ma voi come vi sentite davanti al bullismo?

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Moderator: Paola

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Paola
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Post by Paola »

Quoto in tutto e per tutto Ester, sulla questione modelli e società e sulla questione media e società, ho parlato io degli ultras e della morte del ragazzo, ma ne parlavo appunto in termini di fruizione dell'eccesso.
Perchè essere tifosi è una cosa essere fanatici è un'altra, ma anche qui come in tutte le manifestazioni pubbliche la notizia che appunto viene data e le immagini che passano non sono dei mille che hanno pianto dopo che la squadra ha perso, ma dei 10 che hanno distrutto la città e del morto che c'è scappato.

i nostri telegiornali sono un assemblaggio di pulp.
La violenza è moderna, è cultura, il modello ghandi è fuori dal giro.
Se a trent'anni stai in casa con i genitori perché non hai i mezzi economici per uscirne, non sei un bravo ragazzo che sbarca il lunario, sei un bamboccione.

I video giochi, uno dei prodotti che più passa ai bambini e agli adolescenti: ai tempi nostri c'era pacman e snake, ora i videogiochi moderni hanno trasformato la morte, l'uccidere, le armi, in un gioco.
Ammazzare il nemico è diventato NORMALE, se passa questo, (a anche i videogiochi fanno cultura) come possiamo stupirci dei baby killer?
E quali messaggi alternativi noi genitori possiamo dare se poi lasciamo che davanti alla playstation ammazzino centinaia di nemici?

Non quoto invece Ester sul fatto del tempo che gli adolescenti passano fuori dalla famiglia e quindi della non responsabilità della stessa.
La famiglia è la prima agenzia educativa, prima della scuola, prima della società, prima di tutto.
Ed è lì che si indaga quando ci si trova davanti ad un baby killer o ad un baby delinquente (parlo di ragazzi sotto i 18 anni), e SEMPRE dico SEMPRE ci si trova davanti a situazioni di diasgio: affettivo, comportamentale ecc.
Questo dai dati dei TRIBUNALI DEI MINORENNI.

Indi la famiglia è una concausa, ha una sua corresponsabilità soprattutto quando accetta comprortamenti vincenti basati sulla prevaricazione.
Così come le altre agenzie educative, la scuola altro esempio.

Noi abbiamo una scuola altamente competitiva, sin dalla prima elementare, il più bravo è quello che ha i voti più alti, non quello che si impegna di più in base alle sue possibilità, cosa che è capibile nelle specializzazioni universitarie, (che vinca il migliore), questione che è già meno formativa nell'infanzia e nell'adolescenza.

Possiamo noi genitori COMBATTERE contro questi mostri sacri? Cultura, scuola, media, giochi ecc?
In parte sì, creando modelli alternativi vincenti: il piacere dell'attesa, della lentezza, del "guadagno" con la fatica ecc..., ma poi non dobbiamo parcheggiare in seconda fila, saltare le code, e bearci di aver fregato il vigile.
Oui, Je suis Zizzià.
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Quanto la quoto questa donna.
Solo un problema: l'ottimismo. Io lo condividerei (per quello che vedo io, come dicevo, i genitori dei compagni di Irene sono tutti affettuosi, attenti, presenti, e soprattutto i papà sono molto diversi da quelli che erano il mio e quelli dei miei compagni di scuola e lo trovo molto bello), però per quelli che sono adolescenti adesso tutto questo ottimismo non sembra confermato dai fatti. Quello che succede, anche se OK sono singoli episodi amplificati dai media, sarebbe stato impensabile per i più esagitati dei miei compagni. Un minimo di rispetto della figura del professore c'era e non permetteva di andare oltre a qualche scherzo innocente.
Io non so dire cosa sia cambiato e dove stia la soluzione, magari quando arriveranno alle medie/superiori i figli nostri vedremo un'inversione di rotta, lo spero tanto, ma il problema del mancato rispetto delle figure "istituzionali", diciamo così, è reale e si associa a un atteggiamento genitoriale sempre più diffuso e denunciato da molti insegnanti, di critica nei loro confronti e difesa del ragazzo, ogni qualvolta si manifesta un problema.
Anche qui, non ricordo chi ha detto che la colpa è degli insegnanti che "non danno il buon esempio". Chi deve darlo il buon esempio??? Io, come penso chiunque di noi, ho avuto almeno un paio di imbecillli come insegnanti. Me li sono tenuti, c'ho convissuto, ho comunque portato loro rispetto, sono cresciuta e me li sono lasciati alle spalle senza troppi drammi.
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Post by Guest »

loffin wrote:Non quoto invece Ester sul fatto del tempo che gli adolescenti passano fuori dalla famiglia e quindi della non responsabilità della stessa.
La famiglia è la prima agenzia educativa, prima della scuola, prima della società, prima di tutto.


Sono assolutamente d'accordo con te nel dire che la famiglia è la prima fonte educativa, quello che io obiettavo era il dare il 90% delle colpe all'educazione famigliare, credo che la percentuale di incidenza sia di gran lunga minore, purtroppo.
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