Faccio anche fatica a capire questa argomentazione (non sei la sola, ovviamente, ad averla usata, anche Los ad esempio ma mi pare anche altre)Claudia wrote: Ma il rispetto, quello vero, profondo, erano soltanto in pochi tra gli insegnanti ad esserselo "guadagnato" sul campo.
Guarda caso quelli che erano autorevoli e non autoritari.
Quelli che rispettavano la persona-alunno.
Quindi tra colleghi, superiori, colloqui formali, incontri con persone con cui non siamo in confidenza....abbandoniamo l'etichetta a seconda di chi ci sta davanti?
Se ad un adolescente sta sulle palle un prof (cosa che può capitare anche in caso questo non sia una cattiva persona, sono esseri umani e non tutti possono entrare in un rapporto amicale con un adolescente) lo autorizza a mancargli di rispetto?
L'etichetta è prevista proprio perché da un canone di comportamento a prescindere dal nostro carattere e i nostri tiramenti, dalle simpatie o antipatie.
Con i codici di comportamento non sbagli mai, perché sono appunto codici socialmente validi.
Ecco perché in contesti formali (e la scuola lo è alla fine) a me piacciono

