E io faccio la bastian contraria

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Moderator: Paola

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Cosetta
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Post by Cosetta »

Teresa wrote:forse sono fragile di mio oggi, ma queste parole mi suonano e mi vanno in risonanza nel cervello.
Non lo so per come sono fatta io, sinceramente, e' talmente atavico, talmente primordiale, talmente radicato, talmente protettivo il mio senso materno che se solo per un attimo, se solo per un fottutissimo istante pensansi di preferire un figlio ad un altro, per un meccanismo di protezione tenderei immediatamente a protendere per il leso.

Non so se mi spiego.
E la mia difficoltà in questo momento non e' tanto nel non sapermi esprimere, ma nel timore di poter ferire qualcuno.
Tanto fragili so essere certe corde che il senso della maternità fa vibrare, fino a reciderle, piu' che farle suonare.

perche' se un mamma dice quel che dici tu (e quindi penso ad Ilaria e a tante mamme che premettono "ti capisco") vuol dire che sta facendo, secondo me, un po' di outing.
Pero', davvero ATTENTE.
e' un outing secondo me abbastanza pericoloso se a questo non segue una seria volontà di ribilanciare gli affetti.

Non serve a molto sentirsi una merda.
Non serve a nulla.
Serve invece agire verso la parte lesa e la parte lesa, ma lesa veramente, e' quel figlio che e' amato diversamente da suo fratello.
non a 20 anni, non a 30.
Ma a 2 o 3 anni, 4 o 5, insomma in quell'età in cui non fanno niente e non devono fare niente per meritarlo il nostro amore senza condizioni.

Forse vale anche a 30 anni, non lo so.
Ma vale ora.

Io sono contenta di leggere tanta comprensione.
Giuro lo sono.
Ma questo cerchio di supporto un po' mi spaventa, perche' non aiuta a mettere a fuoco l'urgenza.

Secondo me ogni giorno speso a pensare di preferire un figlio ad un altro, sara' pure normale, ma e' un giorno speso male.
Forse speso nel peggiore dei modi perche' non si puo' pensare di proteggere un figlio da sua madre.
non avrei trovato parole migliori
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marte71
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Post by marte71 »

Teresa wrote:Ma per me la comprensione non e' mancanza di serietà.
Assolutamente questo non lo penso.
penso solo che forse (e forse stavolta metto a conto di sbagliare tanto lontana e' da me questa cosa) il fatto di sentire questo sentimento cosi' diffuso lo si possa in qualche modo ritenere non dico accettabile, ma risolvibile senza un impegno anche forte di risolvero non domani, non oggi, ma prorio ora.

e, ripeto, l'urgenza non e' legata alla bambino, ma alla mamma.
tere per il mio modo di essere, per l'empatia che ho verso i bambini, non potrei essere più d'accordo con questo tuo sentire.
ma non sempre tutto è spiegabile, capibile, razionalizzabile, accettabile e soprattutto modificabile urgentemente.
sono processi, percorsi, dolori nei quali bisogna necessariamente passare. noi e i nostri figli, a volte, purtroppo.
se she ha scritto questo, con il pathos che ho letto, si rende benissimo conto che sta diventando un problema e si sta interrogando su come fare per aiutare se stessa e arianna.
ma i sentimenti non sono gestibili, mai, nemmeno nei confronti di noi stessi o del nostro stesso sangue.
mia nonna diceva, per forza non si fa nemmeno l'aceto...
non è particolare indulgenza e non è accettazione passiva, è il primo passo, solo quello credo.
e allora piangi, piangi forte e ridi ancora più forte
così che scoppi di vita così che scacci la morte
e guarda sempre in faccia il mondo e non avere paura di niente
non abbassare lo sguardo di fronte alla gente
potranno dirti bugie, potranno prenderti in giro
è una partita che si gioca all’ultimo respiro
e se t’incazzi, incazzati com’è giusto che sia
con tutta la potenza
con tutta la fantasia
jovanotti
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Sheireh
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Post by Sheireh »

Teresa, io capisco l'urfenza di cui parli, per questo ho voluto parlarne. Ma il mio cruccio è: quanto all'amor si può comandare? Quanto ci si può obbligare acambiare per uniformare i nostri sentimenti in modo da non ferire uno dei figli coinvolti? Quanto può funzionare davvero se non viene dal cuore ma dal cervello?

E quando anni fa dicevo anche qui sul forum che il mio amore materno sarebbe sicuramente cambiato in base alle scelte di vita fatte da un figlio, dal voto politico, dal pensiero religioso... mi accorgo di quanto questa teoria si dimostri molto pratica nel mio modo di essere. Quanto riuscirò a cambiare in modo funzionale e quanto in modo ipocrita (nel senso che si sentirà fasullo)?
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"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

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