LauraDani wrote:è questo che non capisco (alessia, capiscimi, non sto dicendo che conti balle): ma come mai alle scimmie non succede? perchè i bambini africani non ce l'hanno?
che non vomitino non è detto, è più raro perchè sono più rari i traumi da parto (è anche vero che la morte alla nascita è comune).
Ma l'allattamento continuo (e sottolineo continuo che significa non staccarsi mai dal bambino neanche una volta nella giornata averlo sempre a contatto con il corpo 24 ore come succederebbe in natura fin verso i 6 mesi di vita fa tanto in questo senso
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
ehm...volevo solo aggiungere, visto che di reflusso non so nulla, che di popolazioni indigene che vivono in isolamento volontario ce ne sono ancora parecchie sparse per il mondo...
qualcosa trovate, per curiosità, qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Indigenous_peoples
LauraDani wrote:è questo che non capisco (alessia, capiscimi, non sto dicendo che conti balle): ma come mai alle scimmie non succede? perchè i bambini africani non ce l'hanno?
se le scimmie non ce l'hanno la prossima volta che partorisco cerco di partorire una scimmia :cisssss:
e magari i bambini africani ce l'hanno e se lo tengono
di reflusso comunque non si muore
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)