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Sheireh wrote:Il fatto è che... probabilmente non conosci i videogiochi, o perlomeno li conosci solo tramite le immagini che ti rimandano la tv, i pregiudizi comuni, ecc. Per conoscere questo mondo bisogna averne fatto parte. E' come pensare di sapere cos'è un libro senza averne mai letti vari.
Ci sono videogiochi amplissimi, dove puoi decidere la storia, creare un sacco di cose, metterti a fare sfide sotto vari aspetti (di concetto, di concentrazione... anche di moralità, perché ci sono giochi che prevedono storie e soluzioni diverse in base a ciò che si decide di fare ed essere). Dove puoi fare conoscenze profonde con altre persone (io ho amicizie che durano da molti anni di persone conosciute in giochi online, c'è chi ci ha trovato l'amore...). Il videogioco ti può stimolare a conoscere di più alcune storie o ambientazioni (basti pensare a quelli che si rifanno a saghe famose di libri, per esempio, o su base storica).
Io ci ho provato con i giochi di ruolo tanto per dire.
ho lasciato perdere perchè richiedono troppo impegno per i miei gusti.
Un libro ne chiede molto molto meno
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
mammma wrote:
Mia nipote, figlia unica, parla solo di nintendo e del gioco dei pokemon tanto che Simona per l'ultimo dell'anno ha detto "La Giulia può venire se non parla tutta sera dei pokemon!!".
e questo che c'entra? :mumble:
e allora piangi, piangi forte e ridi ancora più forte
così che scoppi di vita così che scacci la morte
e guarda sempre in faccia il mondo e non avere paura di niente
non abbassare lo sguardo di fronte alla gente
potranno dirti bugie, potranno prenderti in giro
è una partita che si gioca all’ultimo respiro
e se t’incazzi, incazzati com’è giusto che sia
con tutta la potenza
con tutta la fantasia
jovanotti
lenina wrote:E tu tuo figlio lo limiteresti con il libro come lo limiti con i videogiochi?
Se passasse un'ora a leggere gli diresti di smettere e di non leggere più di mezz'ora al giorno, un'ora se rinuncia alla televisione?
PErsonalmente no. O meglio. Ci sono stati pomeriggi estivi in cui gli ho detto di smettere di leggere e di andare un po' fuori ma normalemente se leggono li lascio fare.
SE invece passano il pomeriggio al nintendo intervengo eccome!! Dal momento che giocano a giochi che scelgono giustamente loro, non mi puoi dire che la stimolazione che dà un libro sia la stessa che dà un Mario Bross (gioco che fra l'altro mi piace tantissimo!)
Il libro stimola la fantasia, l'immaginazione, la sana curiosità.... Mario stimola il nervosismo del non riuscire a passare un'ostacolo, la rabbia del non riuscire a salvare quando vuoi...
La vita è sfuggente.
Ma può esserlo come sabbia o come semente...
A noi la scelta.