Le contrazioni non sono mai passate e probabile parto prematuro
- CisePunk
- Utente Vip

- Posts: 1210
- Joined: Wed Nov 25, 2015 8:41 pm
- Location: Palermo
Re: Le contrazioni non sono mai passate e probabile parto prematuro
mi pare che alla fine non ho aggiornato quanto accaduto.
Magari a qualcuna interessa com'è andata a finire.
Isabella è nata a 35+1 con cesareo.
Avevo placenta percreta vascolarizzata con la vescica.
In questo stesso ospedale di cui parlo in questo thread, dopo una visita a 32 settimane, mi avevano invitata ad andare a fare il controllo la settimana successiva (non ricordo ora la data).
Sono andata come richiesto. Doveva essere il controllo per stabilire la data del parto, che, secondo il medico anziano che mi aveva vista, non avrebbe dovuto superare la 35° settimana.
Così mi sono presentata. Ho fatto gli esami e aspettavo per l'ecografia.
Un'attesa durata tutta la mattina per mancanza di personale e anche perché si erano dimenticati di me.
Alle 13:30 finalmente un dottore molto svogliato decide di farmi l'ecografia.
Non mi fa vedere nulla ma esclama volgarmente.
Decide quindi di fare un'eco interna.
Io mi insospettisco e chiedo se vada tutto bene.
Sì, stia tranquilla.
E chiama a raccolta tutti i dottori di turno.
Arrivano anche laureandi e personale infermieristico.
Nel giro di pochi minuti, in una stanzetta di 2 metri per 3 entrano 15 persone tutte a guardare quel monitor.
Capisco che evidentemente c'era qualcosa di strano, ma niente. Nessuno diceva niente.
Mi dicono soltanto che mi devono ricoverare e non devo più muovermi fino al parto dall'ospedale.
Peccato che mancassero le lenzuola e il cuscino.
Quindi, visto che io ero sempre senza marito e non potevo confidare in nessuno, chiedo di tornare a casa a prendere le cose necessarie.
Acconsentono ma vogliono la "firma" per andare via.
Così faccio.
Vado a casa, mangio un risotto, preparo lenzuola e cuscino e mi ripresento in ospedale alle 15.
Cambio di turno. Trovo la stessa stronza che mi aveva detto che Isabella era microcefalica.
Questa mi chiede perché fossi lì visto che avevo messo firma.
Le faccio presente che ho messo firma per tornare a prendere i miei effetti personali e che i colleghi avevano insistito per ricoverarmi.
Lei inizia a sbraitare e dice che non c'è nessuna ragione per cui io dovrei stare là.
Mi raggiunge mia zia che cerca di capire il da farsi.
Insistiamo per un'altra ecografia.
La stronza dice che è tutto a posto e conferma che non ho motivo di preoccuparmi e che devo tornare a casa perché non hanno tempo da perdere con me.
Così faccio.
Per sicurezza lascio i bambini a dormire dai miei zii.
A mezzanotte mi chiama mia cugina Claudia e dice che vuole che andiamo subito in un altro ospedale a verificare perché le sembrava troppo strano quello che era accaduto il giorno prima (lei è medico).
Così, alle 6:30 del mattino, ci presentiamo all'ospedale Civico di Palermo, io e mia zia Liliana, e attendiamo il controllo.
Entra un dottore che mi fa subito l'ecografia (non dico di essere stata il giorno prima in un altro ospedale).
Subito dice: la teniamo sotto osservazione per due giorni e poi decidiamo il da farsi. E lo dice sorridendo. Chiama anche il primario e mi mette in reparto osservazione.
Era sabato mattina. Mi tengono in osservazione fino a domenica sera e poi mi danno un lettino.
Ho passato giorni molto intensi ricoverata con le altre mamme che avevano tutte varie difficoltà.
Un giorno, sapendo che a breve avrei dovuto partorire, sono andata a farmi i capelli (scappando dall'ospedale) dal parrucchiere di fronte
Con me c'era una donna che aveva vissuto una storia tristissima che magari racconterò un'altra volta. Eppure, nonostante il dolore e i punti appena messi, mi ha accompagnata nell'avventura dal parrucchiere.
Mi avevano detto che non dovevo muovermi dal letto, ma io ero cocciuta...
Insomma, torno a letto, ennesima ecografia, questa volta eseguita dal primario.
Arriva la conferma: dobbiamo farla partorire.
Ero a 34 e qualcosa... un po' prestino.
Mi dicono anche che avrei partorito in un altro reparto perché ci voleva l'equipe giusta.
Nessuno ancora mi diceva nulla su quanto stesse accadendo.
Alla fine, verificano anche che ero arrivata a 6,5 di emoglobina e che, quindi, non potevano fare l'intervento senza le sacche di sangue.
Così attendiamo di trovare il sangue.
Passano tre giorni.
Arriva il sangue e mi arriva la botta di vita.
