LA depressione post partum

User avatar
Patrizia
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 6591
Joined: Mon Dec 18, 2006 8:31 am
Contact:

Post by Patrizia »

b71 wrote:Mi viene in mente un dettaglio.
Leo avrà avuto una settimana. E ricordo di aver
pensato per la prima volta una cosa che poi mi sono ritrovata
a pensare moltissime altre volte, poi.
"Ora non posso più morire".
Non so quanto sia correlato all'argomento, quanto ne possa
essere il frutto, la conseguenza, l'appendice. Ma mi mise
molta ansia quell'idea con cui invece oggi convivo.


anche io l'ho pensato spesso

non ho mai fruito del mio regalo dei miei 30 anni: mio marito, su mia grande insistenza, mi ha regalato un lancio con il paracadute
mai fatto
Milena
Utente Vip
Utente Vip
Posts: 1005
Joined: Sat Dec 16, 2006 3:52 pm

Post by Milena »

miks wrote:quidni se hai un'amica, una cugina, una cognata che ha appena partorito..valla a trovare se puoi...portale un pacco di biscotti, prendete un te insieme, infilale due cose in lavatrice...tienile il bimbo per permetterle di farsi una doccia..e se non puoi fare tutto ciò (io vorrei tanto... ma proprio non posso) allora fai una telefonata...anche un "è difficile LO SO" da tanto conforto in quei momenti...
pensa a ciò che avrasti voluto ricevere tu in quel periodo duro..e ti verrà facile aiutare le altre...

questo post è rivolto a te in risposta al tuo ultimo..ma anche a tutte le mamme che hanno in cuore questa "missione"....di stare vicine alle altre mamme.

:bacio:


grazie micks.
ho parlato di figlia ed eventuale nuora perchè al momento non ho amiche o conoscenti in dolce attesa, ma spero di poter metter i pratica al più presto la mia esperienza.
:bacio:
User avatar
Lella
Admin
Admin
Posts: 4494
Joined: Fri Dec 15, 2006 4:23 pm

Post by Lella »

Milena wrote:So benissimo il momento in cui è cominciato la mia piccola depressione, in occasione del primo parto: al ritorno dall'ospedale, la consapevolezza che la mia vita non sarebbe più stata come prima.
Così, senza capire se sarebbe stata migliore.
E poi la visita di mia mamma " a casa, all'ospedale ti lascio in pace", seduta in un angolo del divano, composta, che rifiuta di prendere in braccio Dario perchè io, durante la gravidanza, le raccontai di come l'osterica del corso pre parto consigliava ai futuri genitori di non dare troppo in braccio ad estranei il bimbo nel primo mese di vita.
E poi, quando Dario aveva due mesi, mia madre è stata colpita da un ictus, per fortuna in forma lieve e senza grosse conseguenze.
Appena potevo correvo all'ospedale, Dario dormiva poco, ero distrutta e mio suocero uscì col frasone ad effetto: "ti vedo stanca e dimagrita".
Mai che si siano offerti di tenermelo per consentirmi di riposare un pò,
mai che mia suocera si sia offerta di aiutarmi in casa,
mai che mi abbiano preparato un piatto caldo.
E ricordo passeggiate lunghissime al pomeriggio perchè ALMENO lui dormisse, da sola, con la speranza di incontrare una donna che leggesse nei miei occhi la tristezza, che sentisse il mio grido silenzioso.
Addirittura (e adesso vi faccio ridere) immaginavo che una donna di colore, sulla quale proiettavo un approccio alla maternità più naturale e con una fitta rete di amiche, mamme e zie, AVESSE UNA FORMULA MAGICA PER FAR DORMIRE DARIO.
Delirante :clap: .
E tutto questo pur avendo avuto una gravidanza ed un parto tranquilli, senza problemi di allattamento, frequentando le disponibilissime ostetriche del consultorio, con a fianco il mio compagno paziente e amorevole.

Da allora mi ripeto come un mantra:
saprò aiutare i miei figli nella stessa situazione, come presenza discreta ma PRESENTE, assolvendo ai compiti più gravosi per consentire alla madre (che sia mia figlia o mia nuora) di vivere con serenità i primi mesi della gravidanza, così carichi di emozioni contrastanti.
E anch'io, come Gaby, tante volte ho pensato di poter metyere a disposizione delle neo mamme in crisi la mia esperienza e il mio appoggio.
Anche questa è rete, a maggior ragione oggi, in una società così poco a dimensione famigliare

Scusate la lunghezza, grazie.

grazie a te Milena, hai detto giusto una società, quella di oggi, così poco a dimensione famigliare.
CARPE DIEM
Locked