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Teresa wrote:
Credo sia solo una questione di equilibri, di generosità e di voglia di investire in sentimenti importanti.
Da questo punto di vista credo di non essere proprio l'interlocutore ideale, perche' parto leggermente preventua verso le donne.
Trovo che (parlo genericamente, e' chiaro che ci sono moltissime eccezioni e casi infiniti) una grande responsabilità sulla riuscita di un "matrimonio" sia soprattutto nostra.
Siamo pesanti.
L'uomo (in genere) e' una creatura piu' semplice, ma per questo piu' robusta.
Dovremo talvota confidare nella loro semplicità e farne pilastro.
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Si, anche io amo la semplicità maschile. Ma noi donne siamo differenti, non per nostra scelta scelta. Infatti ti parla una in pieno sconvolgimento ormonale post partum. E ho parlato dell'esperinza di un'amica la cui vita di coppia è scoppiata proprio in quel fragilissimo momento.
Così, come noi donne dovremmo accettare la semplicità maschile, l'uomo dovrebbe comprendere il nostro delicato e fragile equilibrio. Che dopo un parto forse una moglie non dovrebbe aver paura di perdere l'uomo che ama solo perchè è immensamente stanca.
Rie wrote: E non escluderei che anche le donne possano andare in pezzi, soltanto in modi diversi e non con la fuga, che, chissà, forse il clima culturale, forse bisogni viscerali di attaccamento ai figli rendono più ardua.
Infatti secondo me il "nostro" modo più comune di abbandono di coppia è quello di andare in frantumi, dentro. E non riprendersi più, aspettando un aiuto esterno che non arriva.
Chiariamo, non è mai colpa di uno solo, ma anche guardando mio marito, vedo che arranca e soffre.