Sarebbe dovuta nascere l'11 maggio, ma, per usare le parole del primario, non c'era l'equipe giusta disponibile.
Si fissa per il 12.
Sono entrata in sala parto ridendo e scherzando.
Abbiamo anche parlato di politica.
Dr House (l'anestesista) è simpaticissimo e non smetto di ridere un solo secondo.
La bambina nasce. Chiara, mia figlia grande, è fuori ad attendere di andare con lei a lavarla e vestirla per la prima volta.
Ha scattato anche qualche foto.
Io, come prima cosa, chiedo: "la testa è normale? ha problemi?"
Si mettono a ridere e mi dicono che è piccola, sì, ma che è normale visto la posizione che aveva la testa, praticamente inghiottita dalla placenta (per questo era piccola! brutta stronza di dottoressa del piffero! Altro che microcefalia!)
Mi tranquillizzo, ma inizia il secondamento.
Il dottor Di Liberto dice: "cazzo! La vescica!"
E da lì è stato una specie di vortice che mi ha risucchiata.
Dr House mi dice: "le ho promesso che non avrei fatto la generale, ma devo. Si tranquillizzi e ci vediamo al risveglio".
Lo gnocco di ferrista mi massaggia la schiena ed io godo al settimo livello!
Sento qualcuno che mi accarezza la mano ma ormai è tardi e non so se me lo sono sognata, se era un dottore o se era mio nonno (come ho pensato io in quel momento).
Mi sono risvegliata alle 14:30, con una sacca di sangue in vena e stremata come se avessi corso la maratona di New York.
A quel punto, è arrivato il primario e mi ha detto: "signora, ce la siamo vista brutta, ma è andato tutto bene."
"Sì, ma ora posso sapere che è successo?"
"Beh, una cosa che avevamo sospettato: lei aveva la placenta percreta".
Ah sti cazzi! Ecco cos'avevano visto quei maiali dell'Ingrassia!
Altro che "non c'è motivo di stare qui".
Insomma, alla fine è andato tutto bene e questo è l'importante.
Ma ve lo scrivo per ammonirvi tutte: se succede qualcosa di strano e al cambio turno il dottore dice che non è vero niente... beh, mandatelo a quel paese e cambiate ospedale!
Magari a qualcuna interessa com'è andata a finire.
Isabella è nata a 35+1 con cesareo.
Avevo placenta percreta vascolarizzata con la vescica.
In questo stesso ospedale di cui parlo in questo thread, dopo una visita a 32 settimane, mi avevano invitata ad andare a fare il controllo la settimana successiva (non ricordo ora la data).
Sono andata come richiesto. Doveva essere il controllo per stabilire la data del parto, che, secondo il medico anziano che mi aveva vista, non avrebbe dovuto superare la 35° settimana.
Così mi sono presentata. Ho fatto gli esami e aspettavo per l'ecografia.
Un'attesa durata tutta la mattina per mancanza di personale e anche perché si erano dimenticati di me.
Alle 13:30 finalmente un dottore molto svogliato decide di farmi l'ecografia.
Non mi fa vedere nulla ma esclama volgarmente.
Decide quindi di fare un'eco interna.
Io mi insospettisco e chiedo se vada tutto bene.
Sì, stia tranquilla.
E chiama a raccolta tutti i dottori di turno.
Arrivano anche laureandi e personale infermieristico.
Nel giro di pochi minuti, in una stanzetta di 2 metri per 3 entrano 15 persone tutte a guardare quel monitor.
Capisco che evidentemente c'era qualcosa di strano, ma niente. Nessuno diceva niente.
Mi dicono soltanto che mi devono ricoverare e non devo più muovermi fino al parto dall'ospedale.
Peccato che mancassero le lenzuola e il cuscino.
Quindi, visto che io ero sempre senza marito e non potevo confidare in nessuno, chiedo di tornare a casa a prendere le cose necessarie.
Acconsentono ma vogliono la "firma" per andare via.
Così faccio.
Vado a casa, mangio un risotto, preparo lenzuola e cuscino e mi ripresento in ospedale alle 15.
Cambio di turno. Trovo la stessa stronza che mi aveva detto che Isabella era microcefalica.
Questa mi chiede perché fossi lì visto che avevo messo firma.
Le faccio presente che ho messo firma per tornare a prendere i miei effetti personali e che i colleghi avevano insistito per ricoverarmi.
Lei inizia a sbraitare e dice che non c'è nessuna ragione per cui io dovrei stare là.
Mi raggiunge mia zia che cerca di capire il da farsi.
Insistiamo per un'altra ecografia.
La stronza dice che è tutto a posto e conferma che non ho motivo di preoccuparmi e che devo tornare a casa perché non hanno tempo da perdere con me.
Così faccio.
Per sicurezza lascio i bambini a dormire dai miei zii.
A mezzanotte mi chiama mia cugina Claudia e dice che vuole che andiamo subito in un altro ospedale a verificare perché le sembrava troppo strano quello che era accaduto il giorno prima (lei è medico).
