Setticemia da Parto Ospedale San Camillo di Roma

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elly
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Re: Setticemia da Parto Ospedale San Camillo di Roma

Post by elly »

Credo che siano cose che accadono di rado. Io ho fatto 2 tc al san camillo ed e' andata bene. Conosco tante altre madri che hanno partorito la' senza problemi.
Briciola 17/10/2009
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enza
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Re: Setticemia da Parto Ospedale San Camillo di Roma

Post by enza »

Invece credo di aver capito il senso del post.
Forse sei ancora arrabbiata ed il tuo è un post di denuncia, sono fatti spiacevoli che a volte segnano, se senti che per te è difficile riuscire a superare parlaci del tuo stato d'animo, la tua piccola adesso come sta?
Hai provato a denunciare il fatto al tribunale del malato?
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.

VAVI
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Bibi
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Re: R: Setticemia da Parto Ospedale San Camillo di Roma

Post by Bibi »

Raffaella wrote:Nel 2012 ho partorito con taglio cesareo presso l'Ospedale San Camillo di Roma.
L'intervento non sembrava aver presentato particolari problemi, ma con il passare dei giorni i dolori nella zona addominale non si attenuavano, mi è venuta la febbre a 39 °C, pertanto il dottore di turno ha richiesto un RX ed una TAC addome con contrasto.
La TAC ha evidenziato una raccolta fluido disomogenea in sede sottocecale, altri nuclei gassosi liberi nell'addome e nell'ambito dei muscoli retti.
Il medico del Reparto ed il chirurgo che ha praticato il cesareo mi hanno spiegato che si trattava di una complicanza legata allo sversamento di sangue nell'addome avvenuto durante l'intervento, che si era infettato e che aveva causato la paralisi intestinale (ileo dinamico). Hanno quindi detto che avrebbero provato con una terapia antibiotica per circa una settimana, e che se non avesse avuto successo, sarebbe stato necessario intervenire chirurgicamente.
Purtroppo la cura di antibiotici ed antivirali non ha prodotto risultati, tanto che al controllo strumentale successivo l'infezione risultava progredita, e vi era la presenza di ascessi.
Sono stata quindi sottoposta ad un nuovo intervento chirurgico per laparotomia d'ascesso peritoneale, che ha comportato l'inserimento in sede di tre drenaggi.
Dopo alcuni giorni di drenaggio e di ulteriore cura antibiotica la situazione è andata migliorando, con la scomparsa della febbre, anche se i dolori addominali persistevano pertanto ho effettuato visite specialistiche presso due diversi gastroenterologi privatamente.
Dopo interminabili giorni di terapia, analisi e digiuno, finalmente dopo un mese dal parto sono stata dimessa.
Quale ultimo aspetto, cui non ho accennato precedentemente, voglio sottolineare che il bombardamento di antibiotici cui sono stata sottoposta, unitamente alla necessità di effettuare esami strumentali con liquidi di contrasto radioattivi, al digiuno e alle precarie condizioni di salute, mi hanno costretta mio malgrado ad interrompere l'allattamento al seno per non correre il rischio di pregiudicare la salute del mio bambino.
Fatemi sapere se è successo anche a voi!
Nel 2004 ho partorito al San camillo di roma anch'io, parto naturale. Il secondamento é stato fatto male e mi é venuta un'infezione. Non contenti di ciò, continuavano a dirmi, data la febbre alta, di stare tranquilla che la febbre era dovuta alla montata lattea nonostante presentassi sintomi inequovocabili di un'infezione in corso. Fortunatamente il mio ginecologo, interpellato dopo una settimana terribile, mi fece subito un'eco riscontrando frammenti di placenta in utero che poi mi rimosse con le pinze evitandomi perlomeno il raschiamento e mi trattò immediatamente
con gli antibiotici dicendomi che se fossi nata 100 anni prima sarei morta di setticemia... Sarebbero stati da denunciare, ma all'epoca ero così contenta di avere la mia cucciola nuova che non ho voluto intraprendere azioni legali, cosa che spero tu abbia fatto invece visti i danni che ti hanno provocato...
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