io intanto quoto questo.La donne che sta a casa dal lavoro per partorire e allevare il proprio figlio è tua madre che ti sta accudendo, è tua moglie che sta lavorando anche per te alla sopravvivenza di tuo figlio, uomo!
Non deve essere penalizzata, il fatto che sia assente dal lavoro deve comunque essere considerato un servizio reso alla società in generale. Lo stesso se è il papà a fermarsi per un periodo, dopo la nascita del figlio.
Allo stesso modo, dovrebbe essere garantita la possibilità di scelta di affidare il proprio figlio a strutture adeguate e a costi contenuti.
La libertà di scelta (quando farlo, a chi affidarlo, SE affidarlo), e il riconoscimento dell'utilità sociale dell'accudimento dei figli, sono cose da cui siamo lontanissime ancora. E che dobbiamo vedere come obiettivo possibile.
laureata, avvocato.
un figlio di due anni, uno in arrivo.
Pietro lo guardano i miei.
Lavoro in uno studio che si occupa di diritti dei lavoratori per lo più..prima maternità: lavorato fino ad un mese prima in ufficio, poi da casa..sono tornata in ufficio ad 8 mesi di mio figlio ma ( a parte i primi tre mesi), ho lavorato da casa..
adesso, sto bene e sto lavorando.
Il prezzo da pagare è che non è uno studio prestigioso (dove ho fatto colloqui e sono rabbrividiti quando ho detto che avevo un figlio..), e guadagno (tra le tasse e tutto il resto) meno di mio marito che fa l'operaio..
Ma almeno, finora, nessuno mi ha sbattuta fuori..

