I miei fallimenti

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.

Moderator: Paola

User avatar
Rie
Admin
Admin
Posts: 7933
Joined: Fri Dec 15, 2006 4:51 pm

Post by Rie »

TataGisella wrote:detto questo, cerca il dialogo anche con tuo marito, per raggiungere un punto di contatto nei metodi educativi: per un bambino è essenziale la coerenza di metodi usati da chi si occupa di lui
:bacio:

Purtroppo non sempre è possibile. Specie se, magari, in teoria qualcosa riesci a negoziare ma quando il marito-sergente incazzoso dei marines perde la testa davanti alle scelleratezze del pargolo, non c'è mediazione che tenga: ad emergere è l'istinto, e il suo istinto è diverso dal tuo, non ce n'è...


nove wrote:Secondo: mio marito è il campione dell'educazione rigida e mi accusa sempre di aver educato male Marco con la mia indulgenza. A malincuore credo di dover ammettere che in parte ha ragione.

Se rimango pacata non succede niente, non ascolta.

Nello stesso tempo l'atteggiamento ambivalente di noi genitori mette nostro figlio in una situazione di vantaggio ma anche di insicurezza... Ma è un problema, mio marito a questi discorsi psicologici non ci crede e mai seguirà per amore di nessuno qualcosa che non lo convince.
Dovrei cominciare a urlare di meno

:mumble:

Ciao nove.
Queste frasi avrei potuto scriverle io. Coppia composta da noimamma + padre-dittatore, un disastro.
Proprio per questo, non ho soluzioni da darti, perché io navigo a vista, mi prendo il vantaggio di essere quella che sta più spesso con i bambini per far prevalere ciò in cui credo. Ma capitano i giorni in cui col cavolo che ci credo, e alex e fede sono così insopportabili che l'urlo selvaggio è l'unica cosa che possa frenarli.
Allora sì che ti senti un fallimento.
Posso solo aggrapparmi alla convinzione che il metodo rigido di mio marito (sculacciate, ordini -sic - , regole più e meno utili e sensate) funzioni niente male nel breve periodo ma nel lungo periodo un tentativo diverso possa riuscire, anche se per forza di cose disturbato dalla linea differente. A tacer poi della possibilità che la repressione generi ipocrisia o comportamenti oppositivi per partito preso.
I miei figli per fortuna sulle cose pericolose sono gestibili, perciò mi accontento. Vero è che potrei essere meno esaurita con un consorte di linea noimammesca, o quanto meno che non influisca in senso contrario.
Ma tant'è.
Lo amo, me lo tengo, quando posso cazzio pure lui perché è inutilmente rigido con i bimbi.

Non per scoraggiarti, ma ti segnalo che Alex a volte non reagisce bene alle punizioni. Anzi, gli viene la sindrome da "Alcatraz", tipo "sono un duro e delle punizioni me ne frego, anzi più ne date più mi arrabbio".

Conta inoltre che il parto non è passato da molto, sei ancora in una fase delicata, che ingigantisce normali (se pur incasinate, non lo nego affatto!) dinamiche di una famiglia costretta all'educazione bipolare. Che, sono d'accordo con TataGisella, non è un bene, eppure per alcune coppie che si amano ma non la pensano allo stesso modo sui bambini è l'unica possibile.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
sony_melody

Post by sony_melody »

Come ti capisco Nove!!! Sono nella stessa situazione. Io sto provando con la gentilezza e appena ho tempo lo dedico a mia figlia maggiore, ma purtroppo non ho grandi risultati. :cry: Vanila ha quasi 9 anni e oggi mi ha lanciato un giubbino in viso, rischiando di colpire il fratellino e colpendo il mio occhio. Spero che con il tempo capisca e maturi. Per ora mi limito ad insistere, anche se ogni tanto parte l' urlo di tarzan. :tettonaesaurita: Chissà i vicini :cisssss: .
Un bacio e fatti forte. :bacio:
User avatar
nove
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 3106
Joined: Mon Aug 20, 2007 4:06 pm

Post by nove »

