Provo a mettere in fila le cose.
Anna è sempre stata una bambina chiusa, trattenuta, frenata.
Ricorderete che scrssi della sua rivoluzione silenziosa a scuola, e di come le maestre mi abbiano tranquillizzata.
Quello che forse non avevo sottolineato (non ricordo) è che mi hanno detto che Anna non partecipa mai, non vuole andare alla lavagna, non alza la mano, insomma in poche parole non si espone in nessuna maniera. L'ho portata ad assistere ad una lezione di yoga di prova, si vedeva che le piaceva, che voleva andare, ma non c'è stato verso di convincerla.
Aggiungeteci che da quest'estate ha delle crisi di rabbia pazzesche: delle vere e proprie esplosioni in cui si dispera ma si trattiene per non farsi vedere che piange, e non vuole farsi consolare. Non si fa proprio avvicinare, urla e piange di più. Come se non volesse farsi vedere; come se piangesse suo malgrado. E mai, mai una volta che ti dica perché. Anche dopo, anche con tutta la diplomazia di cui siamo capaci, non c'è verso.
(in realtà, queste scenate spettacolari le ha sempre fatte, ma ora si sono intensificate e soprattutto adesso ha un'età in cui sarebbe in grado di parlarne, ma appunto non vuole)
Aggiungeteci - terrore puro - che ha una maniera di mangiare che mi fa venire i brividi. Non mette in bocca il cibo ma lo rosicchia. Letteralmente. Per mangiare un biscotto può fare 10 morsi minuscoli. Un tortellino lo mangia in due bocconi, un rigatone in tre. NOn lo fa sempre, ma ultimamente ha ripreso.
Tutte cose che si potrebbero imputare al carattere (è timida, la scuola è nuova.... passerà; è una bambina gemella, ha bisogno di più tempo per sentirsi sicura da sola.... passerà; sono ancora gli ultimi capricci, passerà; ha le tonsille ingrossate, passerà), ma che messe in fila e addizionate non mi facevano stare tranquilla. Anche perché, a differenza degli altri due, di Anna mi manca la chiave di lettura. Ho la sensazione di non capire, che mi sfugga qualcosa. A parte che lei è la "bambina brava", e che non tollera di sbagliare né di essere criticata (cosa con cui mi spiego il suo non volersi mai esporre), il resto non riuscivo a spiegarmelo.
E così ne ho parlato con una mia amica psicologa, e con mia sorella, psicologa anche lei.
Mi hanno spiegato che l'assertività è la "faccia" positiva dell'aggressività. Che volendo reprimere la sua rabbia e la sua conseguente carica aggressiva, Anna si trattiene al punto di negarsi molte forme di assertività. Per cui, per dire, le sue crisi di rabbia e il suo non volersi lanciare nel partecipare a giochi o attività sono due facce dello stesso problema. Non è (solo) paura di non essere capace; è proprio che lei nega, sopprime, reprime la sua carica aggressiva, finendo così per trattenersi su fronti che propriamente aggressivi non sono.
Anche mangiare a piccoli morsi è la stessa cosa. Come se non avesse il coraggio di mordere, di attaccare, aggredire il cibo.
MI hanno consigliato di evitare di prenderla di petto. Di commentare in positivo le sue crisi di rabbia ("oh finalmente, adesso sicuramente di senti meglio") e di tenere presente che lei per prima ne è terrorizzata, per cui di approvarle e normalizzarle. E di leggere dei libri con lei, storie articolate, di avventura, in cui ci siano dei personaggi a tutto tondo, non il classico buono/cattivo. che servano come spunti per parlare di emozioni.
E' stato come l'accendersi di una lampadina. Mi hanno fornito una chiave di lettura nuova e preziosa.
Che ne pensate?
Aggressività e assertività
Moderator: laste
- bea
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Aggressività e assertività
"L'ozio, che è il padre dei miei sogni/ guarda i miei vizi con i suoi occhi leggeri"
"La beauté est le dernier rempart contre ce monde où les hommes ne savent plus etre légers sans etre futiles"
Anna e Tancredi, 8/11/2008
Giulia, 15/04/2011
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- bea
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Re: Aggressività e assertività
Il bello è che questa chiave di lettura la potrei applicare para para a me stessa.
Ed è per questo che Anna mi crea più difficoltà. Perché è più simile a me.
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- Lucia76
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Re: R: Aggressività e assertività
Penso che ti abbiano dato dei consigli preziosi e che farai del tuo meglio per metterli in pratica.
E penso che davvero essere genitori sia il mestiere più difficile del mondo... e che sia un continuo lavoro su di loro e su noi stessi..
Passerà bea, con qualche attenzione in più da parte vostra e crescendo lei, imparerà a gestire meglio le sue emozioni, poi certo il "carattere" resta ma si sa...
Ti abbraccio
E penso che davvero essere genitori sia il mestiere più difficile del mondo... e che sia un continuo lavoro su di loro e su noi stessi..
Passerà bea, con qualche attenzione in più da parte vostra e crescendo lei, imparerà a gestire meglio le sue emozioni, poi certo il "carattere" resta ma si sa...
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