La causa e l'effetto

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marte71

Post by marte71 »

Lella wrote:le scenate tipiche dei duenni sono un passaggio necessario per imparare a gestire appunto la rabbia e la frustrazione, poi si cresce e non ci si butta più a terra per un no!
Poi è chiaro che esistono casi particolari di scente/capriccio che vanno molto in là dei due anni, prima si impara a gestire la rabbia/fristrazione meglio è per tutti, bambino e genitori compresi
no non ci si butta più a terra, però si fanno cose altrettanto incomprensibili a volte :ghgh:
gio ha quasi 8 anni, ma ogni tanto le pigliano certi attacchi di nervosismo. e me lo dice proprio "sono nervosa mamma". e io a suggerirle, prendi a pugni il cuscino. urla a più non posso. metti il gatto a testa in giù fuori dalla finestra, no scherzo il gatto no! :cisssss:
oppure sul più bello di un discorso si mette a piangere e tu rimani attonita chiedendoti che caspita avrai mai detto? niente, erano ore che si teneva quel groppone lì per chissà quale ragione e aveva bisogno di piangere.
sarà lunatica come sua madre :sticazzi:
MissRossella
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Post by MissRossella »

Io invece sono d'accordo con Lella
(è la prima volta che partecipo in questa sezione, dopo farò una breve presentazione, nel caso)

Credo che per un bambino, specie se piccolo, sia più frustrante e spaventoso non avere nessuno che prenda per lui delle decisioni. non la vedo come sopraffazione ma come contenimento, custodia e cura.
ovio che gli vadano spiegate le ragioni del "no", ma non vedo alcunchè di negativo nel prendere deicisioni che lo coinvolgono: fa parte della genitorialità ed è mio dovere mandarli a scuola anche se preferirebbero fare altro, coprirli se è freddo, offrirgli cibo sano anche se capricciano per fritti e intigoli.
Insomma, devo mettere a fuoco meglio quello che intendo dire ma mi pare di vedere una connotazione negativa in quanto espresso da Lenina che non mi trova affatto d'accordo.
adesso preparo la colazione per la prole e ci torno su
marte71

Post by marte71 »

ma guarda che non si sta dicendo di lasciarli allo stato brado, di abbandonarli al loro destino. ma semplicemente di coinvolgerli in ciò che li riguarda, di insegnare loro a decidere, a prendersi delle responsabilità fin da subito. che siano ovviamente adeguate all'età. e ripeto la scuola non si può scegliere se frequentarla o meno. mi pare un esempio fuori luogo.
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