Quindi?Trilli2011 wrote:Io la vedo più come Sheireh.
Inoltre, trovo una forte contraddizione fra il desiderio delle donne di stare a casa il più possibile col bimbo (da uno a due anni ormai è frequente, se non per sempre) e il discorso sugli aiuti che la società NON dà.
Qui da noi gli asili nido sono semivuoti, oltre che abbastanza accessibili come costi; eppure le donne che non rinunciano all'indipendenza economica dopo la nascita di un figlio vengono additate come degeneri. Ovvio che un REinserimento nel mondo del lavoro diventi arduo per chi si trova a dover improvvisamente provvedere a se stessa oltre che al figlio.
Mio marito, divorziato, finchè sua figlia non è stata economicamente autonoma ha pagato il mantenimento per lei, un affitto e le proprie spese nonostante avesse entrate di poco superiori ai mille euro al mese. Come ha fatto? ha rinunciato a TUTTO: uscite con amici, vestiti, cibi troppocari (pesce, carne). Questo nonostante il giudice avesse sentenziato che la ex moglie poteva provvedere a se stessa. Che avrebbe fatto se avesse dovuto mantenere anche lei (che aveva peraltro un nuovo compagno che la manteneva)?
Pensi che l'avversità verso la donna separata sia presente, presente indipendentemente dalla tv (la parte che condividi con Sheireh) e aggiungi che secondo te è giustificata, perché in realtà potrebbero essere indipendenti e coltivare la carriera, lasciando i figli al nido fino alle 6 del pomeriggio, e se non lo fanno è per una scelta individuale che non deve gravare sul marito in sede di separazione?
(no, per capirsi, perché non mi sono chiare le conclusioni)

