Sì. ma è da fare, partendo da noi.France wrote:
Partendo da questi presupposti un'inversione di tendenza la vera veramente dura....
Coppie omosessuali e figli
Moderator: Paola
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Giada88
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beh se tu pensi che l'altro giorno mi son sentita dire che ho fatto la fuitina e che ho incastrato mio marito perchè mi sono sposata che ero già incinta è ovvio che mi viene da pensare che tanta gente cattiva ed ignorante fa del male gratuitamente.Paola M. wrote:Ma non mi pongo nemmeno il problema, io intanto non discrimino.
Purtroppo anche i bambini vivono sulla pelle l'ignoranza altrui, se ci si fosse fermati a 20 anni fa, alla paura che i bambini venissero discriminati, nessun extracomunitario in Italia avrebbe dovuto fare figli, avrebbe dovuto pensare che NON era giusto mettere al mondo figli in un paese razzista, perché i SUOI figli avrebbero pagato la sua battaglia sociale e il suo egoismo del voler essere genitore.
Però, visto che loro non si sono fermati e hanno procreato, oggi abbiamo uan società multietnica, gli ignoranti discriminatori resistono, i bambini continuano a soffrirne, ma intanto si EVOLVE CULTURALMENTE, che se ci fermiamo per paura degli altri siamo finiti.
Come dice Azur, un genitore deve essere CONSAPEVOLE che la sua diversità (più o meno manifesta), rispetto alla massa, potrebbe divenire fonte di dolore per suo figlio, e dotare se stesso e suo figlio di strumenti necessari per affrontare a testa alta il resto del mondo.
Nella classe di mio figlio, solo io e una mia amica non facciamo fare catechismo ai bambini, non vanno a messa e non avranno la prima comunione e il venerdì escono prima da scuola, in un paese profondamente radicalmente cattolico, avrei dovuto rinunciare a fare figli? Avrei dovuto mandare lo stesso mio figlio facendogli credere che anch'io sono cattolica? Per ora non ne soffre (a dispetto di TUTTI che mi dicevano che se ne sarebbe vergognato e avrebbe vissuto malissimo la cosa), se ne soffrirà sarò la prima a rivedere le mie posizioni.
ognuno di noi è diverso e normale come desidera esserlo e x questo va rispettato e siamo noi genitori per prima e la società poi a doverlo insegnare ai nostri figli.
Ci va coraggio
- Allibita
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Riusciamo a considerare normale qualcosa solo quando lo conosciamo, quando ci diventa famigliare, quando entra in qualche modo a far parte del nostro mondo.Giada88 wrote:No Paola, non sto dicendo che bisogna lasciarlo lì dov'è.
Proprio il fraintendimento di cui avevo paura...
Il diverso fa paura ma è proprio il concetto di dierso non dave esistere.
Tu sei diversa da me, ma non ti temo, come tu non temi me...
Capisci cosa intendo?
Il concetto di normalità è da riscrivere completamente.
Il diverso con accezzione negativa deve essere cancellato.
Ma in quanti veramente sono disposti a farlo?
E' il problema alla base di tutti i tipi di discriminazione, è anche un motivo di ottimismo dal mio punto di vista.
Perchè spesso le persone si perdono sull'astratto ma poi quando entrano in contatto con "il diverso" poi non capiscono più in cosa era diverso.


