qui se punta con parti spigolose,io lo sposto "gentilmente" per il fastidio ma male vero no.
ora che ci penso Giada mi dava molto più fastidio,boh sono masculi!!
Ma deve far male per forza?
- dani9\6\08
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- emy
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- LauraDani
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no, non deve fare male per forza
dipende molto anche dalla sensibilità di ciascuno, dalla tolleranza, da tante cose
a me la Dani non ha mai fatto male
la sentivo, spingeva, avevo i bozzi nella pancia e a volte, quando stavo tanto tempo seduta alla scrivania, mi puntava sempre sotto la costola sinistra ed era fastidioso, dovevo cambiare posizione, alzarmi, andare
ma male no, non direi
ma del resto, ripeto, io sentivo cose che o a me non sono successe o ho una soglia di sensibilità diversa
dipende molto anche dalla sensibilità di ciascuno, dalla tolleranza, da tante cose
a me la Dani non ha mai fatto male
la sentivo, spingeva, avevo i bozzi nella pancia e a volte, quando stavo tanto tempo seduta alla scrivania, mi puntava sempre sotto la costola sinistra ed era fastidioso, dovevo cambiare posizione, alzarmi, andare
ma male no, non direi
ma del resto, ripeto, io sentivo cose che o a me non sono successe o ho una soglia di sensibilità diversa
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)

