Solange wrote:Vedi, il discorso e’ che io non ho alcun desiderio di salamelecchi. Nessuno mette in dubbio che ci possano essere problemi.
Ma pur essendone conscia io non riesco a concepire di pensare in negativo.
Non mi illudo che a me non succedera’ mai di avere un cesareo ma proietto un’immagine in cui avro’ un parto bellissimo per mettermi nella condizione d’animo giusta.
Io credo di avere buone conoscenze circa cio’ che puo’ succedere durante un parto, complicazioni e via discorrendo. E anche su che cosa si puo’ fare per prevenire le complicazioni piu’ comuni. Ora, posto cio’ mi “attrezzo” per far si che si possano evitare quelle situazioni che piu’ facilmente portano a complicazioni INDIPENDENTI DALLA MIA SALUTE O DA QUELLA DEL BAMBINO (un distacco di placenta, tie’ e stratie’, non e’ possibile metterlo in conto…. Non lo posso fare io ne’ il miglior ginecologo sulla faccia della terra). Ma io posso almeno provare a creare le “condizioni ideali”.
Idem per il dopo; ci sono cose che saranno al di fuori del mio controllo, io posso soltanto limitarmi ad assecondare mio figlio o mia figlia nei suoi bisogni senza preconcetti, senza voler imporre regole e stringendo i denti quando e se si presentassero dei problemi.
Ma ovviamente non parto pensando a quelli – che non vuol dire ignorarli, sia chiaro – ma parto dal presupposto che andra’ tutto bene per mettere me stessa nella giusta disposizione d’animo.
Il sapere che ci sono bambini che urlano tutto il tempo, che non dormono, che richiedono continue attenzioni e’ utile ma IMHO solo fino ad un certo punto. Servirebbe anche capire come i genitori affrontano e si pongono di fronte ai loro figli. Con questo non voglio assolutamente dire che io rasentero’ la perfezione o che quei genitori abbiano sbagliati, lungi da me… chissa’ quanti e quali errori faro’. Intendo dire che a volte non basta guardare al figlio ma bisogna guardare alla famiglia tutta per capire che cosa c’e’ che non va.
Per quel che mi riguarda quando saro’ mamma saro’ inesperta come tutte ma lascero’ che siano l’istinto e mi@ figli@ a guidarmi piuttosto che Tracy Hogg o il pediatra. E ho la fortuna di avere un compagno con cui parliamo e discutiamo di tutto e condividiamo le stesse idee per cui non dovro’ sicuramente litigarci perche’ lui vuole che il bambino stia nella culla e non nel lettone o che non mi fara’ scenate se avremo un figlio che richiede di stare sempre in braccio.
io invece credo che cosa significhi essere madre veramente, prima di diventarlo, non si possa nemmeno immaginare...con tutta la preparazione possibile, perdonami. che poi tu sarai una bravissima mamma non ho dubbi, anche solo per l'impegno e l'attenzione che ci metti e che ci hai messo nel prepararti a questo evento, ma quando è tra le tue braccia cambia tutto...nel bene e nel male.

