Vi faccio un esempio, vero, e voi mi dite come vi sareste comportate al posto di questa mamma (mia amica, tacciata di essere una razzista):
prima elementare, 26 bambini, 6 italiani, poi ci sono bambini cinesi, maghrebini, marocchini, rumeni, tunisini, congolesi, albanesi. Di questi bimbi solo 3 avevano fatto la scuola materna, gli altri non sapevano una parola di italiano, non erano scolarizzati.
Due maestre, senza mediatore culturale, senza alcun altro sostegno. A gennaio avevano fatto le vocali. in classe continui scontri tra i bambini, numerose fughe, genitori assenti completamente.
Alla fine la mia amica l'ha ritirata e ha cambiato scuola (non classe perchè anche l'altra era messa così)
Qui non si parla di integrazione mancante o meno, di quanto sia bella la multiculturalità, qui si parla di diritto alla studio per tutti, bambini italiani e non. In alcuni quartieri di Bologna è così.
Oggettivamente, voi cosa fareste? Quali sono le soluzioni?
ritirato dalla classe per troppi stranieri
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Julia
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Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri
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Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri
quoto questo.Trilli wrote:La scuola di cui si parla e' qui vicina, e ne conosco bene sia il dirigente sia la realtà sociale di riferimento.
Perché così tanti stranieri in quella classe e' presto detto: nell'istituto comprensivo di Costa e' la sola senza rientri pomeridiani, quindi senza mensa (che i magrebini o africani non possono permettersi di pagare).
Le famiglie italiane che hanno ritirato i figli sostengono che, oltre a rallentare la didattica, tutti questi stranieri impediranno di fatto lo svolgimento di qualsiasi gita, progetto, laboratorio che implichi dei costi per le famiglie. Non vi parteciperanno, ancora una volta, perché non possono pagare.
Immagino che dietro queste motivazioni non del tutto incomprensibili ci sia anche una radicata forma di pregiudizio.
A nostro parere la dirigenza poteva e doveva, in primis, evitare la formazione di una classe così composta. Parlando chiaro con tutti i genitori, mettendo sul tavolo il problema e cercando soluzioni condivise.
io comprendo le valutazioni fatte dai quei genitori, che già in altre occasioni avranno avuto modo di imbattersi in quelle dinamiche a loro sgradite non per razzismo, quanto per tutelare ANCHE i diritti dei figli propri.
per quanto mi riguarda in classe dei miei figli ci sono bambini italiani e bambini extracomunitari, sono distribuiti in maniera intelligente e i programmi vanno avanti più che bene.
sono quattro anni che festeggio i compleanni dei miei figli invitando TUTTI i compagni di classe: nessun extracomunitario ha mai partecipato alle feste né ha mai ricambiato l'invito (questo è un discorso a parte però perché potrebbe non aver festeggiato)
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
- micmar
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Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri
1. dare fondi alle scuole pubbliche.Julia235 wrote:Vi faccio un esempio, vero, e voi mi dite come vi sareste comportate al posto di questa mamma (mia amica, tacciata di essere una razzista):
prima elementare, 26 bambini, 6 italiani, poi ci sono bambini cinesi, maghrebini, marocchini, rumeni, tunisini, congolesi, albanesi. Di questi bimbi solo 3 avevano fatto la scuola materna, gli altri non sapevano una parola di italiano, non erano scolarizzati.
Due maestre, senza mediatore culturale, senza alcun altro sostegno. A gennaio avevano fatto le vocali. in classe continui scontri tra i bambini, numerose fughe, genitori assenti completamente.
Alla fine la mia amica l'ha ritirata e ha cambiato scuola (non classe perchè anche l'altra era messa così)
Qui non si parla di integrazione mancante o meno, di quanto sia bella la multiculturalità, qui si parla di diritto alla studio per tutti, bambini italiani e non. In alcuni quartieri di Bologna è così.
Oggettivamente, voi cosa fareste? Quali sono le soluzioni?
la scuola di mio figlio non ha classi molto diverse per composizione ma qui i bambini stranieri frequentano tutti la materna, eppure la provenienza geografica è la stessa. l'istituto ha un insegnante che ha il distacco per gli stranieri e tutti (insegnanti e soprattutto genitori) si impegnano per riempire la scuola di progetti e risorse. purtroppo i tempi in cui la scuola pubblica era una priorità sono passati e chi non vuole farla morire deve rimboccarsi le maniche.
quello che tu racconti non è diverso da quello che raccontavano i torinesi dei quartieri operai negli anni Settanta ma mi pare che adesso il livello sia lo stesso.
credo che alla fine avrei cambiato scuola ma non prima di avere tentato tutto il possibile e di avere sollevato la terza guerra mondiale mediatica.

