ginger wrote:Nei libri di bambinologia che sto leggendo si ribadisce spesso l'importanza di parlare al proprio bambino già nella pancia.
Io lo accarezzo, rispondo ai suoi colpetti, gli faccio sentire buona musica.
Però ho con lui un dialogo muto, fatto di pensieri, non riesco a parlargli ad alta voce. Dovrei proprio sforzarmi e mi sentirei scema.
Voi lo facevate? Vi veniva naturale?
certo l'ho sempre fatto e mi veniva naturale.
con marci poi quando doveva nascere ci siamo fatte certi discorsetti perché le chiedevo di fare la bravina che le cose andavano per le lunghe (anzi il bravino, pensavo fosse maschio e continuavo a chiamarlo daniele, allora non si faceva l'eco, era tutto a sorpresa). ahahah
Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
Flavia wrote:In realtà la cosa migliore al momento è se tu potessi cantare., possibilmente una canzone senza parole).
Quello è realmente utile, molto molto più che fargli ascoltare della musica che arriva in modo distorto e attutito e che non ha un realte valore di contatto per il bambino.
La voce cantata della mamma invece è una cosa che riconosce e riconoscerà quando nasce (non per niente nei primi mesi di vita noi ci rivolgiamo istintivamente al bambino con una voce che è modulata, il baby talk) è un suono naturale e gradito.
Inoltre è anche una sorta di abbraccio che tu gli fai perchè la tua voce fa vibrare il liquido amniotico e crea una sorta di movimento anche "intorno" a lui.
Questo è una sorta di ascolto ancor prima di aver sviluppato l'udito: il bambino sente la madre con tuto il corpo.
Se tu vuoi fare una prova canta delle note lunghe mettendo la mano aperta con il palmo poggiato sul pett (all'altezza dello sterno) e senti quanto vibra il tuo corpo.
invece con l'ultima il mio ginecologo mi consigliò d mettere della musica classica, sdraiarmi sul divano e coccolarla, visto che poverina era costretta a sentirsi rintronare tutto il giorno dalla musica metal che le sorelle ascoltavano a tutto volume ed appariva piuttosto nervosa.
ma sin da piccola è sembrata più attratta dal metal che dalla classica.
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Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
Niente, zero, non mi veniva proprio naturale. Anch'io mi sono sentita in colpa. Bella però la cosa del canto, tornassi indietro magari canterei un po', ecco.
Ho mille libri sotto il letto, non leggo più. Ho mille sogni nel cassetto, non lo apro più.
G. Togni