Referendum-ricatto Fiat: passa il sì

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Moderator: Paola

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France
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Post by France »

Paola M. wrote:Io intanto proporrei un taglio sugli stipendi dei manager a partire da Marchionne, perché la FIAT E' GIA' un'azienda statale (dati gli aiuti che ha sempre avuto) e perché possono sussitere stipendi così sproporzionati rispetto a chi li produce tali stipendi?

Poi, si parla di investimenti all'estero, perché non fare investimenti in Italia?
Perché la FIAT non può provare a reiventarsi (mica con le magliette di Lapo) ma con
qualcosa di più serio?

Marchionne sperava in un NO così poteva chiudere bottega e spostare la produzione all'estero, ora che è un Sì ci dirà che (per le ragioni espresse sopra da France) è un sì troppo risicato e si rischia al primo sciopero.

Marchionne se ne andrà, riporti almeno in Italia e paghi qui le tasse dei soldi guadagnati in FIAT fino ad ora!

Il sindacato che potrebbe fare questa proposta è stato gentilmente sbattuto fuori dalla fabbrica, e i suoi iscritti non hanno più chi li rappresenta

La cosa schifosa è tutti questi paragoni che si fanno con gli altri stati, carpendone ovviamente il peggio, e nessuno dice che un marchionne in Polonia guadagnerebbe 200.000 euro annui e non tutti quei milioni
nene70 wrote:e non solo..
si è creato un precendente pericolosissimo..
quante saranno le aziende che diranno:loro l'hanno fatto,facciamolo anche noi?
a me vengono i brividi solo al pensiero..
i punti di marchionne sono schiavitù legalizzata,a mio parere..
nessun diritto,solo doveri..
terribile..

Questo è scontato, è solo questione di tempo, figuriamoci quanto gli altri accetteranno di rimanere indietro, specie se la presidente di Confindustria (da cui Fiat è uscita) approva la manovra
Mirko e i furetti wrote:a me fa riflettere la tua domanda finale.

"chi sarà il prossimo?"

il problema è che fino a che si ragiona per settori (e non sei tu, lo so) si perderà sempre.
siamo in un clima sociale e politico (e non a livello nazionale, ma mondiale) in cui l'unica possibilità è la lotta di classe.
che molti sicuramente storcono il naso quando sentono queste parole.
"lotta di classe" fa molto comunista, fa molto 1900 e fa molto proletario.

beh, quando tanti "moderni" impiegati si renderanno conto che oggi, nel 2010, il loro stipendio permette molto meno di quello che permetteva lo stipendio dei loro padri o nonni operai (che di figli ne avevano di più e lavoravano solo i padri), forse sarà troppo tardi per capire che siamo tutti (o quasi) un po' proletari e che il divario fra noi e i ricchi sta diventando troppo ampio.
oppure potranno sempre prendersela con "i negri o gli albanesi che vengono qui a rubare il nostro lavoro e a stuprare le nostre donne".

saluti comuni
Mirko

Io credo che non ci sia nemmeno una totale presa di coscienza da parte dei lavoratori, lotta di classe certo ma è difficile quando la cisl ti dice che quello di Mirafiori è un buon contratto e la gente applaude, o quando la cisl bolla come assenteisti i lavoratori di Pomigliano e continua ad avere iscritti...

Per lottare come si deve ci vuole o il sacrificio o il non aver più niente da perdere, e se il primo lo si evita al secondo non ci siamo ancora arrivati.
Questione di tempo, per carità
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Lella
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Post by Lella »

Quando ho visto il servizio sul TG3 giorni fà di quell'operaio ormai in pensione fuori dai cancelli di Mirafiori che piangeva per il ricatto, anche a me è venuto da piangere, anche io lo vedo un pò come l'inizio di un grave pericolo.
Piano piano, a partire dai grossi gruppi industriali si tenterà di passare alle contrattazioni aziendali per poi passare a quelle singole.
A me fà una grande rabbia che a causa della mancanza di valide politiche sociali sul lavoro, a causa dei soliti mangia-mangia dei potenti, a pagare le spese di questa crisi saranno maggiormente gli operai, gli impiegati, e domani I NOSTRI FIGLI.

Grande lezione di vita però ai figli degli operai "ricattati" che hanno votato NO, morto l'ideale e la speranza si muore tutti.
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Post by France »

Lella wrote:Quando ho visto il servizio sul TG3 giorni fà di quell'operaio ormai in pensione fuori dai cancelli di Mirafiori che piangeva per il ricatto, anche a me è venuto da piangere, anche io lo vedo un pò come l'inizio di un grave pericolo.
Piano piano, a partire dai grossi gruppi industriali si tenterà di passare alle contrattazioni aziendali per poi passare a quelle singole.
A me fà una grande rabbia che a causa della mancanza di valide politiche sociali sul lavoro, a causa dei soliti mangia-mangia dei potenti, a pagare le spese di questa crisi saranno maggiormente gli operai, gli impiegati, e domani I NOSTRI FIGLI.

Grande lezione di vita però ai figli degli operai "ricattati" che hanno votato NO, morto l'ideale e la speranza si muore tutti.


E' anche molto significativo il fatto che la maggioranza degli operai della catena di montaggio, ovvero quelli colpiti dai cambiamenti, abbia votato no e che il si sia passato grazie agli impiegati (che secondo me nemmeno dovevano votare).

E mi sono piaciute molto quelle persone che nelle interviste hanno detto che non avrebbero dato la disponibilità ad andare a lavorare strisciando come vermi, nonostante il ricatto.
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