Io ho fatto come Paola, con la variante che l'agnosticismo lo vivo malissimo, nonostante i lodevoli tentativi di Mirko di salvarmiPaola M. wrote:Io ho voluto che i miei figli fossero battezzati, benché io agnostica, perché volevo che avessero la possibilità di frequentare la comunità cristiana, di cui è impregnata la nostra realtà (dalla scuola ai momenti ludici qui gira tutto attorno all'oratorio) con la scolarizzazione qualora ne avessero avuto la necessità.
Siccome poi Alex non è Jacopo di Paola... Alex è più immaturo e forse più desideroso di maggior uniformità al gruppo, perché per alcuni elementi caratteriali fatica ad essere assimilato... ha deciso di fare catechismo.
Le sue motivazioni sono delle più svariate, alcune ai miei occhi serie e accettabili, altre bieche: ama molto le lezioni della sua maestra di religione (che non a caso è vista come il fumo negli occhi dalle mamme tradizionaliste perché troppo ecumenica, la chiamano "la musulmana", per via di lezioni sull'amore troppo generiche e poco cattoliche), vuole stare con i compagni in questo percorso, l'oratorio è divertente, la messa lo annoia, ma gesù gli piace e non vede perché non fare la comunione.
Diciamo che non sono entusiasta della sua consapevolezza.
Ma per le speculazioni filosofiche avrà tempo in adolescenza...
Tra la capacità di scegliere solo embrionale e deviata dalla voglia di stare insieme ai coetanei che c'è a 8 anni ,e la mia personale sofferenza di agnostica, ha prevalso il desiderio di non esporlo a quest'ultima.
Certo, ci sono anche gli atei contenti ahaha (tipo mio marito).
E vigilerò perché alex e fede non mi diventino integralisti.
Però un tentativo l'ho fatto.
Va beh, impossibile no.Roby82 wrote:sembra impossibile tenere lontano un bambino... si incomincia a considerarlo diverso....
E sul diverso... parliamone.
Nella classe di Alex ci sono due bimbi, un TDG e il figlio di un'atea, che non fanno religione cattolica e non faranno catechismo, in altre classi bimbi islamici, e a me sembra di vederli comunque sereni e accettati. E' solo un aspetto che viene a mancare. Ma non noto discriminazioni, e che io sappia nemmeno disagio nei bimbi.
Per altro, rispetto a trent'anni fa è parecchio più frequente e vissuto tranquillamente, un percorso diverso.



