi l'ha assunto è andato oltre il suo trascorso e che ti viene incontro, ti da la mano e ti dice grazie per averlo aiutato anche a non fare cazzate all'interno.


armando, ass.capo pol.pen, marito di nene.
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Anais Nin
Margebouvier

Post by Margebouvier »

Ma il fatto che si debba migliorare l'organizzazione per effettuare il recupero e' verissimo.
Ma penso possa essere sufficiente solo per reati "minori".
Cioè nel dubbio,nella non certezza che la persona non ripeterà il reato (e questa certezza non la hai nemmeno col migliore dei recuperi e/o delle perizie psichiatriche) io sarei disposta a "rischiare" una reiterazione del reato pur di tentare il recupero del detenuto solo se nella peggiore si riverificasse che so....una frode,una rapina....cose che per quanto possano danneggiare il prossimo non lo fanno certo quanto una violenza o un omicidio.
Quelli si' che sono irrecuperabili e rischiarli per me non vale l'eventuale rara reale "guarigione" dell'assassino/violentatore.
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