lenina wrote:Quindi i bambini con genitori divorziati sono esclusi dal catechismo?
E quelli di genitori atei pure?
Mi sembra un qualcosa di assolutamente razzista.
io da piccola credevo e i miei genitori no (inoltre mia mamma è divorziata) in pratica se le regole fossero come queste attuali non avrei avuto la possibilità di manifestare la mia fede di bambina.
Davvero Paola sei credente ma evidentemente non riconosci il cattolicesimo perchè non provi ad avvicinarti ad un altro culto?
Io non sono capace di crede in Dio e non posso farlo ma se riuscissi a credere lo farei sicuramente.
E' razzista da una parte e anche anticristiano (ripeto, nel cristianesimo lo spirito santo è legato indissolubilmente al sacramento e quindi negare il battesimo al figlio di atei è negare la possibilità che lo spirito santo faccia il suo santo dovere - parlo in termini cristiani naturalemente).
Dall'altra parte sono stati tolti quei "vincoli" religiosi che indirizzavano il credente a far fare i sacramenti ai figli, ossia un tempo la rekligione professava che senza battesimo i bambini morti sarebbero andati nel limbo quindi la gente era spaventata da questa cosa e faceva battezzare al più presto i neonati, ora è stato detto che non esistono più queste differenze fra consacrati o meno , che il limbo non esiste e quindi la cristianità deve considerarsi un percorso da adulti.
Si è ritornati pertanto alle origini del cristianesimo per cui anche lo stesso Gesù fu battezzato in età adulta, considerando i bambini incapaci di abbracciare una fede religiosa quello che OGGI chiede la chiesa è che siano i genitori ad abbracciarla con lui e per lui, sennò per quanto lo riguarda nessuna pregiudiziale (che come dicevano c'erano prima) non gli permette di aspettare l'età adulta per abbracciare quel cammino di fede.
Può piacere o meno ma sicuramente questo nuovo approccio, che lascia fuori i bambini dal progetto se da un parte è in contrasto con il: lasciate che i bambini vengano a me, dall'altra abbraccia la teoria per cui, secondo Ratzinger, il male del mondo sarebbe il relativismo, quindi ai suoi adepti chiede un certo impegno senza se e senza ma.
Potrei fare tutto un excursu su tutti gli illustri relativisti da Pascal a San francesco allo stesso Gesù ma evito.
Detto questo Leni, non mi frega abbracciare nessun credo all'interno del cristianesimo, i valdesi li conosco e a loro do l'8 per mille che distribuiscono preservativi in africa, ma ritengo la religione un discorso più personale e meno collettivo, più filosofico e meno di fede, è il famoso cielo stellato sopra di me e la legge morale in me.
devo solo dargli un nome e cristo mi piace come messaggio, ma non posso dirmi credente.
