I poveri separati (ma solo uomini)

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Moderator: Paola

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Cosetta
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Post by Cosetta »

Trilli2011 wrote:Io la vedo più come Sheireh.
Inoltre, trovo una forte contraddizione fra il desiderio delle donne di stare a casa il più possibile col bimbo (da uno a due anni ormai è frequente, se non per sempre) e il discorso sugli aiuti che la società NON dà.
Qui da noi gli asili nido sono semivuoti, oltre che abbastanza accessibili come costi; eppure le donne che non rinunciano all'indipendenza economica dopo la nascita di un figlio vengono additate come degeneri. Ovvio che un REinserimento nel mondo del lavoro diventi arduo per chi si trova a dover improvvisamente provvedere a se stessa oltre che al figlio.
Mio marito, divorziato, finchè sua figlia non è stata economicamente autonoma ha pagato il mantenimento per lei, un affitto e le proprie spese nonostante avesse entrate di poco superiori ai mille euro al mese. Come ha fatto? ha rinunciato a TUTTO: uscite con amici, vestiti, cibi troppocari (pesce, carne). Questo nonostante il giudice avesse sentenziato che la ex moglie poteva provvedere a se stessa. Che avrebbe fatto se avesse dovuto mantenere anche lei (che aveva peraltro un nuovo compagno che la manteneva)?
Quindi?
Pensi che l'avversità verso la donna separata sia presente, presente indipendentemente dalla tv (la parte che condividi con Sheireh) e aggiungi che secondo te è giustificata, perché in realtà potrebbero essere indipendenti e coltivare la carriera, lasciando i figli al nido fino alle 6 del pomeriggio, e se non lo fanno è per una scelta individuale che non deve gravare sul marito in sede di separazione?
(no, per capirsi, perché non mi sono chiare le conclusioni)
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sol
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Post by sol »

Non so se l' ha già scritto qualcuna, ma hanno apparecchiato anche una fiction strappalacrime su Raiuno. Condivido la perplessità di Cos e la risposta di Lenina, ma scherziamo? Dove si trova questa situazione idilliaca con un' offerta di asili nido pubblici maggiore della domanda? Qui no.
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Cosetta
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Post by Cosetta »

sol wrote:Non so se l' ha già scritto qualcuna, ma hanno apparecchiato anche una fiction strappalacrime su Raiuno. Condivido la perplessità di Cos e la risposta di Lenina, ma scherziamo? Dove si trova questa situazione idilliaca con un' offerta di asili nido pubblici maggiore della domanda? Qui no.
Addirittura una fiction! No, non lo sapevo.

Due precisazioni:
- anche in presenza di asili nido, rimarrebbero millemila problemi, a cominciare da quelli detti da Lenina sugli orari, correlati alla mancanza di flessibilità dell'orario di lavoro, alla mancanza in generale di una cultura in cui: 1- la cura dei figli spetta a entrambi i genitori 2. è normale doversi assentare per le malattie dei figli (tanto per cominciare a affrontare l'enorme voragine che non sarebbe risolta certo solo dalla disponibilità di un posto all'asilo nido, perché il pronblema è prima di tutto culturale)
- io non ne faccio un discorso di fazioni, sono perfettamente cosciente delle difficoltà degli uomini separati... la mia è ancora una preoccupazione di tipo culturale, sulla condizione della donna che è ancora lungi dall'essere paritaria e vedo tanti e tanti segnali, invece, che cercano di riportarla indietro.
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