Mi chiamo Alice ed ho quasi 29 anni. Sono mamma di un bimbo di quasi 3 anni che compirà il 4 Maggio mesi cercato e voluto con tutto il cuore. Nato di 33 settimane di 2 chili e 8 con parto naturale, ha passato 15 gg in ospedale fra terapia intensiva e sub intensiva. Inutile dire che tutto quello che mi aspettavo rispetto alla nascita del bimbo è andato in fanteria, nel senso che tutte le mie aspettative romantiche circa il parto (fra l'altro non ho mai temuto i dolori del travaglio che ho affrontato con tranquillità), l'arrivo a casa, l'allattamento, ecc. non sono state appagate. Mettiamo in aggiunta la sensazione di non essere stata capace di prtare a termine la gravidanza, la paura per la vita del bambino... Chiunque abbia partorito prematuramente sa di cosa parlo. Razionalmente capisco e giustifico, ma molto probabilmente a livello emotivo questo deve essere stato per me un trauma. Diciamo anche che tutto quello che dipendeva da me e che ho potuto controllare è stato perfetto, poi quando è nato il bimbo non ho potuto più avere chiaro nulla anche perché lui era un altra persona non ero io. Ho sentito forte, opprimente la sensazione di responabilità nei confronti di quella creatura, così indifesa e nata in salita, perché prima del tempo. Ho avvertito un senso di impotenza di fronte al non poter tornare indietro, al non poter staccare la spina mai, nemmeno per mangiare o dormire o andare in bagno: ero comunque responsabile di mio figlio anche se fossi scappata. Da subito ho sentito un senso di necessità di allontanarmi dal bambino: volevo dormire sempre e non potevo, volevo mangiare a tavola, ma non potevo, volevo farmi una doccia, ma non potevo... Come tutte le mamme, ma a me sembrava isopportabile. Dormivo ogni momento possibile non uscivo mai, sopportavo a stento le visite. Il mio bimbo per 2 mesi ha mangiato ogni 2 ore, ci metteva un'ora a mangiare perché si stancava presto. Poi lo dovevo tenere mezz'ora sollevato a 45°C senno vomitava tutto. Dormivo mezz'ora e poi si ricominciava da capo. Ero alienata. A seguire con il tempo comunque ogni pasto era uno strazio perché vomitava ovunque e di continuo, addosso a me, sui vestiti, in terra, sui bavagli (ne aveo una cinquantina perché era un continuo). Lava di continuo tutto perché tutto vomitato, i lenzuoli, gli asciugamani, il tappeto. Nonostante questa sensazione, ho sempre fatto fronte a tutto e non sono mai mancata in nulla. La cosa che mi sembrava strana e che mi faceva sentire male è che non trovavo sano provare queste sensazioni.
Poi mio marito, la mazzata determinante: i primi 3 gg che il bimbo è tornato a casa non ha alzato un dito. Ho dormito solo 3 ore in 3 giorni. Non si è mai alzato la notte, non ha mai preso il bimbo in braccio, non ha mia cucinato, non ha mai lavato, è stato sempre a sedere o a dormire. Mi ha lasciato da sola e io avevo paura anche di respirare. Ho quindi deciso di andare qualche settimana da mia mamma tutti insieme per farmi aiutare. E' iniziato da allora un calvario con mio marito che è sempre stato dolce e premuroso che mi trattava male e a male parole (mi ha lasciato sola anche durante il travaglio e il parto e io ingenuamente non ho fatto venire mia mamma con me per non offenderlo), con una critica continua e sterile come fosse stato un esperto navigato. Mia mamma che ha un carattere forte e una grande esperienza di bambini che mi ha completamente assorbito, mi sono attaccata alla sua volontà per non affondare e devo comunque solo a lei se ce l'ho fatta perché mi è stata vicino. Anche se ha sbagliato in qualcosa lo ha fatto in buona fede. Volevo solo scappare. Io sono sempre stata una persona estremamaente razionale ed analitica e il non riuscira a sbrogliare la matassa mi ha mandato in tilt.
