Pandina wrote:Guarda, per esperienza personale ti dico che i bambini che rischiano di fare rimanere indietro tutta una classe rispetto al programma, nel 99% dei casi sono bambini problematici a livello comportamentale. E spesso non sono stranieri ma indigeni.
Bambini che per varie cause tengono impegnato il 70% delle energie della maestra a tenerli sotto controllo, ad arginare comportamenti fuori luogo, ...maestre che passano il tempo a cercare di mantenere un clima di lavoro accettabile. Il restante 30% delle energie viene quindi usato per "insegnare".
Un bambino che non parla la lingua è una bazzecola di problema al giorno d'oggi. Credimi.
ti straquoto.
Filippo quest'anno aveva 6 stranieri, il programma è stato completato serenamente e tutti hanno raggiunto gli obiettivi individuali che si erano prefissate le maestre. In un'altra prima sono rimasti molto indietro con il programma, non per colpa dei 3 stranieri in classe, ma a causa di 3 bambini italiani con caratteri impegnativi.
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RALLY: 6 APRILE 2004
KITTY: 25 GIUGNO 2007
SCOOBY: 16 GIUGNO 2009
Azur wrote:lo stesso mio pensiero.
Fossero 4 o 5 bambini, il 25% della classe, sarebbe sicuramente un'altra cosa, ma UN bambino...
Mio nipote, oggi adolescente, è arrivato in Italia a metà ottobre, 8 anni. Sapeva dire "ciao" e "buongiorno".
Dopo una settimana è stato inserito in 3° elementare.
A natale seguiva senza problemi.
A giugno non si notavano differenze tra lui e un bambino nato in Italia.
Eli, davvero, stai tranquilla e tranquillizza le mamme preoccupate ;D
Ma quando mai?
Trovare le risorse altrove?
Eventuale GAP?
IN PRIMA ELEMENTARE?
Fino a non molti anni fa il novanta per cento dei bimbi arrivava in prima elementare senza conoscere l'italiano e lo imparava a scuola. E parlo di bimbi italiani eh. Mia mamma e mio padre mica lo sapevano l'italiano prima di entrare a scuola. Rimane il fatto che i mediatori culturali erano utili per i rapporti scuola famiglia e sarebbe bello ci fossero ancora