Rie, grazie. Mi riconosco nelle tue parole, uguale.
Mio marito è sempre stanco per via del lavoro notturno ed è un maniaco della precisione; nei momenti di stanchezza è insopportabile, davvero. E di questo il bimbo ne risente. Ci lamentiamo che non ascolta, ma come può un bimbo di 3 anni e mezzo essere costantemente ripreso per le più piccole sciocchezze? Mio marito dice che sono troppo debole io, ma a me non importa nulla se in casa cammina coi calzini senza ciabattine, per farvi un esempio. Nei giorni in cui il pavimento è un attimo più polveroso sporcherà un po' i calzini, pazienza, li lavo... Sono io che sbaglio? Come può un bimbo mantemersi pulito? Avrà diritto a sporcarsi mentre gioca? Questo per farvi un esempio. E' ovvio che il bimbo, se viene bombardato da richieste continue di questo tipo, fa esattamente quello che fa mio figlio: non ascolta. A me pare una forma di difesa. E lo stesso fa mia suocera. Quando è con lei è un continuo, non lo lascia in pace nemmeno un minuto, è bombardato da richieste, spesso alimentari. Ha già fatto merenda, gioca per i fatti suoi e lei è sempre lì dietro con un altro piatto di roba e continua a chiedere se vuole mangiare... Ma per ore!!!
Allora io come devo comportarmi? Mio marito non cede, ma io no posso adeguarmi a questo sistema educativo... I miei figli son condannati ad avere due sistemi educativi (il principale comunque è il mio adesso, mentre quando lavoravo stava molto dai nonni).
Comunque vedo che con la durezza non ottengo niente, anzi. Ieri si è svegliato piangendo nel pomeriggio e lo fa anche di notte, questa notte, papà al lavoro, li ho messi entrambi nel lettone con me. Le punizioni non attaccano, capacissimo di fare il duro anche lui.
Ovviamente con l'arrivo del fratellino la cosa si è acuita; ma diciamo che la svolta grossa c'è stata con l'ingresso alla materna. Da lì Marco ha cominciato a diventare "difficile". Aveva 2 anni e 8 mesi, ma di fisico è un gigante; a casa era abituato ad avere poche regole essenziali da parte mia, si è ritrovato invece forse in un ambiente troppo rigido. Altro esempio: una volta la maestra prende un bimbo, che conosciamo bene, abita nell'appartamento sotto al nostro, e dice rivolto a mio figlio: sai che Massimo ha iniziato a venire a scuola molto presto? Era così piccolo...Aveva 2 anni e 8 mesi... Io l'ho guardata stranita... La stessa età sua... Però mio figlio è alto 104 cm e trae in inganno, lo vesto con roba da 6 anni. Ora capisco che con 50 bambini non puoi stare a guardare troppo all'età, però io continuo ad essere convinta che lui ha trovato un ambiente che non gli si confà, in cui viene considerato più grande di quel che è. Al colloquio la maestra mi ha sempre detto che lui cerca ancora il contatto fisico coi bimbi e quindi vuol dire che è indietro rispetto agli altri. Cazzo, è il più piccolo, non è stato al nido, sono i suoi primi contatti, come vuoi che si rapporti? A casa è intelligentissimo, ha una proprietà di linguaggio ottima... Le maestre mi consigliano di farlo sfogare di più all'aria aperta, e questo lo sto già facendo. Mi pare però che si pretenda troppo da lui. In fondo è già tanto se si è ambientato, ha legato coi compagni, mangia da solo e spazzola tutto... Era sempre stato con me e la nonna!
Altro esempio, su cui ancora sto scontando gli errori, miei prima che delle maestre. Alla riunione pre-scuola ci fu detto che i bambini vanno spannolinati. Era tutta l'estate che ci provavo senza successo. A settembre riesco positivamente per pipì e anche per la cacca, pur con qualche incidente. Alla scuola faccio presente a una delle maestre che è spannolinato da pochissimo, per cui qualche incidente ci può stare. Il bimbo si ammala, quando torna ovviamente deve reinsersi da capo e fa problemi, non vorrebbe andare. Comicia a farsi la cacca addosso. Chiaro segno di difficoltà, ma per loro solo un guaio da risolvere al più presto. Marco torna a casa e mi dice che non vuole fare il bravolino. Che vuol dire? Non è un termine che si usa qui... In pratica capisco che le maestre lo rimproverano quando si sporca e gli dicono che i bravi bambini non si sporcano. Al che lui reagisce così (e lo dice tuttora: non voglio fare il bravo, io sono cattivo). Addirittura una maestra ferma mio marito e gli dice di trovare quanto prima una soluzione perché Marco si fa la cacca addosso da una settimana e per loro è un problema. Una volta mi fanno trovare un sacchetto con i panni sporchi e la cacca ancora dentro. Ho dovuto buttare la palla di cacca nel cesso io a casa.
Qui mi sento in colpa io. Marco ancora si fa la cacca nelle mutande. Va in un angolo, non vuole essere toccato, se lo invito ad andare sul vasino rifiuta. Ho sbagliato. Ho voluto spannolinare mio figlio troppo presto per mandarlo alla materna e invece facevo meglio a mandarcelo col pannolino.
Da qui è scaturita la ribellione di mio figlio, che adesso non accetta più di stare alle regole. Odia le regole, vuole essere cattivo. Forse è convinto di esserlo davvero. Forse lo abbiamo rimproverato troppo e manca di fiducia in se stesso.
Ieri ha pianto durante il sonno e mi ha detto di aver sognato che la mamma andava via. Mi è crollato il mondo addosso. Ho cercato di seguire le indicazioni di mio marito, che mi dice sempre che sono troppo indulgente, che gliele faccio passare tutte... E invece adesso ha bisogno di tutta la nostra dolcezza. L'ho detto anche a quella peste del marito, ma chissà stasera quando è stanco se avrà la forza di essere paziente?
Così ieri ho usato la tattica della dolcezza e ha funzionato. E' stato più buono.

Per la scuola, purtroppo, sono costretta a rimandarlo lì. Altrimenti risulta come non residente e va in fondo alla lista, non me lo prendono. Non sono felice però.
Scusate il post lungo ma volevo darvi un quadro completo e mi serve anche da sfogo.
Novella

Image

Image
Locked