Nat wrote:.
Il loro lavoro non è ascoltare i genitori ma “educare “ i bimbi
Questo ad esempio lo contesto, nel senso che da noi esiste proprio un progetto, previsto dal POF (Piano Operativo di Formazione) che prevede dei momenti di scambio proprio fra insegnanti e genitori e addirittura con le altre agenzie educative con cui i bambini vengono a contatto (oratorio, attività extrascolastiche ecc) dove si discutono linee guida comuni, progetti interdisciplinari ecc.
E non trovo che questo sia VOLER PROTEGGERE AD OLTRANZA i bambini, credo voglia dire partecipare, tra l'altro, chi frequenta scuole STATALI che dipendono dal provveditorato agli studi, dovrebbero saperlo, visto che è un punto cardine delle linee guida scolastiche.
Nel nostro programma si parla infatti di scuola partecipata, ossia di una scuola che sappia instaurare rapporti costruttivi di collaborazione con le famiglie, con enti e associazioni operanti sul territorio.
La scuola nel suo microcosmo è lo specchio della vita, io non sono d'accordo a far passare come NORMALI atteggiamenti che dal punto di vista educativo sono sbagliati.
Che poi ripeto se si tratta di un litigio fra compagni, manco mi c metto ad intervenire, se avessi un figlio debole che OGNI GIORNO mi torna a casa dicendo che il bambino tal dei tali lo picchia, ne parlerei con la maestra, semmai non se ne fosse accorta, proprio eprché voglio EDUCARE mio figlio ma anche l'altro bambino, affinché entrambi non crescono con l'idea che così va il mondo.
Non pretenderei certo che il bimbo in questione venga messo alla gogna, ma che l'insegnate, alla quale magari è sfuggita la dinamica abbia un occhio di riguardo, quello sì.