
Mamme...testa o cuore?
Moderator: Paola
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sagrina
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Jersey
Scusate se risolevvo questa discussione ma è una settimana che ci penso....
Qualche mese fa io e Paolo abbiamo iniziato a parlare di un eventuale figlio... senza darci date precise, lui ha 30 anni, vorrebbe un figlio prima dei 35-36.
Io ho sempre detto che prima dei miei 30 anni (36 per lui) non se ne parlava, ma non l'ho mai pensato veramente, ho sempre preferito avere dei figli da giovane, perchè mi spaventa l'idea di arrivare al punto in cui loro se ne andranno per la loro strada quando ormai io sarò troppo adulta.
Sinceramente questo discorso mi aveva reso molto felice, l'idea di aspettare un paio di anni mi spaventava, volevo mettermi subito di impegno... allo stesso tempo volevo prima fare un paio di cose che la nascita di Alessia mi aveva tolto. Così abbiamo prenotato subito un viaggio solo noi due a Barcellona... stiamo cercando un weekend ad Amsterdam.
Dopodichè i miei desideri sarebbero tutti realizzati.
Diciamo che il cuore è diviso in due... una gran voglia di maternità da una parte e un'altrattanto grande voglia di divertimento adolescenziale dall'altra.
Ma qui entra in gioco la testa... io ho un bellissimo lavoro, ma sono comunque libera professionista. Parlando così col mio capo è uscito che se rimanessi incinta potrei tranquillamente lavorare da casa, venendo in studio solo per stampare le pratiche.
Ma Paolo no... lui lavora a 70 km da casa. Tra una palla e l'altra, quando va bene, sta fuori 12 ore al giorno. Oggi per esempio si è dovuto fermare per due ore di straordinario, quindi è uscito da lavoro mezz'ora fa. Sarà a casa per le 18.00 ed è uscito alle 4.30 di questa mattina! Giustamente quando arriva a casa è stravolto. Vedo che con Alessia (che non è sua figlia) è tenerissimo, quindi immagino che lo sarà anche con un suo eventuale figlio... ma so anche che quando qualcosa va storto, arriva a casa e deve sfogarsi. Accende la 360 e gioca, suona, si chiude in bagno e legge, per carità non fa nulla di male... ma io so che dopo 12-14 ore in casa con un neonato avrei voglia di ben altro.
Ho paura che il suo lavoro potrebbe rovinare questa esperienza fantastica.
Purtroppo so che la situazione difficilmente migliorerà. I suoi colleghi sono tutti trasfertisti, per cui vivono qui da soli, non hanno nessuna famiglia che li aspetta, quindi spesso si fanno 3-4 ore di straordinario TUTTI I SANTI GIORNI. Certo li capisco, tornerebbero in una casa fredda e vuota. Ma per Paolo è diverso e il suo capo non lo capisce. Gli ha già detto che deve fare più straordinario, perchè è l'unico che ne fa poco. Gli ha dato dello scansafatiche più e più volte.
Purtroppo è una società così... lì molti padri di famiglia si fanno mandare in trasferta per guadagnare di più, mentre le mogli (che no nlavorano) rimangono a Napoli coi figli.
Questa non è la famiglia che voglio, voglio un padre presente.
Ho già cresciuto una figlia da sola e non sono disposta a farlo ancora.
Certo la soluzione sarebbe cambiare lavoro, dovrebbe cercare qualcosa nella nostra città... ma siamo sinceri, adesso come adesso non troverebbe nulla.. senza contare che da nessuna parte guadagnerebbe quanto guadagna adesso (oltre allo stipendio, che non è basso, prende una diaria per la trasferta... più i rimborsi vari... insomma prende il doppio dello stipendio solito!).
Fargli notare queste cose però mi ha fatto sentire egoista, rinunciare al suo sogno per paure mie!
Quante donne crescono i figli mentre i padri lavorano... e io non lo voglio fare.
Mi sento cattiva nei suoi confronti, e qui il cuore torna in gioco.
Non so cosa fare, ho paura di prendere la scelta sbagliata.
Ho paura per Alessia, adesso che abbiamo trovato un equilibrio non glielo voglio rompere.
