sai che è su questo principio, peraltro molto diffuso, che si basano gli abusi sui bambini e la pedofilia.Teresa wrote:Giulia ha l'età di Carla.
Io credo (e l'ho provato sulla mia pelle, quindi parlo per "esperienza") che sia un'età in cui, se chiedi loro di mantenere un segreto, DEVONO mantenere il segreto.
Poi quale sia il contenuto e' secondario.
Un'operazione, un inciucio, una cazzata qualunque, non importa.
Importa che se hai affidato loro un "segreto" e hai detto loro che e' tale, secondo me devono imparare a rispettarlo. Soprattutto perche' e' un'occasione per loro per crescere.
Qualche settimana fa, per indurla in un ragionamento di un certo tipo, le avevo confessato una cosa che riguardava una sua amichetta.
lo avevo fatto dicendole con tono molto serio che era importante che non dicesse questa cosa a nessuno.
Tempo venti minuti e l'ha detta ad una sua amica.
So che puo' sembrare esagerato, ma io l'ho vissuta come un tradimento.
E' chiaro, sono adulta e ho tutti gli strumenti per circoscrivere la cosa e voltare velocemente pagina.
Ma mi sono incazzata come non mai.
Anzi ho proprio la certezza di essermi incazzata come mai prima di allora con lei.
Al ritorno da scuola mi ha scritto un biglietto che mi ha fatto piangere.
mi ha chiesto scusa e mi ha detto "mamma sono stata triste tutto il tempo della ricreazione pensando a quello che ho fatto. Ti prego perdonami".
Ecco Manu, ho fatto outing, ma e' per dire solo che secondo me la tua domanda e' mal posta.
Quello che diciamo loro e' relativo.
Ma se sanno che e' una cosa che non devono dire. NOn la devono dire.
Sono le basi della reciproca fiducia, sono i primi importantissimi strumenti di crescita che diamo loro.
E, chiaramente, l'impegno e' reciproco.
Perchè è prorpio a questa età che i bambini sono più vulnerabili e sensibili rispetto al ciò che si può dire e cosa no.
Io a mia figlia sto insegnando che i segreti NON ESISTONO.
Piuttosto non le faccio sapere una cosa.
Ma mai e poi mai le chiederei di mantenere un segreto.

