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marte71 wrote:non solo però.
dall'articolo anche quando lasci che tuo figlio decida di interrompere la tal pratica sportiva ad esempio, senza interferire, stai agendo male.
per me invece è come dici tu, il figlio decide e si prende le conseguenze delle sue decisioni.
io l'ho interpretato come dare la possibilità al figlio di provare qualsiasi cosa gli passi per l'anticamera del cervello, saltando da un'attività all'altra, concedendogli sempre di smettere una pratica e di cominciarne un'altra
Un mordi e fuggi... e su questo non sono d'accordo, lo trovo un pessimo atteggiamento
"Non sto dicendo che non bisogna permettere a un figlio di sperimentare vari interessi e attività. Diamogliela, la possibilità di scegliere, ma entro limiti ragionevoli. La maggior parte dei genitori ai figli dice: "Puoi fare quello che vuoi, puoi mollare in qualsiasi momento, se non sei soddisfatto di una cosa al cento percento puoi provarne un'altra". Non c'è da stupirsi se poi anche da adulti loro continuino a vivere nello stesso modo".
marte71 wrote:insomma, no su questo dissento.
una cosa iniziata non si deve finire per forza, a mio avviso. può non piacergli punto e basta. come può capitare benissimo ad un adulto.
piuttosto, come diceva mammma vanno capiti i motivi e ovviamente non deve accadere con ogni cosa, altrimenti i problema è diverso. e le conseguenze possono essere altre semmai (personali oltretutto), ma non vedo come il finire forzatamente, quindi punire per la scelta sbagliata, possa essere di aiuto.
anche io penso lo stesso... si può cambiare idea, ci mancherebbe!
Mi trovo abbastanza d'accordo con l'articolo.
Semplicemente perchè ho sempre sostenuto il fatto che ognuno debba fare i propri sbagli (sempre nel limite della gravità...ma poi dev'essere un alto tasso di gravità).
Secondo me non si può, come hanno già detto le altre, passare da un'attività all'altra così...perchè è troppo difficile..perchè è troppo impegnativo..perchè è passata la moda..
Quindi si, capire il motivo della rinuncia ad una attività, e cercare di spingere quando si vede che una cosa è considerata 'troppo difficile per lui' e magari invece mollare quando si vede proprio che è stata una scelta sbagliata.