Ho paura poi di scaricare le mie tensioni sul nuovo arrivato e su Paolo.
Qualche mese fa io e Paolo abbiamo iniziato a parlare di un eventuale figlio... senza darci date precise, lui ha 30 anni, vorrebbe un figlio prima dei 35-36.
Io ho sempre detto che prima dei miei 30 anni (36 per lui) non se ne parlava, ma non l'ho mai pensato veramente, ho sempre preferito avere dei figli da giovane, perchè mi spaventa l'idea di arrivare al punto in cui loro se ne andranno per la loro strada quando ormai io sarò troppo adulta.
Sinceramente questo discorso mi aveva reso molto felice, l'idea di aspettare un paio di anni mi spaventava, volevo mettermi subito di impegno... allo stesso tempo volevo prima fare un paio di cose che la nascita di Alessia mi aveva tolto. Così abbiamo prenotato subito un viaggio solo noi due a Barcellona... stiamo cercando un weekend ad Amsterdam.
Dopodichè i miei desideri sarebbero tutti realizzati.
Diciamo che il cuore è diviso in due... una gran voglia di maternità da una parte e un'altrattanto grande voglia di divertimento adolescenziale dall'altra.
Ma qui entra in gioco la testa... io ho un bellissimo lavoro, ma sono comunque libera professionista. Parlando così col mio capo è uscito che se rimanessi incinta potrei tranquillamente lavorare da casa, venendo in studio solo per stampare le pratiche.
Ma Paolo no... lui lavora a 70 km da casa. Tra una palla e l'altra, quando va bene, sta fuori 12 ore al giorno. Oggi per esempio si è dovuto fermare per due ore di straordinario, quindi è uscito da lavoro mezz'ora fa. Sarà a casa per le 18.00 ed è uscito alle 4.30 di questa mattina! Giustamente quando arriva a casa è stravolto. Vedo che con Alessia (che non è sua figlia) è tenerissimo, quindi immagino che lo sarà anche con un suo eventuale figlio... ma so anche che quando qualcosa va storto, arriva a casa e deve sfogarsi. Accende la 360 e gioca, suona, si chiude in bagno e legge, per carità non fa nulla di male... ma io so che dopo 12-14 ore in casa con un neonato avrei voglia di ben altro.
Ho paura che il suo lavoro potrebbe rovinare questa esperienza fantastica.
Purtroppo so che la situazione difficilmente migliorerà. I suoi colleghi sono tutti trasfertisti, per cui vivono qui da soli, non hanno nessuna famiglia che li aspetta, quindi spesso si fanno 3-4 ore di straordinario TUTTI I SANTI GIORNI. Certo li capisco, tornerebbero in una casa fredda e vuota. Ma per Paolo è diverso e il suo capo non lo capisce. Gli ha già detto che deve fare più straordinario, perchè è l'unico che ne fa poco. Gli ha dato dello scansafatiche più e più volte.
Purtroppo è una società così... lì molti padri di famiglia si fanno mandare in trasferta per guadagnare di più, mentre le mogli (che no nlavorano) rimangono a Napoli coi figli.
Questa non è la famiglia che voglio, voglio un padre presente.
Ho già cresciuto una figlia da sola e non sono disposta a farlo ancora.
Certo la soluzione sarebbe cambiare lavoro, dovrebbe cercare qualcosa nella nostra città... ma siamo sinceri, adesso come adesso non troverebbe nulla.. senza contare che da nessuna parte guadagnerebbe quanto guadagna adesso (oltre allo stipendio, che non è basso, prende una diaria per la trasferta... più i rimborsi vari... insomma prende il doppio dello stipendio solito!).
Fargli notare queste cose però mi ha fatto sentire egoista, rinunciare al suo sogno per paure mie!
Quante donne crescono i figli mentre i padri lavorano... e io non lo voglio fare.
Mi sento cattiva nei suoi confronti, e qui il cuore torna in gioco.
Non so cosa fare, ho paura di prendere la scelta sbagliata.
Ho paura per Alessia, adesso che abbiamo trovato un equilibrio non glielo voglio rompere.
Ho paura poi di scaricare le mie tensioni sul nuovo arrivato e su Paolo.
