Elly70 wrote:C'è malessere questo è indubbio, come ha commentato qualcuno però questa massa di indignados, almeno per l'Italia, è una massa con idee poco chiare che raccoglie un pò i vecchi girotondi, centri sociali e chi più ne ha più ne metta.
Non mi pare che nemmeno gli indignados di wall street raccolgano grandi consensi e furor di popolo.
Gli scontri che sono scoppiati in Inghilterra la scorsa estate poi...erano la stessa cosa?
Resta il fatto che mi preoccupa questo scoppiare di rivolte violente, sì d'accordo che le rivoluzioni sono sempre state sanguinose, ma dietro c'erano degli ideali, un modello da seguire per demolire il sistema vigente.
Qui non c'è un modello, o almeno, a me, persona comune, non è arrivato alcun messaggio.
Liberté, Fraternité, Egalité anche se poi hanno portato il periodo del terrore erano comunque un'idea per la quale combattere e anche morire.
Ecco...secondo me non basta dire "NON MI STA BENE", va bene, può essere un inizio, ma le idee hanno molta più presa se uno dicesse "IO FAREI COSI'" altrimenti sembra una protesta sterile.
Il grandissimo Gandhi protestava senza violenza, ma PROPONEVA delle idee, del tipo "riprendiamoci il sale"...
Questa concretezza e chiarezza di intenti mi manca per poter abbracciare il movimento degli indignados e immagino che sia così per molti, come si può vedere da questi pochi interventi non sappiamo molto bene cosa vogliono ottenere queste persone...o meglio, qual è la loro proposta.
Attendo lumi...continuerò a leggere per capirci di più...
IGNORANTAS...
ciò che tutti chiedono a gran voce è la tassazione dei grandi patrimoni e delle grandi transazioni e questa è una richiesta molto concreta.
un altro elemento che accomuna le varie aree è il trovare una soluzione al precariato,
italia e grecia hanno in comune un sistema fiscale che fa acqua da tutte le parti (quello greco forse è peggiore) e credo si dovrebbe partire da quello.
credo che l'errore di fondo sia quello di identificare gli indignados solo con i movimenti di piazza.
ma indignata sono anche io che a 43 sono ancora precaria
indignati sono tutti quei genitori cinquantenni che sono rimasti senza posto di lavoro, non hanno nessuna possibilità di essere ricollocati sul mercato e vengono a raccontarmi, seppur con grande dignità, che non hanno i soldi per comperare i libri al figlio.
tutte queste persone, tutte quelle che stanno affogando, attendono una soluzione, ma non tutte hanno le idee chiare, su quale debba essere.
i governi devono dare risposte, ma, tragedie naniche a parte, non sono sufficienti a spingere un cambiamento così forte.
la consapevolezza deve partire dal basso, e arriverà nostro malgrado, quando il livello di disperazione sarà colmo.
e a quel punto qualcosa cambierà ma se non sarà sostenuto da una progettualità condivisa, non so cosa potrà diventare.
per la cronaca anche gandhi portò avanti una rivoluzione, non è detto che le rivoluzioni siano sanguinose.