Il salto dalla finestra (con bimbo)

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Moderator: Paola

Silvia

Post by Silvia »

kia wrote:rispetto la tua riservatezza, Silvi, soprattutto se imposta da una deontologia professionale. Sul caso Franzoni se ne sono dette - e se ne diranno - a bizzeffe e ovviamente lo scetticismo è una conseguenza naturale, sei d'accordo?
A mio parere, ciò che ha colpito di più nella storia della Franzoni rispetto alle altre storie di infanticidi è la sua mancata confessione. Pur essendo profana della materia, avevo letto da qualche parte che dei casi di infanticidio acclarati, in una percentuale molto vicina alla totalità la madre è rea confessa, se non subito comunque a distanza di poco tempo "crolla" e confessa l'omicidio del proprio figlio. La Franzoni per la legge è colpevole e di questo non è dato di dubitare pena la destabilizzazione dell'intero sistema. Ma, si sa, quella che viene letta nelle sentenze è la verità processuale, quella che emerge dai fatti conosciuti attraverso il processo. Non voglio entrare nel merito delle possibilità, concrete, che i fatti del processo subiscano alterazioni, di vario genere e da più parti, sia a difesa che contro l'imputato. Ciò che è senz'altro vero è che nella maggior parte dei casi non è dato di sapere se alla verità processuale corrisponda quella reale! E per questo gran parte dell'opinione pubblica non è soddisfatta dalla risposta processuale e continua a porsi la domanda se la Franzoni davvero abbia ucciso Samuele

Mi chiedo se il fatto che la Franzoni non abbia confessato l'omicidio, dando per presupposta la verità processuale, cioé che l'abbia effettivamente commesso, possa davvero avere una tale rilevanza da minare la vertà processuale. Ossia: sotto il profilo psichiatrico, psicologico è davvero così scontato che la madre che uccide il proprio figlio poi confessi l'omicidio? Il discorso della rimozione, che è stato da più parti tirato fuori, è fondato, è plausibile? Dura in eterno o è destinato a riemergere prima o poi il ricordo?
Se, come mi pare di aver capito, sei del mestiere (psicologa, psichiatra?), puoi dare un contributo in questo senso?


Premesso che in accordo con la moderator e con la deontologia ho optato qui per fare solo affermazioni di carattere personale (senza citare altri), provo a risponderti in breve perchè fai delle domande da 2.000.000 di dollari, nel senso che si studia su questo in Italia in America, ci sono varie scuole di pensiero ecc.
Dunque le statistiche sono statistiche punto. Utili per carità ma con dei limiti. La stessa cosa vale per i nomi e le categorie delle patologie psichiche. Utili a parlarsi in psichiatrichese (come lo chiamo io) ma con dei limiti. Le persone sono molto più complesse di così.

Venendo alla Franzoni ti posso dire che:
1) quasi tutti i colleghi che conosco (e sono parecchi) appena è successo il fatto ed hanno visto la sua prima apparizione in TV hanno detto: è stata lei. Questo ovviamente ad eccezione di coloro che sono stati invitati nei vari dibattiti. Ora è chiaro che non è che uno di lavoro fa il mago e può giurare che è stata lei. Ma evidentemente tutti hanno notato nel suo linguaggio verbale e non verbale, negli eventi subito successivi ecc, delle forti incongruenze che a chi è addetto ai lavori e vede persone gravemente disturbate tutti i giorni saltano agli occhi

2) la F. secondo me aveva ed ha un disturbo grave. La rimozione esiste eccome soprattutto può esistere rispetto ad un fatto così grave e lacerante per una madre e soprattutto se viene rinforzata da: aiuti dei parenti, dei politici, dei media...ecc. cioè se tutta una comunità intorno rifiuta psicologicamente la possibilità di un evento così grave ciò può aiutare a rimuovere.
E' come se molte persone si dicessero e dicessero: non è possibile. è troppo orribile per essere vero. e ci si convince che non è vero perchè affrontare invece la realisticità dell'evento è doloroso per tutti noi...figuriamoci per chi l'ha messo in atto.

mentre scrivo mi rendo conto che dopo qualche mese che scrivo su questo forum è la prima volta che mi espongo su temi "di lavoro". credo di averlo fatto proprio perchè qui ho sentito che voi parlavate di questo argomento in una maniera molto realistica e umana, senza cioè resistenze sull'argomento. e questo credo che sia importante.
per quanto riguarda le "infanticide" con la rimozione i media e le resistenze in realtà non gli si fa un favore. Una persona malata che ha commesso una cosa così grave ha bisogno di essere aiutata ad elaborare e curarsi e questo passa per forza per una presa di coscenza, per una consapevolezza e per una comprensione anche della nostra parte rabbiosa, dolorosa ecc. e nell'imparare a gestirla però controllandosi anche.

marò che fatica :ehhh:
Silvia

Post by Silvia »

kia wrote:Domanda, che potrebbe sembrare provocatoria ma non lo è, è che veramente non so molto di psicologia: non potrebbe essere che, come accade in molti settori, della medicina, del diritto e immagino anche della psicologia, le interpretazioni possibili siano più di una? Con ciò non voglio escludere che ci possa essere del marcio, della malafede, una manipolazione dei test, anzi tutto è possibile soprattutto nei casi che scuotono così l'opinione pubblica ma, ecco, se le intepretazioni fornite dai periti sui test sottoposti alla Franzoni conducono ad una patologia psichiatrica ritenuta non grave anziché grave non potrebbero essere semplici divergenze dovute alla intepretabilità dei test, delle risposte. Del resto ho letto che anche nella psicologia ci sono correnti di pensiero, "scuole", indirizzi per cui, di fronte al medesimo caso, si possono fare diagnosi diverse e assumere posizioni diverse a seconda della "scuola" o dell'orientamento cui si appartiene. Confermi o smentisci?



no, fai una domanda giusta invece. e ti rispondo: no, il test di rorchach è un test con una siglatura internazionale molto vicino alla precisione. si sigla bene o si sigla a cavolo. e non si scampa da questo.
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kia
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Post by kia »

grazie silvi, sei stata molto chiara e comprendo (e apprezzo) lo sforzo che hai fatto sia per esporti sia per rendere accessibile ai profani una materia così complessa!
Il tema mi è sempre stato a cuore sia perché, come avvocato (anche se non penalista), mi piace nutrire l'illusione di una giustizia giusta o quanto meno imparziale e obiettiva e quindi cerco sempre (ma quasi mai con successo assoluto) di confutare le tesi di chi sostiene manipolazioni e complotti nei processi, sia perché da quando sono madre ho sempre covato la paura, in alcuni momenti sfociata in vero terrore, di poter arrivare a commette un gesto simile. Il mio passato ansioso (e a sto punto spero solo ansioso, cioé mi auguro di essere "solo" nevrotica) e miei attacchi di panico, che come sai meglio di me, significo per la persona che li ha la perdita totale del proprio autocontrollo anche se per pochi minuti, mi avevano fatto credere di essere un "soggetto a rischio" e questa fantasia si è trasformata in terrore allo stato puro. La mia cronica insicurezza ha fatto il resto.
Ecco perché ho tanto a cuore questi argomenti e anche se oggi non ho più paura di poter essere una delle "franzoni", ogni volta che se ne parla si riaccende in me questa piccola fiammella di dolore, di paura, di incertezza. Vorrei saperne sempre di più.

Hai poi ragione, sai, quando dici che qui sul forum si cerca di parlarne senza censure. e credo che sia l'unico modo per sviscerare veramente a fondo un argomento.

grazie ancora del tuo contributo!
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)

Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum

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