deformazione professionale

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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chiaretta_1974

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Post by chiaretta_1974 »

Ho letto i topic su Luna, cui non mi sento di intervenire perchè ho davvero poca conoscenza dei fatti, però visto che ho la deformazione professionale di chi con bambini più o meno "impossibili" ci lavora tutti i giorni, mi è venuto in mente un bellissimo libro, che tra l'altro è snello e scorrevole, che lessi all'università molti anni fa.

Si intitola: star bene insieme a scuola e tratta proprio dei rapporti socio-affettivi alunno-insegnante, alunno-alunno e gruppo classe-insegnante dalla materna alla scuola media inferiore.

mi rendo conto che il tema può interessare a livello pratico di più un insegnante di un genitore, ma vi sono spiegati metodi di dialogo utilissimi anche da applicare a casa con il proprio figlio.

L'autrice ne spiega alcuni, a seconda del tipo di problema insorto: già, pechè non tutti i problemi si affrontano allo stesso modo. in particolare, trattando con i bimbi che visto che crescono hanno e danno per forza dei problemi (se non altro quelli classici di sviluppo), bisognerebbe sempre chiedersi se il problema è del bambino (ovvero il bambino lo vive come un problema) o dell'adulto(ovvero per il bambino non è un problema, ma per l'adulto sì). c'è una grandissima differenza. e a seconda della risposta, si possono usare tipi di comunicazione diversa per trasmettere contenuti ed emozioni.

inoltre il testo illustra chiaramente tutta una serie di messaggi negativi da non dare mai ad un bambino, e sono anche essi utilissimi per i genitori. io ho provato ad applicare alcune tecniche del libro sia a scuola che in famiglia e devo dire che mi hanno dato grandi risultati.

anche mamme si diventa, e si impara piano piano...e se possiamo migliorare il nostro modo di comunicare con i figli, perchè no?

vi lascio il link del libro: http://www.maecla.it/BibliografiaDidattica/pagine_biblio/francescato1.htm

e se ne vogliamo parlare, sono qui.
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nove
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Post by nove »

Ho letto il link, sembra davvero interessante. Il discorso del "problema per il bimbo" e "problema per l'adulto" cerco di applicarlo.
Anch'io ho fatto l'educatrice per l'infanzia e ho frequentato corsi e seminari... Ora cerco di seguire certe dritte ma mi rendo conto che con il proprio figlio forse è più difficile... O almeno, questa è la mia impressione.
Novella

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chiaretta_1974

Post by chiaretta_1974 »

nove wrote:Ho letto il link, sembra davvero interessante. Il discorso del "problema per il bimbo" e "problema per l'adulto" cerco di applicarlo.
Anch'io ho fatto l'educatrice per l'infanzia e ho frequentato corsi e seminari... Ora cerco di seguire certe dritte ma mi rendo conto che con il proprio figlio forse è più difficile... O almeno, questa è la mia impressione.


si è "moltissimo più difficile" perchè si vengono ad inserire temi di ordine emotivo non indifferenti, si è coinvolte in prima persona e direttamente.
però ad esempio io cerco di applicare l'ascolto attivo, che, al di là di essere stata una tecnica formalizzata, può essere semplicemente un modo di porsi in ascolto dei problemi altrui in maniera diversa.
Cerco poi di esprimere a mio figlio i miei sentimenti, le mie emozioni, come mi sento in certe situazioni e quando lui si comporta in un certo modo (pensiero IO). Dare un nome alle emozioni, proprie e del bimbo, aiuta ad identificarle, riconoscerle, saperlwe vivere in modo più consapevole e dunque a gestirle.
Ovviamente nelle dinamiche relazionali con i miei figli io non penso a tutta questa teoria, la vivo (a volte, quando non mi faccio prendere dai miei 5 muutoi) per come posso viverla. L'importante è sapere che esistono strumenti che possono aiutarci in momenti di difficoltà, poi ovvio la spontaneità resta sempre un caposaldo.
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