La violenza cosiddetta "passionale"

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Moderator: Paola

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Allibita
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Post by Allibita »

E' un discorso davvero complicato.

Io quando mi trovo ad affrontarlo mi trovo irrimediabilmente condizionata dalla realtà famigliare da cui provengo, dalla gente che frequento abitualmente e (forse più di tutto) dal mio orientamento sessuale.

Se tengo presente la mia cerchia di conoscenze-frequentazioni trovo le donne di cui parla nove: indipendenti, che sopravvivono a tutto e, in fondo, perfettamente in grado di cavarsela da sole.
Trovo ragazzi e uomini che hanno il mio stesso modo di vedere la donna, che sono abituati a relazioni paritarie anche dal punto di vista pratico.

Questa realtà positiva esiste, ce l'ho sotto gli occhi tutti i giorni ma sò che è una parte di realtà.

Ho letto da poco un libro (magari poi apro un post appost nella sezione) che descrive molto bene l'altra parte di realtà.
Sono una serie di interviste/racconto a donne che dopo matrimoni durati decenni, storie all'insegna del sacrificio e della sottomissione lasciano i propri uomini per stare con una donna.
Sono racconti che ti danno una visione di insieme di tutta una vita, leggendo tocchi con mano la mancanza di considerazione per sè stesse, la convinzione che da sola non conti nulla.

Sono realtà che esistono insieme, quelle che rendono il discorso complicato appunto.
[CENTER]Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente.
Che bella gente..capisce tutto..sà il motivo..ma non il trucco.[/CENTER]

"La mia famiglia si chiama Tina e Terry e quello che mi piace di più di loro è che quando litighiamo...non si fa male mai nessuno." [url]http://www.youtube.com/watch?v=nStHWmQClww&feature=player_embedded#at=215[/url]


"no ormai io
penso inlingua
"
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Paola
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Post by Paola »

Intanto partirei dal termine "delitto passionale", perché alla fine noi donne siamo le pasionarie ma siamo quelle che ci rimettiamo sempre le penne, perchè?

Io credo che la supremazia Fisica e religiosa (le grandi religioni monoteiste sono tutte maschiliste, anche il pacifico buddismo) abbiano fatto cultura, metteteci l'istinto animalesco (anche nel mondo animale il maschio, data la forza e la fisicità, è solitamente il capobranco, colui che domina incontrastato) e il gioco è fatto, il problema è chiedersi perché le donne sottostanno a questa disparità.

Sottostanno perché anche la legge (soprattutto italiana) è permeata da quest'idea di sesso debole (non c'è niente che mi fa più incazzare delle quote rosa), la società propugna l'idea della femmina del focolare che mantiene efficiente la casa e la famiglia (non una pubblicità di detersivi che abbia un uomo come protagonista), persino la letteratura per bambini (cominciano adesso i cartoni della pixar a non far morire la mamma alla terza immagine ma a renderla fidicamente forte e protagonista da Fiona a Rapunzel).
Se pensate che noi siamo cresciute a Pinocchio e la piccola fiammiferaia mentre in Svezia a Pippi Calzelunghe si capisce perché da noi la donna fa il bunga bunga da loro siede nei posti di potere.

Altro dato: la violenza sessuale che è spesso legata alla sottomissione della donna.
E' quasi impossibile violentare un uomo.
Anche l'atto sessuale in fin dei conti è altamente maschilista, il fatto che sia l'uomo a penetrare la donna e non viceversa ci sottomette e non solo in termini di posizioni sessuali, ma proprio una sottomissione concettuale.

Veniamo alle adolescenti o alla ragazzine ventenni.
Io vedo donne risolute, capaci a farsi rispettare, desiderose di emergere laddove figlie di madri "liberate" e trovo geische pronte alla sottomissione in presenza di madri che manco hanno capito di essere il sesso debole.
Tocca a noi fare la differenza.

E i maschietti?
Stanno perdendo la supremazia fisica (al di là dell'altezza sono gracili e poco allenati a farla a botte), alle donne s'è allungato il piede e frequentano le palestre, sono spesso figli di madri liberate che hanno come modello di donna e anche lì, tocca sempre a noi fare la differenza.

Io ci credo in un futuro di parità, qaundo ci libereremo del vecchio testamento e di questa classe dirigente.
Oui, Je suis Zizzià.
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nove
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Post by nove »

Vedo tra le mie colleghe esempi di donne che hanno scelto di rompere il fidanzamento e di non avere partners.
Le vedo contente e autonome sentimentalmente.
Vedo invece alcuni amici di mio fratello che dopo la rottura di un fidanzamento non sono riusciti a venirne fuori, portano rancore alla ragazza che li ha lasciati e non si lanciano più in rapporti di lunga durata.
Nella mia gioventù nella mentalità corrente è sempre stato l'uomo a rompere e la ragazzina a disperarsi.
E' pacifico che si parla di casi singoli, ma da quel che vedo mi pare che davvero si sia avuto almeno sentimentalmente un certo ribaltamento di ruoli.

E mi chiedo se la violenza scatti in quei casi in cui è stata permessa anche prima da una donna sottomessa oppure se possa essere una reazione a questa nuova forza che non viene accettata. Penso al caso di quella ragazza siciliana uccisa insieme al nonno, a leggere quel che è venuto fuori dai media sembrava tutt'altro che una ragazzina inconsapevole (anche se a volte in amore si diventa ciechi e matti).
Questa visione che mi son creata nella mente di questa ragazza che fa i volantinaggi per il popolo viola finita a coltellate dal fidanzato (immagine che non so se poi risponda al vero) mi fa un po' impressione, perché mi illustra una dicotomia tra educazione sentimentale femminile e educazione sentimentale maschile che secondo me è ancora troppo presente nella società italiana.
Novella

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