e che ti passa la voglia di fare, di lavorare, perchè sei depresso oltre che oppresso?
e che se pensano che la via migliore sia la politica,perchè si puo' rubare non hanno manco tutti i torti?
son bamboccioni per forza,perchè non ce la fa una famiglia,pensa uno da solo..
La disoccupazione, il lavoro manuale e i "cattivi genitori".
Moderator: Paola
- micmar
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- Joined: Wed Dec 26, 2007 11:42 am
sacconi ha fatto un'affermazione politica
da anni l'istruzione professionale è in mano ad enti privati, per lo più di pessimo livello.
in lombardia, ad esempio esiste un grosso ente (area compagnia delle opere) che offre"meravigliosi" corsi professionalizzanti: in cambio di lauti contributi regionali, i ragazzi stazionano ore presso il centro e passano meravigliose giornate e giocare a carte, o amenità simili.
da anni l'istruzione professionale è in mano ad enti privati, per lo più di pessimo livello.
in lombardia, ad esempio esiste un grosso ente (area compagnia delle opere) che offre"meravigliosi" corsi professionalizzanti: in cambio di lauti contributi regionali, i ragazzi stazionano ore presso il centro e passano meravigliose giornate e giocare a carte, o amenità simili.
- LauraDani
- Ambasciatore

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- Joined: Tue Sep 21, 2010 11:54 am
premetto che quello che dice Sacconi è un pò una sciocchezza, perchè l'Italia mi risulta essere il Paese europeo con il minor numero di laureati (repubblica)
nel particolare, se mia figlia fosse totalmente allergica allo studio, oltre a dispiacermene immensamente, non avrei grossi problemi a vederla scegliere una strada diversa, un lavoro manuale o simile.
Purchè scelto per passione, amore e attitudine.
Non sopporterei, invece, che scegliesse un lavoro perchè "studiare non serve a niente, un laureato non guadagna più di un idraulico" o discorsi simili.
Mi opporrei con tutte le mie forze.
La deriva di questo nostro paese, secondo me, sta qui: aver fatto credere che se non hai/fai i soldi non conti niente. e niente altro conta.
Quello che nessuno dice è che per un pugno di lenticchie oggi (leggi: uno stipendio, un pò di fama, un qualsiavoglia successo) cedi per sempre il tuo futuro a pochi privilegiati che invece continuano a studiare e a far studiare i loro figli
Un pò come accade negli Stati Uniti, dove una massa di persone di poca o nulla cultura viene governata da un'elite di persone laureate in fior di università
Solo che noi non abbiamo neppure quel sistema di equità che loro hanno, le borse di studio
nel particolare, se mia figlia fosse totalmente allergica allo studio, oltre a dispiacermene immensamente, non avrei grossi problemi a vederla scegliere una strada diversa, un lavoro manuale o simile.
Purchè scelto per passione, amore e attitudine.
Non sopporterei, invece, che scegliesse un lavoro perchè "studiare non serve a niente, un laureato non guadagna più di un idraulico" o discorsi simili.
Mi opporrei con tutte le mie forze.
La deriva di questo nostro paese, secondo me, sta qui: aver fatto credere che se non hai/fai i soldi non conti niente. e niente altro conta.
Quello che nessuno dice è che per un pugno di lenticchie oggi (leggi: uno stipendio, un pò di fama, un qualsiavoglia successo) cedi per sempre il tuo futuro a pochi privilegiati che invece continuano a studiare e a far studiare i loro figli
Un pò come accade negli Stati Uniti, dove una massa di persone di poca o nulla cultura viene governata da un'elite di persone laureate in fior di università
Solo che noi non abbiamo neppure quel sistema di equità che loro hanno, le borse di studio
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)


