Tre ravioli possono essere tranquillamente sufficienti per il fabbisogno del suo pasto. Poi magari dopo 2 ore può avere nuovamente fame, ma è molto più giusto così che mangiare tanto ad un pasto e poi digiunare per molte ore, soprattutto per i bambini che hanno lo stomaco piccolo e poco flessibile (e riempirlo tanto ai pasti principali "aiuta" lo stomaco ad imparare ad aprirsi di più, e quindi in futuro a fare molta più fatica a dare il segnale di sazietà e quindi ad ingrassare).veronica.74 wrote:Io sono stata imboccata fino ai 6/7 anni perché altrimenti non avrei mangiato niente , mi ricordo benissimo il fatto di non aver fame , a mia volta sto imboccando Giulio perché lui mangerebbe 3 ravioli e basta , allora con calma gli dico che se mangia diventa alto alto come il papa' .
Sbaglio ? Non lo so pero' ( come faceva mia mamma con me ) non urlo , non lo minaccio o ricatto , gli dico la verità e lui capisce , guarda nei nostri piatti e vede che noi abbiamo finito .
I due punti poi del discorso sono:
- perché dovrebbe voler diventare alto come il suo papà? Ognuno deve imparare a stare bene nel SUO corpo e non sperare di diventare come quello del genitore di riferimento. Se dovesse crescere molto più piccolo potrebbe sentirla come una "mancanza" nei suoi confronti
- perché alcuni ravioli in più o in meno dovrebbero vanificare o meno la sua crescita che il suo DNA ha impostato nel suo corpo?
Più che insistere per fargliela mangiare (che non è molto diverso dal "finisci tutto il piatto sennò non ti alzi"), dovresti essere più rigida nell'accettare di aprirle le cose se non sei sicura che poi le mangi.Dilly wrote:E poi ora che inizia a ragionare un po', insisto se mi chiede una cosa, me la fa aprire, da un morso e poi dice che non ne vuole più e devo buttarla. Insisto perchè sto cercando di farle capire che non si spreca il cibo e che io e papà non siamo pattumiere sempre disponibili a finire i suoi avanzi.
Se sai già che ha questo modo di fare, definisci che si apre UNA cosa che sceglie e che se poi non la vuole non mangia altro. Anche se saltasse una marenda o una cena, che problema c'è?
Anche insegnare a "finire una cosa piuttosto di buttarla" è deleterio. Se si può usare come avanzo, si fa (e questo è un buon insegnamento), sennò SI BUTTA. Non si mangia solo perché è un peccato buttarla, perché fa più danno al corpo di chi mangia che al mondo perché è stata buttata.



