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Caterina wrote:Sì, la sensazione è sempre un pò quella.
Un'ansia da prestazione.
Mentre invece è proprio colpa nostra.
Non hanno bisogno di cappelli e di cilindri, di conigli e colombe.
Proprio questo mi chiedevo: se in realtà fossero solo nostre sensazioni sbagliate o se loro veramente vogliano sempre il meglio di noi.
Capita che presa dalla stanchezza a volte mi metta sul divano e Charlotte spalmata addosso, io mi rigenero, ma lei? A lei basta?
Ho visto oggi un video, in cui prima intervistavano Delle mamme e chiedevano loro quali fossero I loro punti deboli ( molte dicevano l'aver poca pazienza, parlare ai loro figli con calma etc) e poi gli hanno fatto vedere un video dei loro figli, a cui avevano chiesto di descrivere la loro mamma. Era commovente sentire Che per questi bimbi di 6-8 anni la loro mamma era speciale perche' li portava fuori a mangiare un gelato, oppure saltava con loro sul trampolino, o cucinava per loro.
A volte quello Che a noi non sembra abbastanza, diventa per Loro un bellissimo ricordo.
Se lo volete guardare, in inglese pero' http://www.upworthy.com/these-kids-fina ... less-9?g=3
renocchia wrote:Purtroppo però vivo spesso il senso di colpa di dover passare al meglio le poche ore a disposizione, allora sembra chissà che debba fare... Chissà che gioco inventare, che attività tirare fuori dal cilindro
Ecco. Qsta idea va scardinata per me.
Come in una coppia.
Quanto bene si può stare seduti sul divano leggendo ognuno il proprio libro e sfiorandosi ogni tanto? O guardando in silenzio un paesaggio?
Siamo imprigionati nell'idea di dinamismo e imput nuovi a tutti i costi.
Io per prima ero cosi. Poi enrico mi ha insegnato la gioia della semplicità. Perchè lui ad esempio é un bambino che non solo si diverte con poche cose semplici ma si irrigidisce di fronte a catene di stimoli tipo giostre, musei, parchi divertimenti, feste piene di gente.
Enrico 09.03.09
Veronica 22.03.2011
"Ho il corpo di una diciottenne.
Lo tengo in frigo".
(Spike Milligan)
"È ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed è un gesto cosi dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non mi è mai venuto da pensare che potesse c'entrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso del l'animo, o di miseria, dipende dai casi"
(A.Baricco)
Vero! Io non sono stata una mamma che si metteva ogni giorno a giocare alle Barbie o ai Lego. Piuttosto, li coinvolgevo nel tran tran quotidiano di cose da fare in casa e anche questo è un modo per stare con i bambini. E poi lavoretti, pittura, disegni e tutto quello che potevano fare al tavolo della cucina mentre io lavoravo o cucinavo.
I miei, al contrario dei bimbi della Maura, amavano molto il "fare" via da casa ma non sempre si può (anche solo per le stagioni) e si cerca di adeguarsi.
Almeno hanno imparato a essere autosufficienti con la "casalinghitudine" prestissimo!