Così, alle 6:30 del mattino, ci presentiamo all'ospedale Civico di Palermo, io e mia zia Liliana, e attendiamo il controllo.
Entra un dottore che mi fa subito l'ecografia (non dico di essere stata il giorno prima in un altro ospedale).
Subito dice: la teniamo sotto osservazione per due giorni e poi decidiamo il da farsi. E lo dice sorridendo. Chiama anche il primario e mi mette in reparto osservazione.
Era sabato mattina. Mi tengono in osservazione fino a domenica sera e poi mi danno un lettino.
Ho passato giorni molto intensi ricoverata con le altre mamme che avevano tutte varie difficoltà.
Un giorno, sapendo che a breve avrei dovuto partorire, sono andata a farmi i capelli (scappando dall'ospedale) dal parrucchiere di fronte
Con me c'era una donna che aveva vissuto una storia tristissima che magari racconterò un'altra volta. Eppure, nonostante il dolore e i punti appena messi, mi ha accompagnata nell'avventura dal parrucchiere.
Mi avevano detto che non dovevo muovermi dal letto, ma io ero cocciuta...
Insomma, torno a letto, ennesima ecografia, questa volta eseguita dal primario.
Arriva la conferma: dobbiamo farla partorire.
Ero a 34 e qualcosa... un po' prestino.
Mi dicono anche che avrei partorito in un altro reparto perché ci voleva l'equipe giusta.
Nessuno ancora mi diceva nulla su quanto stesse accadendo.
Alla fine, verificano anche che ero arrivata a 6,5 di emoglobina e che, quindi, non potevano fare l'intervento senza le sacche di sangue.
Così attendiamo di trovare il sangue.
Passano tre giorni.
Arriva il sangue e mi arriva la botta di vita.
Sarebbe dovuta nascere l'11 maggio, ma, per usare le parole del primario, non c'era l'equipe giusta disponibile.
Si fissa per il 12.
Sono entrata in sala parto ridendo e scherzando.
Abbiamo anche parlato di politica.
Dr House (l'anestesista) è simpaticissimo e non smetto di ridere un solo secondo.
La bambina nasce. Chiara, mia figlia grande, è fuori ad attendere di andare con lei a lavarla e vestirla per la prima volta.
Ha scattato anche qualche foto.
Io, come prima cosa, chiedo: "la testa è normale? ha problemi?"
Si mettono a ridere e mi dicono che è piccola, sì, ma che è normale visto la posizione che aveva la testa, praticamente inghiottita dalla placenta (per questo era piccola! brutta stronza di dottoressa del piffero! Altro che microcefalia!)
Mi tranquillizzo, ma inizia il secondamento.
Il dottor Di Liberto dice: "cazzo! La vescica!"
E da lì è stato una specie di vortice che mi ha risucchiata.
Dr House mi dice: "le ho promesso che non avrei fatto la generale, ma devo. Si tranquillizzi e ci vediamo al risveglio".
Lo gnocco di ferrista mi massaggia la schiena ed io godo al settimo livello!
Sento qualcuno che mi accarezza la mano ma ormai è tardi e non so se me lo sono sognata, se era un dottore o se era mio nonno (come ho pensato io in quel momento).
Mi sono risvegliata alle 14:30, con una sacca di sangue in vena e stremata come se avessi corso la maratona di New York.
A quel punto, è arrivato il primario e mi ha detto: "signora, ce la siamo vista brutta, ma è andato tutto bene."
"Sì, ma ora posso sapere che è successo?"
"Beh, una cosa che avevamo sospettato: lei aveva la placenta percreta".
Ah sti cazzi! Ecco cos'avevano visto quei maiali dell'Ingrassia!
Altro che "non c'è motivo di stare qui".
Insomma, alla fine è andato tutto bene e questo è l'importante.
Ma ve lo scrivo per ammonirvi tutte: se succede qualcosa di strano e al cambio turno il dottore dice che non è vero niente... beh, mandatelo a quel paese e cambiate ospedale!
- Tropical
- Moderatore

- Posts: 5961
- Joined: Sat Jan 07, 2012 10:31 am
- Contact:
Re: Le contrazioni non sono mai passate e probabile parto prematuro
Che brutta storia!
Per fortuna le cose sono andate per il meglio. Di medici come il tuo primario ce ne sono tanto, ma non si sa perché si ha a che fare con la feccia della sanità pubblica.
Un giorno ti racconterò anche del mio parto. Molto meno drammatico, anche se non facile.
Sei stata una donna forte fino alla fine. Come sempre.
Ti abbraccio.
Per fortuna le cose sono andate per il meglio. Di medici come il tuo primario ce ne sono tanto, ma non si sa perché si ha a che fare con la feccia della sanità pubblica.
Un giorno ti racconterò anche del mio parto. Molto meno drammatico, anche se non facile.
Sei stata una donna forte fino alla fine. Come sempre.
Ti abbraccio.
