No, ma infatti il premio di solito si da nei casi eccezionali. L'8 alle superiori in un argomento ostico, ma può anche essere un semplice 6 in una materia in cui non si riesce di solito ad arrivare nemmeno al 5.lory76 wrote:Ok.MatifraSo wrote: Torna indietro nel tempo.
Ai tempi (lontaaaaaaani, hahahahahaa) di quando andavi a scuola.
Arrivi a casa con un bell'8 in matematica (a me mai successo).
Eri più contenta se i tuoi dicevano "hai fatto solo il tuo dovere" oppure se dicevano "brava, sono contenta che tu ci sia riuscita"?
Possiamo ripetere fino alla nausea che le cose le dobbiamo fare per noi, che si studia per il piacere personale, che si lavora per una crescita e una realizzazione di sé stessi e bla bla bla. Ciò non toglie che l'apprezzamento della comunità fa piacere.
Però trovo esagerato che "tu" ad ogni bel voto elargisca un premio materiale a tuo figlio.
Ci sta l'elogio.
Ci sta il premio una tantum.
Il metodo come prassi invece non mi convince.
Chiaro che non mi aspetto i complimenti in famiglia per la pasta al sugo. Ma se mi riesce una ricetta nuova o un piatto dopo che magari era riuscito male, sì.
E questo post è partito da una prima elementare ad ottobre. Chiaro che la maestra non continuerà a dare caramelle fino in quinta, ma all'inizio dell'anno lo trovo un bel gesto. Non per la caramella in sé, ma alternata ad altre gratificazioni.
Tra l'altro, a me piace sia trattata alla stregua dinun giochino o un timbrino. Non le si dà particolare importanza.
