Si sicuramente avra' avuto dei momenti difficili, e forse da questa esperienza ho imparato che a volte bisogna stringere un po' piu' denti, e credere nel fatto che magari il risultato non e' immediato, ma arrivera'. Detto questo pero' sono anche convinta che l'equilibrio psicologico sia da prendere sempre in considerazione, c'e' chi stringe i denti e ne esce vincitore, c'e' invece chi ne porta avanti le conseguenze per anni. Mio marito mi ricorda che non e' solo come si inizia una gara, ma come la si corre e come si arriva al traguardo..Agnese G. Pupa wrote: chissà quanto avrà stretto i denti tanche tua suocera, sapendo "che era giusto far così" e lo sarà stato di sicuro "per lei, però" tu sei tu e tu@ figli@ non chiede di meglio... :bacio:
Grazie Lella. E' bello sapere che in cosi' tante passate, leggete e trovate il tempo per una pacca sulla spalla! Mi e' veramente d'aiuto!Lella wrote: Capisco il tuo senso di inadeguatezza, in un certo senso l'ho provato anch'io.
Ti passerà sicuramente man mano che tuo figlia cresce e ci saranno tante altre priorità, ancora più importanti dell'alimento ideale per i primi tempi.
Grazie Giusy. Mi ricollego a quello scritto sopra ad Agnese, si certo si puo' arrivare allo stremo, c'e' chi si rialza e ne esce vittorioso, c'e' chi invece cade a pezzi...anche nelle tue parole capisco che a volte, nonostante le nostre intenzioni,capacita' e conoscenze, dobbiamo scegliere altre strade per la nostra serenita', per poi minarla di sensi di colpa :frusta:Giusy79 wrote:Ti capisco benissimo anch'io ci sto passando con Leo...ogni tanto mi viene il senso di colpa per non aver perseguito fino allo stremo l'allattamento esclusivo avrei potuto farcela ma non ne ho avuto la forza ma non credo di essere una cattiva madre per questo ci sono state delle circostanze che mi hanno indotta e ho preferito la serenità mia e di riflesso credo quella del mio piccolo
Mary GRAZIE. Grazie per il racconto della tua esperienza, cosi', a cuore aperto. Mi e' venuta la pelle d'oca e credo che qualcosa sia finalmente scattato in me. L'immagine che mia figlia mi abbia in qualche modo scelta, o che comunque con me ora sia felice, sono allo stesso tempo l'onore e la gioia piu' profonde. Si, facciamo acrobazie con le nostre menti, e affoghiamo nel rammarico per non essere riuscite a farli nascere senza l'aiuto di una sala operatoria, o per aver dato loro LA e biberon; la verita' e' che quando vedo mia figlia saltellare attaccata allo stipite della porta, con gli occhi che si illuminano di felicita', penso che il mondo che lei ancora non conosce lo vivra' con me e attraverso di me. Faccio un respiro profondo, perche' non c'e' responsabilita' piu' grande che far crescere queste piccole creature.marylizard wrote: Perchè ci teniamo enormemente. Perchè nel momento stesso in cui si diventa madri una bella fetta di naturale egoismo va a farsi benedire e istintivamente vogliamo dare il meglio per i ns bimbi.
Ci si piange, ci si sfoga, ma poi basta. Si alza la testa e si sorride. Un po' sforzate forse all'inizio, ma poi via via sempre più naturali.
La cura è sempre la stessa: i loro occhioni, il tempo, il riposo, l'amore di chi ci è accanto.
Aggiungo che un detto buddista dice che è il bimbo a scegliere la madre in cui nascere.
Non è possibile quindi essere inadeguate.
Tu sei la madre che ha scelto, che vuole, la madre perfetta per lei.