Ho sofferto molto dentro di me, avevo paura a stare sola col bambino, anche se non ho mai pensato di fagli male, volevo solo che stesse il più possibile con mia mamma o con chiunque altro era più competente di me perché mi sentivo davvero inutile.
Oltretutto l'allattamento che per me è iniziato tutto sommato bene, perché nonostante i 15 giorni di ospedale sono tornata a casa e ho attaccato il bimbo e lui ha iniziato a mangiare e crescere, poteva potenzialmente essere perfetto ma a causa della mia ignoranza e della pressione di mia mamma che diceva che era il mio latte che gli faceva venire le coliche a 3 mesi ho smesso di allattare e ne soffro ancora ora anche perché ne avevo tantissimo e Lorenzo era "nato per ciucciare", mai un taglio o un dolore. Se avessi saputo allora che non aveva solo le coliche il mio stellino ma era agitato dal Reflusso! Nessuno dei dottori che ho consultato mi ha speigato tutte le problematiche che causa il reflusso. Se avessi avuto questo forum...
Mi rendo conto che la nascita pre-termine, tutte le cose sopra elencate, ma anche la mia inesperienza e ignoranza in merito ai bimbi (mia e di gran parte della mia generazione perché nessuna delle mie amiche ha avuto l'onere di allevare un fratello o un cugino come invece è successo a mia mamma per esempio anche se è giovane e ha solo 50 anni), il contesto in cui vivo, che fa sì che l'individuo sia concentrato su di se' e sui suoi obiettivi e che quindi si trova spiazzato quando si trova a dover spostare l'attenzione su una creatura dipendente da te e a rallentare la corsa per ascoltare il bambino, siano state le cause della mia depressione. Mi rendo conto che è stata molto forte, purtroppo non ricordo nulla o quasi dei primi 10 mesi del bambino. Comincio ora, a distanza di quasi 3 anni ad avere dei flash. Ora so di essere una brava mamma ma per i primi 18 mesi questo non era così ovvio.
Tutto questo nero si è parzialmente dissolto da quando a 10 mesi del bambino sono rientrata a lavoro. Sono tornata a vivere e subito il mio lato razionale si è ribellato a tutto quello che ho passato inconsapevolemte e mi sono messa a leggere e a cercare, riscontrando che i sintomi da me provati possono essere associati ad una depressione post parto (quella che va oltre diciamo al baby blue) e sono comuni a molte altre mamme. Inutile dire che piano piano mi sono sentita meno mostro e più "affetta da patologia". Ho iniziato a capire ed accettare tante cose.
Purtroppo il rapporto con mio marito non è stato più quello di prima per molto tempo. Diciamo che ci siamo ritrovati da 6 mesi a questa parte perché lui è profondamente cambiato, ha capito gli errori ed io ho capito che anche babbi si diventa e per l'uomo non è così semplice, non lo è stato per me, figuriamoci per lui... L'ho perdonato. Ed è diventato nel frattempo un bravo babbo. Ho pensato seriamente di lasciarlo e non l'ho fatto solo per dare al bimbo una possibilità di avere una famiglia normale. Ad oggi posso dire di aver fatto la scelta giusta.
Ad oggi posso essere fiera di me perché se sono guarita, se ho capito, è stato solo merito mio. Incrocio le dita che non mi ricapiti una seconda volta perché io un'altro cucciolo lo vorrei...
LA depressione post partum
- Gabry
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- Joined: Fri Dec 15, 2006 4:50 pm
Mi hai profondamente commossa, mi ritrovo in tante tue frasi e trovo azzeccatissima l'analisi socilogica di come ci si trovi spiazzati ad occuparsi di qualcuno che sia altro da noi. La seconda volta non ci sono ricaduta, (anche se si trattava del mio terzo bambino, ho avuto la depressione alla seconda) ero preparata al peggio, combattiva. Mio amrito aveva spergiurato che sarebbe stato diverso e così è stato, ma io, sopratutto io ero diversa e avevo dietro di me tante donne che mi monitoravano l'umore. Il forum non sarà un consultorio o una mamma, ma poco ci è mancato.
"È possibile non commettere nessun errore e perdere lo stesso. Non è una debolezza, è solo la vita." [J. L. Picard]