a tal proposito ho scritto una cosa sul blog.
protagonista Benedetta 4 anni, quarta figlia di famigliona allargatona
ve la copio...
"Vado con la nonna a Spigno!"
... esordisce, un pomeriggio, qualche giorno fa.
La guardo un po', fisso quegli occhi orientali. E lei, con il suo piglio di sempre: "Beh?! Che c'è di male?".
"Niente" rispondo "e andresti con la nonna?". Lei: "Ma certo".
Certo. Dice.
Mi accorgo che cresce, anche lei.
Mia mamma le ha chiesto se aveva voglia di andare con lei a trivare il bisnonno e la piccola di casa, entusiasta del viaggio in treno e della novità espressa da questa piccola vacanza da sola, ha accettato con gioia.
Così ieri abbiamo fatto la piccola borsa (sta via due notti), abbiamo preso la pecora della nanna (una stupenda morbidissima compagna di notti, regalata da sua sorella Alice) e questa mattina l'abbiamo accompagnata a prendere il treno con la nonna per il Piemonte.
Non sono andata al binario, mi viene un po' il magone.
Sono felice della sua nuova esperienza, della sua felicità nell'approcciare a cose nuove proposte anche senza la mamma, mi piace la sua indipendenza, ma mi manca. Mi manca il non essere lì con lei a condividere tutto, anche se poi mi innervosisce in alcuni momenti, anche se sono stanca dei suoi mille risvegli notturni.
Mi mancheranno i suoi abbracci e le sue carezze, il suo odore un po' sudacchiato di quando gioca e so che sono pochi giorni, poche ore. Ma sono momenti insostituibili che vorrei tenere solo per me.
La crescita in qualche modo allontana, è come se ci si rendesse conto che alcuni pezzi insostituibili si lasciano lì senza possibilità di recupero; e se c'è l'orgoglio del genitore che vede l'uccellino che impara a volare c'è un po' d'angoscia legata alla commozione di non potere avere braccia così grandi da tenere questi figli sempre tutti un po' in braccio.
E' l'amore un po' egoista della mamma, che presume sempre di saperne di più sulla sua creatura, che magari urla e strepita e si innervosisce ma che non sa stare senza sapere che sul cuscino di là c'è una testina ricciuta.
Quanto amore che c'è dentro un solo cuore.
come vivete l'attacamento ai vostri figli?
Moderator: Paola
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nene70
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La crescita in qualche modo allontana, è come se ci si rendesse conto che alcuni pezzi insostituibili si lasciano lì senza possibilità di recupero; e se c'è l'orgoglio del genitore che vede l'uccellino che impara a volare c'è un po' d'angoscia legata alla commozione di non potere avere braccia così grandi da tenere questi figli sempre tutti un po' in braccio.
E' l'amore un po' egoista della mamma, che presume sempre di saperne di più sulla sua creatura, che magari urla e strepita e si innervosisce ma che non sa stare senza sapere che sul cuscino di là c'è una testina ricciuta.
Quanto amore che c'è dentro un solo cuore
leggi quello che c'è nel cuore, cri...
E' l'amore un po' egoista della mamma, che presume sempre di saperne di più sulla sua creatura, che magari urla e strepita e si innervosisce ma che non sa stare senza sapere che sul cuscino di là c'è una testina ricciuta.
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La vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ognuno.
Anais Nin
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