Mirko e i furetti wrote:si.
però quando alla stessa età in cui i tuoi nonni lavoravano da 10 anni ed erano riusciti a costruirsi una famiglia e a mettere i soldi per iniziare un mutuo tu stai ancora a casa con i genitori perché il tuo lavoro (spesso nemmeno pagato) non ti permette nemmeno di pensare a farti una famiglia e un futuro è tutto un cazzo che parliamo di voglia di fare i sacrifici...
non è aspettarsi di avere tutto e subito.
è aspettarsi almeno di avere la maledetta opportunità di poter fare sacrifici
e dimostrare di valere quanto i nostri nonni.
e la differenza è abissale.
saluti reali
Mirko
ma non ne facevo una questione contro qualcuno in particolare, e certo non ce l'ho con i precari (quello lo lascio a Brunetta)
senza arrivare all'esempio che fai tu, il tuo discorso si vede in tantissime famiglie
se vuoi ti porto ad esempio la mia
mio padre ai suoi tempi era uno fortunato, perchè era riuscito a fare le superiori (ragioniere). Figlio di finanzino, dunque "stavano bene", anche se no avevano beni se non, appunto, lo stipendio di mio nonno e la casetta dove vivevano.
Però almeno mio nonno non faceva il contadino come i suoi progenitori.
Mia madre ha invece la terza media, figlia di contadini e fruttaroli.
Con l'unico suo stipendio di ragioniere mio padre ci ha campato una famiglia di 5 persone, ha fatto studiare tutti e 3 i suoi figli fino all'università, ha garantito a tutti vacanze, un aiuto economico per poterci comprare a nostra volta una casetta (anche solo per garantirci per i mutui, se non con il cavolo che le banche ce li davano, a noi 3 laureati nulla tenenti!), si è comprato l'appartameento dove vivevamo, poi una più grande, e pure la casetta al mare, è riuscito ad avere soldi da parte, ora è in pensione e vive sereno.
Io ho 40 anni, con lo stipendio di mio marito riusciamo a campare (bene, per carità, non mi lamento di nulla, ma non spendo e spando senza pensieri, faccio i miei conti e sto attenta) una famiglia di 3 persone, non avremo pensione, non riusciamo a cambaire casa con una più grandina, stiamo seriamente pensando cosa fare per garantire a nostra figlia un'istruzione decente, perchè per coome si prospetta il fututo (e la scuola del futuro) andiamo verso un sistema americano dove chi ha i soldi studia e gli altri fan manovalanza.
Quindi l'ascensore si è fermato pure qui.
Mio padre era un lavoratore dipendente, si è sempre fatto il culo, non ha mai rubato un soldo a nessuno, pagate tutte le tasse, senso civico ai massimi
L'ascensore si è rotto, ma non credo sia per "colpa" di quelli come lui
Credo che quella mentalità che aveva lui, e suo padre prima di lui, e mia madre, ad un certo punto si è persa
Io c'ero, me lo ricordo
Mi ricordo quando era da sfigati essere onesti, sbattersi, fare sacrifici, disciplinarsi
Quando si è smesso di pensare alle cose che si dovevano fare perchè era giusto farle, senza vederne il tornaconto subito, senza vederne il vantaggio immediato
Al liceo io andavo in libreria con la mia migliore amica, figlia di professore universitario di filosofia, ultra sinistra lei e la famiglia intera: lei faceva l'esproprio proletario (cioè stoccava i libri, li rubava) per dare contro al librario, esempio di bieco capitalismo
Io i libri li pagavo, perchè è giusto farlo
Non so se riesco a spiegarmi: la colpa non sta mai da una parte sola