Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
marte71 wrote:perchè avrei dovuto pensarlo? volevo proprio capire a cosa ti riferissi.
Solo il tuo tono 'coinvolto' mi ha fatto pensare che avessi potuto fraintendermi. Che tu magari avessi creduto che io non apprezzassi, ad esempio, il tuo
marte71 wrote:
per me è l'esempio, è il tenere per mano, non è imporre, non è educare nel senso stretto della parola.
Cos73 wrote:E' chiaro che un bambino non ha nulla da insegnare consapevolmente, ma siamo noi che nel relazionarci a loro possiamo capire cose di noi stessi. Possiamo volerci migliorare per loro, trovare cioè in loro una spinta a farlo che altrimenti magari non avremmo. Anche sviluppare tratti della nostra personalità, o abilità, che prima non avevamo sviluppato, per insegnarli a loro.
Che un adulto possa insegnare cose a un bambino è abbastanza ovvio, ma per molti questo sembra limitarsi alle cose pratiche e a impartire verità e valori preconfezionati.
Vederla in modo elastico, e di reciproca crescita e contaminazione, è un punto di vista diverso da quello di molti genitori "tradizionali" e più ricco, secondo me, e credo che la frase significhi questo.
quoto
io anche la leggo così
non l'ho mai percepita come un'antitesi al ruolo del genitore come educatore
marte71 wrote:e persone così ti vengono a dire palesemente che i figli non si educano, ma si lasciano brancolare nel buio senza guida?
questo non è un pensiero, una linea educativa. questo è essere persi nel mondo e non sapere nemmeno cosa significa crescere dei figli.
boh continuo a non capire la tua premessa, ma fa niente.
Neanche io...
[CENTER]...e da allora sono perché tu sei, e da allora sei, sono e siamo, e per amore sarò, sarai, saremo (Pablo Neruda)
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